Il futuro del basket europeo potrebbe essere a una svolta storica. Dopo anni di tensioni e scismi, i principali stakeholder (NBA, FIBA ed EuroLega) sarebbero pronti a sedersi nuovamente al tavolo per ridisegnare i confini del gioco nel Vecchio Continente. A riportarlo è Aris Barkas di Eurohoops. Mentre si chiude ufficialmente il processo di raccolta delle offerte per il progetto NBA Europe, le ultime indiscrezioni suggeriscono un clamoroso riavvicinamento tra le parti. Non più leghe contrapposte, ma un possibile fronte comune che coinvolga l’EuroLega, la FIBA e il colosso americano guidato da Adam Silver.
Secondo quanto riportato da fonti vicine alla trattativa, nei prossimi giorni è previsto un incontro decisivo tra i vertici di EuroLega e NBA. L’obiettivo? Creare un progetto congiunto che possa finalmente unire le forze manageriali americane con la tradizione e il valore dei club europei. Il clima sembra cambiato rispetto al 2024, quando l’NBA propose di acquisire il 51% di EuroLega incontrando il muro dei club. Oggi, con un’EuroLega valutata circa 3.2 miliardi di euro, la posizione dei club è molto più solida: grandi nomi come Real Madrid e Fenerbahçe sono prossimi al rinnovo delle licenze decennali, un segnale di stabilità che funge da base per negoziare da una posizione di forza dopo mesi di voci che volevano la NBA interessatissima ai grandi brand del basket come appunto i Blancos, il Barcellona e anche l’Olimpia Milano.
L’ipotesi più affascinante sul tavolo, secondo Eurohoops, è quella di formare una nuova super-lega a 24 squadre (accrescendo quindi le partecipanti in confronto all’attuale EuroLega, che ne conta 18). Questo formato permetterebbe sia di integrare nuovi mercati, come sognato dalla NBA che per mesi ha provato a coinvolgere piazze come Londra, Parigi e Roma, sia per mantenere l’élite attuale con le squadre che attualmente hanno la licenza A. In più, un accordo tra le parti farebbe piacere anche alla FIBA in ottica calendari, soprattutto per quanto riguarda le “finestre” delle Nazionali.
Nonostante i grandi piani, la prudenza regna sovrana per la prossima stagione. Il Board di EuroLega si riunirà il 14 aprile e, sebbene l’espansione sia l’obiettivo a lungo termine, è probabile che per l’annata 2026-27 si confermi il format a 20 squadre. Le incertezze legate a club come AS Monaco e ASVEL, oltre alla situazione geopolitica che frena i capitali arabi (mentre quelli americani restano caldi), suggeriscono un passaggio graduale.
Se l’accordo dovesse però andare in porto, si metterebbe fine a una frattura nata nel lontano 2000 tra la FIBA e l’EuroLega. L’ingresso dell’NBA non porterebbe solo capitali, ma un’expertise manageriale capace di trasformare il basket europeo in un prodotto finalmente profittevole su scala globale.
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