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Il futuro azzurro passa dalle loro mani

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Parlare di giovani promesse non è mai facile, soprattutto in Italia dove l’impiego di giovani leve richiede pazienza, sacrificio, voglia di migliorarsi, testa e soprattutto le adeguate opportunità per potersi esprimere nel modo giusto, nel giusto contesto e al momento giusto. Tanti fattori, che hanno rallentato lo sbocciare di giocatori azzurri promettenti. Ma anche nel panorama più difficile si possono trovare lampi di speranza per il futuro. Abbiamo deciso di scegliere 5 promesse italiane, considerando le classi di età 2003 e 2004.

 

Matteo Spagnolo

Matteo Spagnolo ESPN

Ormai è stato analizzato e ripetuto in tutte le salse, anche da noi un po’ di tempo fa. Ma d’altronde perché negare l’evidenza? Il playmaker brindisino sta affrontando la sua prima vera stagione da professionista con sfacciataggine, creatività, istinto realizzativo e conoscenza del gioco come non se ne vedevano da parecchio tempo alla sua età. Recentemente si è anche dichiarato al Draft NBA (con ottime chance di essere scelto a fine secondo giro). Probabilmente ciò che stupisce di più del percorso del prodotto del Real Madrid è la rapidità con cui ha saputo impattare sul nostro campionato e attirare le attenzioni transoceaniche, nonostante una Cremona ormai quasi condannata alla retrocessione. Può migliorare ancora su tanti aspetti (in primis in fase difensiva), ma il primo nome associato al “futuro azzurro” non può che essere il suo.

 

Leonardo Okeke

Leonardo Okeke Scouting Report - ID Prospects

Tornato da poco da un infortunio alla gamba destra, il fratellino di quel David Okeke che aveva fatto sperare Torino si sta rivelando come la scommessa più intrigante della Serie A2. Centro dotato di una corporatura in continua evoluzione (206 cm per quasi 100 kg), la sua coordinazione e mobilità con e senza palla lo rendono un giocatore per certi tratti moderno, seppur la sua produzione offensiva passi ancora principalmente dal gioco in post o senza palla nei pressi del ferro. Non da meno è la fase difensiva, dove centimetri, apertura alare e senso della posizione lo rendono efficace sotto il proprio tabellone, oltre a una inusuale capacità di difendere anche contro accoppiamenti svantaggiosi. Sicuramente da monitorare, soprattutto per eventuali progressi tecnici e un possibile salto di categoria. Anche lui ha dichiarato la sua eleggibilità per il Draft: magari non sarà scelto, però ha lanciato un segnale importante per il percorso che intende intraprendere.

 

Alfredo Boglio

Basket, il trecatese Boglio convocato per una competizione internazionale

Probabilmente è il giocatore dal maggiore impatto della Serie B, di cui si parla ben poco. Playmaker classe 2003 di Borgomanero, presenta un fisico di circa 190 cm, molto leggero, fa della padronanza nel palleggio e della visione di gioco le principali armi offensive con cui può essere un leader in campo per i compagni, in fase di realizzazione e costruzione del gioco. In una formazione come quella piemontese, in cui è il gruppo giovani a costituire l’ossatura della squadra, è uno dei principali terminali. Tuttavia permangono ancora problemi a livello di costanza, in particolare al tiro e nelle letture difensive. La curiosità permane sulla possibilità di vederlo in un contesto diverso e quale tipo di impatto potrebbe avere.

 

Filippo Gallo

Ampie leve, rapidità di correre in campo aperto, movimenti slanciati nell’attaccare il ferro, tiro in progressione, leve per coprire bene a uomo…queste caratteristiche descritte in maniera molto asciutta lasciano un quadro piuttosto sfocato del giocatore che potrebbe essere il playmaker classe 2004 della Vanoli Cremona. Sì, perché point guard con quel fisico longilineo di 192 cm e quella vena realizzativa sono un prodotto che intriga sempre e che piacerebbe da morire vedere lanciati in mischia tra i professionisti. Tuttavia alcuni aspetti del suo decision-making più la mancanza di una vera opportunità per farsi notare stanno tardando lo sbocciare di questo giocatore. Mai disperare però, e soprattutto perché non cominciare già da quest’estate strappando una convocazione per gli Europei U18 di Konya?

 

Niccolò Moretti

Niccolò Moretti lascia Pallacanestro Biella e inizia una nuova avventura  nella Dme Academy, in Florida - La Stampa

Dall’Italia ci spostiamo infine oltreoceano, precisamente alla DME Academy, di base a Daytona Beach, Florida. È qui che il fratello minore di Davide, formatosi nel Basket San Lazzaro e dopo una annata a saggiare la A2 con Biella, ha deciso di proseguire il suo percorso di formazione cestistica, entrando nell’ottica americana dello studente-atleta. Classe 2004, dotato di una notevole padronanza dei propri mezzi tecnici (crescere ancora come tiratore lo aiuterebbe nel versatilizzare il suo gioco) e di un fisico ancora in potenziale crescita, dimostra anche una buona comprensione del gioco su ambo i lati del rettangolo, oltre a una personalità molto solare e comunicativa e tanta voglia di applicarsi. Sarà interessante seguirne lo sviluppo, se non altro per comprendere meglio il processo di formazione all’High School. Poi NCAA? Restiamo alla finestra.

 

Non abbiamo certo dimenticato alcuni ragazzi che stanno cercando di maturare in ambienti differenti, sul nostro territorio e non, ai quali facciamo i migliori auguri di futura maturazione. Tra i tanti, vale la pena citare Davide Casarin, Nicolò Virginio, Matteo Visintin, Mirko Bramati, Davide Brambilla e Fabrizio Pugliatti. Con la speranza che anche loro possano consacrarsi definitivamente e dare in futuro una mano alla nostra Nazionale.

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