Il pagellone del mercato: Western Conference

NBA

Legenda:
= minimo
☆☆☆☆☆= massimo

 

Dallas Mavericks ☆☆☆

Il general manager Donnie Nelson con due sole mosse è riuscito a rilanciare le sorti di questa franchigia e infondere nell’ambiente un’incredibile entusiasmo. La notte del Draft, in cambio della propria scelta numero 5 e di una futura, ha portato Luka Doncic alla corte di coach Carlisle: il giovane talento sloveno in Europa ha dimostrato di essere uno dei migliori prospetti degli ultimi anni e sono tutti curiosi di vedere che tipo di impatto avrà anche nella NBA. La firma di DeAndre Jordan, invece, è il coronamento di un progetto pensato nell’estate del 2015: il contratto annuale da 24 milioni e spicci che lo legherà alla franchigia texana permette ai Mavericks di avere una squadra competitiva quest’anno, ma allo stesso tempo non compromette il futuro della franchigia. Dallas ha preso il miglior “fit” possibile e si affaccia alla stagione 2018-19 con un roster decisamente interessante, che potrebbe rilanciare una squadra che ha chiuso la scorsa regular season con un record di appena 24 vittorie e 58 sconfitte.

 

Denver Nuggets ☆☆☆

Al termine di due stagioni consecutive chiuse al nono posto è arrivato il momento di compiere l’ultimo passo per riportare i Nuggets ai playoff. Con il rinnovo da 148 milioni per 5 anni firmato da Jokic, il margine di manovra era praticamente nullo:  il gm Arturas Karnisovas è riuscito con due abili mosse a liberare lo spazio necessario a firmare Isaiah Thomas al minimo salariale. Il contratto ha la durata di un solo anno e questo permetterà a Denver di lasciarlo libero nel momento in cui non dovesse convincere, ma potrebbe essere il giocatore adatto per permettere a coach Malone il definitivo salto di qualità. Le partenze di Chandler, Faried e Arthur erano necessarie per permettere la firma di Thomas, ma soprattutto erano diventati tre giocatori finiti ai margini delle rotazioni, in un ruolo nel quale c’era da alcuni anni un notevole esubero di “materiale”.

 

Golden State Warriors ☆☆☆☆☆

Si può chiamare organizzazione, oppure fortuna, ma sono senza ombra di dubbio i vincitori di questo mercato estivo. Sarebbe bastato il rinnovo di Kevin Durant (61 milioni di dollari per 2 anni) a confermare la dinasty che gli Warriors hanno costruito negli ultimi anni: come se non bastasse, per la stagione 2018-19 coach Kerr potrà contare pure su DeMarcus Cousins. Il centro ex Kings e Pelicans si è “accontentato” di un contratto annuale da appena 5 milioni: questo gli permetterà di riprendersi con calma dall’infortunio occorso al tendine d’achille e giocare per il titolo, così da affacciarsi la prossima estate come free agent, con la possibilità di ottenere un ricco contratto rispetto lo scarso appeal di questo mercato. Gli Warriors, a queste cifre, di sicuro non potevano farsi scappare l’occasione di aggiungere a roster un giocatore che, quando sano, è top3 nel suo ruolo. Ormai Golden State fa categoria a parte e dire che siano i favoriti per l’anello appare quantomeno scontato, anche alla luce di questo mercato.

 

Houston Rockets ☆☆☆

Per confermare quanto di buono visto nei recenti playoff era di vitale importanza rifirmare Chris Paul: obiettivo raggiunto, nonostante il play ex Clippers non abbia fatto sconti, perché il massimo salariale chiedeva e il massimo salariale ha ottenuto (164 milioni per i prossimi 4 anni). Ciò che preoccupa maggiormente è la sua tenuta fisica, ma non è da trascurare nemmeno il fatto  che a Maggio ha compiuto 33 anni: diventa quindi lecito interrogarsi su quale possa essere il suo rendimento tra 3 anni, quando andrà a percepire 40 milioni, occupando più di 1/3 dello spazio salariale. Perdono mezzo punto per la firma di Michael-Carter Williams, giocatore che dopo il premio di Rookie of the Year ha dimostrato poco e niente, e non può di certo tornare utile nel momento in cui D’Antoni deciderà di stringere le rotazioni a 6/7 giocatori (come contro gli Warriors). Per lo stesso motivo la perdita di Trevor Ariza pesa più di quanto sia stato percepito: ha giocato 37 minuti di media contro Golden State ed è il prototipo del giocatore ideale per la situazione dei Rockets. Lascia un vuoto pesante, che difficilmente verrà colmato da Carmelo Anthony: un giocatore completamente diverso, che con le giuste motivazioni potrebbe consentire a coach D’Antoni di allenare uno degli attacchi più imprevedibili della Lega. Innegabile che l’esperimento potrebbe clamorosamente fallire.

