Il boicottaggio NBA dei Milwaukee Bucks raccontato dal “bianco” Kyle Korver

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La decisione dei Milwaukee Bucks di boicottare gara-5 del primo turno della Eastern Conference contro gli Orlando Magic lo scorso agosto rimane una delle più grandi storie della stagione 2019-20.

Sebbene la guardia dei Bucks, Kyle Korver, non fosse uno degli iniziatori di quel boicottaggio, non ha potuto fare a meno di sentirsi emozionato nel rivivere gli eventi che hanno portato a quella decisione.

“Mi sono messo a piangere tantissimo dall’emozione! Ho iniziato a guardare la mia maglia che dice Black Lives Matter e mi sono chiesto ‘cosa stiamo facendo?’ Un compagno di squadra, George Hill, ha deciso che non avrebbe giocato… Ci siamo semplicemente seduti e abbiamo detto ‘siamo tutti con te’ “.

“È sempre interessante per me come uomo bianco in questi momenti. Come aiuto come uomo bianco? Cosa dico da uomo bianco in questo spazio? E sai cosa fai? Stai con gli emarginati. Quando puoi amplifica la loro voce, ascolta i loro pensieri, ascolta le loro idee e poi trova il modo per dare una mano”.

La decisione dei Bucks di ottenere volontariamente una sconfitta nella partita dei playoff è arrivata appena un giorno dopo che un civile afroamericano Jacob Blake è stato colpito alla schiena da degli agenti di polizia a Kenosha, nel Wisconsin, che si trova vicino al palazzetto della squadra di Milwaukee.

Dato che l’intera squadra era a migliaia di chilometri di distanza all’interno della “bolla” al Walt Disney World di Orlando, in Florida, i giocatori dei Bucks sentivano di dover inviare un messaggio forte rifiutandosi di giocare.

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