I Toronto Raptors non si vogliono accontentare

Focus Home Rubriche

Le immagini delle ultime finali nba sono ancora vive nei nostri ricordi: i Toronto Raptors hanno riscritto la storia, non solo perché hanno vinto il loro primo anello o perché lo hanno fatto da prima squadra non americana.
Sono immagini fresche perché ci raccontano dell’unica squadra in cui non figuri LeBron James che è riuscita a battere la dinastia degli Warriors, una delle squadre più forti di sempre.

La maggior parte delle franchigie dopo un risultato del genere avrebbero preso seriamente in considerazione l’ipotesi di fermarsi e ragionare sulla possibilità di rifondare questo gruppo, considerando l’età di alcuni protagonisti (Lowry 34, Ibaka 31, Gasol 35), ma soprattutto la perdita di Kawhi Leonard durante la free agency: i Raptors lo hanno corteggiato fino all’ultimo, ma l’mvp delle finali era deciso a fare ritorno a casa, in California.

Nonostante tutto questo, il general manager Masai Ujiri ha deciso di dare ancora fiducia a questo gruppo e al suo allenatore, Nick Nurse, alla sua seconda stagione da capo allenatore. La scelta forte da parte della dirigenza si è rivelata fondata, tanto che prima dell’interruzione a causa del COVID-19 i Raptors erano una delle migliori squadre nba. Nurse ha guidato Toronto a 46 vittorie e 18 sconfitte, valide per posizionarsi al secondo posto della Eastern Conference dietro solamente ai Bucks.

Un avvio di stagione ricco di alti e bassi, ma Toronto ha saputo dare una svolta grazie all’incredibile striscia di 15 vittorie consecutive tra il mese di Gennaio e quello di Febbraio.

 

Fare di necessità virtù  

Nurse ha dovuto lavorare sodo per convincere staff, compagni e addetti ai lavori, nonostante l’impresa compiuta la passata stagione: sia perché sono cambiate tante cose, come il roster ad esempio con le partenze di Leonard e Green, sia perché tornare competitivi a quei livelli sembrava impossibile.
I playoff della passata stagione sono stati spesso etichettati come fortunati: il canestro di Kawhi sulla sirena di gara 7 contro i 76ers per esempio, oppure gli infortuni di Klay Thompson e Kevin Durant durante le Finals che hanno spianato la strada al titolo nba.
I risultati ottenuti fino a questo momento non possono che mettere a tacere le malelingue. Nurse ha raggiunto ormai uno status riconosciuto dalla maggior parte della Lega e forse sarebbe il caso di chiedersi effettivamente se non sarebbe il caso di considerarlo il primo candidato per il premio di Coach of the Year.

Giocatori come Davis, Boucher e Hollis-Jefferson portano un contributo essenziale per l’economia di questa squadra e sono riusciti a ritagliarsi minuti importanti nelle rotazioni.

Siakam ha compiuto un ulteriore salto di qualità, Gasol, le cui doti di passatore non sono certo un mistero, viene coinvolto sempre di più nell’impostare gli schemi offensivi, VanVleet e Powell hanno trovato una loro dimensione, riuscendo addirittura a convivere in campo per lunghi tratti delle partite.

Queste sono le parole spese da Fred VanVleet a Febbraio, al termine di una striscia di 15 vittorie, in merito al lavoro del coaching staff e al successo di coach Nurse:

Lo cosa migliore è che ci chiedono di collaborare. Non si spaventano a chiedere il nostro parere. Se c’è qualcosa che non va, non ci piace, possiamo parlarne. Alla fine, dobbiamo sentirci a nostro agio affinché funzioni”.

VanVleet è senza ombra di dubbio uno di quelli che ha tratto maggiori benefici dal nuovo metodo di lavoro del suo allenatore: in questa stagione ha aumentato sensibilmente le cifre di tutte le voci statistiche, le migliori della sua carriera, ed è in lizza per il premio di giocatore “più migliorato” della stagione.