 

Los Angeles Clippers ☆☆

Clippers being Clippers. Dopo gli addii di Paul e Griffin, Jerry West ha voluto dare un taglio con quella che fu la migliore versione dei Clippers per ripartire da zero. La prima operazione ha visto partire Austin Rivers per Washington in cambio di Marcin Gortat, preannunciando così la partenza di DeAndre Jordan. Si tratta di una perdita pesante, ma che permette a Doc Rivers di poter lavorare su due giovani di belle speranze, Shai Gilgeous-Alexander e Jerome Robinson. Per il resto i Clippers sono una franchigia ricca di possibili asset da sfruttare sul mercato, come ad esempio Avery Bradley, giocatore tutto-fare, che ha accettato un rinnovo di due anni da 25 milioni. I Clippers possono anche decidere di ripetere una stagione come quella appena terminata, con un gruppo che potenzialmente può “galleggiare” intorno al 50% di vittorie, salvo decidere, se si presentasse la possibilità, di muovere sul mercato i propri asset per accumulare scelte e/o giovani da sviluppare.

 

Los Angeles Lakers ☆☆☆

Questo matrimonio non s’ha da fare, né domani, né mai”. Magic invece è riuscito a portare a LA sua maestà LeBron James dopo i numerosi rumors dell’ultimo anno: il solo acquisto del Re rilancia le aspettative dei Lakers per la stagione che verrà. E’ ancora più sorprendente il fatto che James abbia deciso di impegnarsi per 4 anni, perché questo permette ai Lakers di poter pianificare le prossime stagioni con la certezza di avere a roster uno dei migliori giocatori della Lega e di adattarsi all’occorrenza dopo questo primo esperimento. A conferma di questa tesi la decisione di firmare solo contratti della durata di 1 anno: Rajon Rondo e Lance Stephenson, rinomati “hater” di James, possono diventare due ottimi asset nei momenti clou della stagione, nonostante il loro rendimento negli ultimi anni sia stato a dir poco “singhiozzante”. Quello che preoccupa maggiormente è il ruolo che potranno occupare all’interno dello spogliatoio. Le firme di Pope e JaVale McGee non fanno altro che confermare la volontà di poter tornare sul mercato la prossima estate: sono mancati innesti di qualità (e un centro) dopo l’affare sfumato con gli Spurs per portare Leonard a LA, ma il futuro appare decisamente roseo.

 

Memphis Grizzlies ☆☆

Dopo una stagione chiusa con 22 vittorie e 60 sconfitte, il gm Chris Wallace ha mosso alcune pedine per provare a dare una scossa al roster dei Grizzlies. Inutile dire che, vuoi per tradizione, vuoi per concrete possibilità di una squadra e di un mercato con poco appeal, gli obiettivi sono stati sempre in linea con la filosofia della squadra: personalità toste, buoni difensori e/o giocatori di sistema, capaci di vestire i panni di gregari per affiancare le due star della squadra. Omri Casspi permetterà di allargare il campo grazie al suo 37% da tre punti, in una delle peggiori squadre al tiro dall’arco (25esimi), mentre Garret Temple è il giocatore ideale per questo sistema. L’acquisto più importante è Kyle Anderson: forse nemmeno loro si aspettavano di riuscire a strapparlo agli Spurs con un contratto di 4 anni da 37 milioni, ma la sua visione di gioco e la maturazione di questi ultimi due anni potranno tornare utili a coach Bickerstaff. Restano purtroppo innesti mediocri e le speranze passano dal talento tutto da scoprire di Jaren Jackson.

 

Minnesota Timberwolves – senza voto

 

New Orleans Pelicans ☆☆

I casi sono due: o Cousins non ha ricevuto nessun tipo di offerta perché NOLA ha ritenuto di poter fare a meno del proprio centro, anche alla luce dei risultati ottenuti ai playoff, oppure è stato il giocatore stesso a voler trovare un altro tipo di collocazione, costringendo i Pelicans a intervenire diversamente sul mercato. L’idea di scommettere su Elfrid Payton può essere letta come una strategia per avere un giocatore molto simile a Rondo per caratteristiche difensive, ma con un contratto più economico e meno “pericoloso” in spogliatoio. Per quanto riguarda l’arrivo di Julius Randle invece, New Orleans si assicura un giocatore da 16+8 di media, che predilige il gioco spalle a canestro e potrebbe guidare eventualmente la second unit. Il contratto che ha firmato (18 milioni complessivi per i prossimi 2 anni) è molto buono per i Pelicans, soprattutto se consideriamo che a metà stagione si diceva che potesse andare a guadagnare addirittura il doppio.

 

Oklahoma City Thunder ☆☆☆☆

L’impressione generale, al termine della precoce eliminazione al primo turno contro i Jazz, era quella di una franchigia sull’orlo del baratro. Sam Presti è riuscito a compiere l’impossibile: contro ogni pronostico Paul George ha deciso di rifiutare la corte di qualsiasi franchigia interessata e ha rinnovato il suo contratto con i Thunder. Il lavoro di recruiting operato dal front office dei Thunder ha rasentato la perfezione, perché è riuscito nell’intento di convincere George a firmare per ben 3 anni (quarto in player option). Il colpo di genio è arrivato nel momento in cui Presti è riuscito a risparmiare quasi 100 milioni di luxury cedendo Carmelo Anthony agli Hawks in cambio di Dennis Schroder.

Sul piano tattico sarà molto difficile far coesistere Westbrook e Schroder, ma nessuno pensava che OKC sarebbe riuscita a cavarsela in questo modo. La conferma di Jerami Grant (27 milioni complessivi per 3 anni), pedina molto importante in uscita dalla panchina, e la firma al minimo di Nerlens Noel coronano una free agency di grande livello da parte dei Thunder.

 

Phoenix Suns – nessun voto

 

Portland Trail Blazers ☆

Lo spazio era praticamente nullo e la priorità era quella di riuscire a rifirmare Nurkic. Prima di ottenere il rinnovo del giocatore serbo, i Blazers hanno puntato Nik Stauskas, aggiungendo l’ennesima guardia a roster, dopo aver già selezionato al Draft Anfernee Simmons e Gary Trent Jr. Stauskas è alla sua quarta squadra in sei anni e non è mai riuscito a guadagnarsi la fiducia degli allenatori e nonostante il contratto insignificante, risulta incomprensibile la scelta di puntare su questo giocatore piuttosto che su un’ala, per dare un cambio a Harkless e Aminu. La scelta di Seth Curry invece è una bella scommessa, perché se rientra dall’infortunio potrebbe essere un upgrade al ruolo che occupava Shabazz Napier. Come già detto, Nurkic alla fine ha deciso di rinnovare subito con Portland, firmando un contratto quadriennale da 48 milioni: una buona mossa, soprattutto per le cifre che rischiavano di dover pareggiare. L’impressione però è quella che manchi ancora qualcosa per riscattare una pessimo finale di stagione e la squadra è sostanzialmente la stessa dell’anno scorso.

 

Sacramento Kings ☆

Con la prospettiva di non potersi accontentare di tankare, orfani della propria scelta, i Kings hanno deciso di cercare giocatori di sistema, capaci magari di portare qualche vittoria in più a quanto ottenuto nella passata stagione. Il ritorno di Ben McLemore dopo una sola stagione ai Grizzlies è un esperimento già fallito, senza contare che il reparto esterni contava già troppi giocatori. Non sapremo mai come siano riusciti a strappare Yogi Ferrell e Nemanja Bjelica dalle rispettive squadre, con le quali avevano già raggiunto un accordo, ma tant’è. Ciò che appare più evidente è che a roster siano in troppi e coach Joerger avrà il compito di distribuire il minutaggio in modo da riuscire a capire su quali giocatori fare affidamento per costruire una franchigia che da troppi anni è lontana dall’essere competitiva.

 

San Antonio Spurs ☆☆☆

(AP Photo/David Zalubowski)

Con Kawhi in rotta con lo staff degli Spurs e nessuna offerta convincente, il gm RC Buford ha deciso di operare una mini-rivoluzione, lasciando partire in primis Tony Parker dopo 16 stagioni con la maglia di San Antonio. L’idea è quella di ripartire, senza però passare direttamente dal Draft o da qualche anno di tanking: da qui anche la decisione di non pareggiare l’offerta dei Grizzlies per Kyle Anderson. Gli Spurs hanno deciso di accettare la corte dei Raptors per Kawhi e hanno scambiato anche il contratto di Danny Green per DeMar DeRozan e Jakob Poeltl. Considerata la situazione hanno provato ad ottenere il massimo per un giocatore in totale rotta con la franchigia, ma questo “massimo” non convince né sul piano tecnico né per quanto riguarda la pianificazione futura: DeRozan guadagnerà 27 milioni per i prossimi tre anni. Buona la conferma di Rudy Gay, che per un’altra stagione vestirà la maglia degli Spurs, così come Forbes e Bertans. Il ritorno di Marco Belinelli porta in squadra un veterano che conosce già gli schemi di Popovich e aggiunge un discreto tiratore (quasi il 38% in carriera) sul perimetro per aprire il campo a LaMarcus Aldridge.

 

Utah Jazz ☆☆☆

La stagione dei Jazz è andata oltre ogni aspettativa, merito dell’incredibile talento di Donovan Mitchell e del solido sistema di coach Snyder. Per questo motivo era fondamentale riuscire a mantenere il “core” della passata stagione: la più grande incognita riguardava la possibile permanenza di Derrick Favors, che alla fine ha deciso di rimanere nello Utah con un biennale da 36 milioni. Il lungo ex Georgia Tech ha chiuso una discreta regular season e sembra aver (ri)trovato il suo posto all’interno di questo gruppo dopo l’infortunio di due anni fa. Si può considerare molto coraggiosa, invece, la decisione di confermare Dante Exum: il giocatore australiano, nonostante sia stato costretto a saltare 166 partite negli ultimi 3 anni, ha ottenuto un estensione di 3 anni a 33 milioni di dollari complessivi. Nella serie contro i Thunder ha dato mostra di essere un giocatore molto interessante e capace di poter dare il suo contributo grazie a buone doti atletiche, intensità difensiva e spirito di sacrificio.  Da non sottovalutare la pick di Grayson Allen al Draft, giocatore che potrebbe sposarsi alla perfezione con il sistema dei Jazz.

 

Potete consultare tutti i movimenti di mercato a questo link.

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