Il suo contributo all’interno del gioco dei Raptors è fondamentale per togliere pressione a Kyle Lowry nel ruolo di ball-handler principale, ma VanVleet si è rivelato anche un ottimo realizzatore con 17 punti di media e quasi il 40% dall’arco.

Pronti via: alla prima di questa stagione VanVleet ha realizzato 34 punti (12/18 al tiro) e messo in piedi una prestazione notevole.

 

Le fortune dei Raptors quest’anno arrivano senza dubbio dalla capacità di coinvolgere l’intero roster, per necessità e per virtù di un sistema di gioco organizzato ad hoc per questa stagione.

Un esempio poi non così banale che dimostra l’importanza del coinvolgimento da parte della panchina è la partita del 22 Dicembre contro Dallas. I Raptors vincono la gara per 110-107 dopo essere stati in svantaggio di 30 punti, realizzando il più lungo “comeback” della Lega dal 2009. La rimonta è cominciata a metà terzo quarto utilizzando una difesa piuttosto insolita in nba e molto comune invece nei campionati giovanili in Europa. Il quintetto formato da Boucher, Davis, Hollis-Jefferson, Malcolm Miller e Lowry ha eseguito una pressione a tutto campo durante l’intero quarto finale, cogliendo impreparati i Mavs e costringendo gli avversari a 7 palle perse.

Questo video ci mostra la rimonta portata a termine dai Raptors: da notare quante palle vengono sporcate dalla difesa sul pressing a tutto campo.

 

Toronto è una delle squadre che ha registrato il maggior numero di infortuni: 219 è la somma delle partite che sono stati costretti a saltare i giocatori dei Raptors; l’unico a non essersi mai infortunato è Terrence Davis.

 

First Team All-Defense

Nonostante il coaching staff abbia avuto l’intero gruppo di giocatori per appena 2 partite, i risultati non sono mancati. I Raptors si sono affermati come la migliore difesa della Lega per punti concessi a partita (106.5 di media), ma soprattutto Nurse è riuscito a strutturare un sistema versatile, a prescindere dai giocatori in campo.

In che modo? Un passaggio chiave è rappresentato dalla partita vinta contro Minnesota l’11 Febbraio, l’ultima vittoria della famosa striscia che ha visto i Raptors imbattuti dal 16 Gennaio.

Nonostante le pesanti assenze di Ibaka e Gasol sotto canestro e la presenza ingombrante tra gli avversari di un centro come Towns, Nurse ha messo in campo ogni tipo di difesa possibile: raddoppi sistematici in post, aiuti dal lato debole e cambi di marcatura in qualsiasi situazione per coprire gli altri avversari.
Il povero Towns ha chiuso la gara con un discutibile 5/13 dal campo, anche se grazie ai tiri liberi è riuscito a realizzare 23 punti a fine serata.

Nurse durante la stagione si è dimostrato un ottimo stratega, perfettamente in grado di adattare soluzioni diverse all’interno della gara. Questo aspetto si era notato anche durante le già citate finali contro Golden State, dove era riuscito a disinnescare l’attacco degli avversari preparando una box-and-one su misura per Stephen Curry, copiata poi durante questa stagione dallo stesso Steve Kerr per limitare le prestazioni di James Harden.

La difesa di Toronto mette sembra in grande difficoltà i coach che affrontano i Raptors, ma è soprattutto questa capacità di cambiare sistema durante la partite che costringe gli avversari ad una lettura sempre molto attenta del campo, cosa per niente usuale e automatica durante la regular season. Di qui la necessità di poter contare su ogni singolo componente, un concetto su cui lo stesso Nurse si era espresso già nel mese di Ottobre quando intervistato sulle nuove reclute:

Contento? No, no, no. Questi ragazzi non hanno capito: prima cosa, che giochiamo duro, seconda cosa, che la difesa deve essere una priorità per loro. Abbiamo del lavoro da fare con questo gruppo.
Gli ho detto che ci sono un paio di posti liberi per martedì sera [la prima dei Raptors in RS] se li vogliono.

 

Franchise Player

Squadre come Bucks, Lakers, Clippers, Rockets, Celtics e 76ers possono tutte fare affidamento su una/due superstar di valore indiscusso, niente a che vedere con la situazione di Toronto. Nonostante ciò solamente due squadre hanno un record superiore a quello dei Raptors. Siakam dopo la partenza di Leonard è diventato per forza di cose il punto di riferimento della squadra, sia per quanto riguarda la fase difensiva che per quella offensiva.

A questo punto ha la luce verde per provare qualsiasi tipo di movimento in attacco. Dico sul serio, stiamo cercando di fargli vedere fino a che punto si può spingere. In penetrazione, in post, il tiro da fuori, transizione, a guidare il pick’n’roll, vogliamo che faccia del suo meglio e si alleni in qualsiasi situazione.

Le parole spese da Nurse non sono le solite frasi di circostanza: l’impiego di Siakam è notevolmente aumentato, non tanto in termini di minutaggio quanto per il coinvolgimento all’interno dei giochi offensivi. In questa stagione il suo Usage è salito al 28,5% (20,8% nel 2018/19) e la qualità dei possessi lo hanno messo nelle condizioni di ottenere la sua prima convocazione in carriera per l’All Star Game. Siakam rispetto all’anno passato ha continuato a crescere, mantenendo il rendimento espresso durante i playoff, tanto che c’è anche chi ipotizza che potrebbe concorrere per il premio di Most Improved Player dopo averlo vinto già la passata stagione. Quest’anno è passato da 17 punti nel 2018-19 a 23,6 di media: ben 15 volte ha realizzato 30 o più punti, compreso il carrer high di 44 punti contro i Pelicans a Novembre.

Siakam gioca moltissimi 1vs1, sia dal post che partendo in palleggio: questo succede anche perché la maggior parte delle volte ha a disposizione un mismatch favorevole.

 

Tutto pronto per Orlando

Miglioramenti di Siakam a parte, i Toronto Raptors prima dello stop causato dal Covid-19, secondo le proiezioni, erano perfettamente in linea con la passata stagione, il che ha dell’incredibile se si considera l’assenza di Leonard. Questo è riconducibile a diversi fattori, come la predisposizione tecnica dei giocatori a questo tipo di gioco, le capacità di adattamento da parte di Nick Nurse e la personalità di gente come Lowry e Ibaka, attori principali all’interno dello spogliatoio.

In attesa di vedere gli accoppiamenti ai playoff, Toronto avrà subito la possibilità di mettersi alla prova. SOS (strength of schedule): questo indice rappresenta il grado di difficoltà del calendario di una squadra all’interno di un campionato. Nelle 8 partite che chiuderanno la regular season i Raptors hanno il peggior SOS delle squadre che parteciperanno al torneo di Orlando: dovranno affrontare in ordine Lakers, Heat, Magic, Celtics, Grizzlies, Bucks, 76ers e Nuggets.

Una delle cose che si possono imputare alla stagione dei Raptors è la difficoltà nell’affrontare squadre con un record superiore al 50% di vittorie (14 sconfitte su 25 partite). L’assenza del fattore campo potrebbe essere un ulteriore aggravante, soprattutto per la franchigia canadese, trascinata negli ultimi anni dal calore imparagonabile dei suoi tifosi.

Tuttavia queste 8 gare saranno un ottimo test per la squadre di Nick Nurse: Toronto ha già staccato il pass per i playoff e ricominciare dopo mesi di inattività con un calendario difficile potrebbe essere il modo giusto per Nurse di rimediare subito ai difetti della squadra e aggiustare rotazioni e schemi. Come l’anno scorso i Toronto Raptors non partono favoriti, non sono la squadra più forte né quella con più talento, ma questa cosa sembra andare bene al loro allenatore: Nessuno parlava di noi – “Si, sono una squadra discreta” – ma non veniamo mai considerati una minaccia e sarà ancora così. Non vediamo l’ora.

  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.