Il pazzo mese di Dennis Rodman ai Dallas Mavericks e il numero 69 che non poté indossare

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Dennis Rodman, dopo i tre titoli ai Chicago Bulls, nel 1999 firmò per i Los Angeles Lakers, coi quali giocò però solo 23 partite prima di venire tagliato. Nella stagione successiva, la 1999-2000, Rodman decise di voler concludere la propria carriera tornando a casa, nella sua Dallas, a 38 anni.

Con i Mavericks il giocatore passò appena 29 giorni, prima di venire ancora tagliato e dire addio definitivamente alla NBA. Come raccontato da Marc Stein del New York Times, però, quei 29 giorni furono davvero quasi una vita intera se rapportati ai 29 giorni di un “comune mortale”. La situazione dei Mavs in quei mesi era particolare: la franchigia era di proprietà della NBA, che si stava occupando della vendita al futuro owner Mark Cuban, già molto vicino alla squadra nonostante l’affare non fosse ancora ufficiale.

Innanzitutto Rodman chiese di poter indossare il numero 69: la NBA glielo vietò. Nessuno nella storia del basket americano ha mai indossato quel numero, a causa del significato sessuale che spesso gli viene dato. Rodman scelse allora il 69+1, quindi il 70. Prima del suo arrivo, Dallas aveva un record di 10-3: delle 12 partite disputate dall’ex Bulls, i Mavericks ne vinsero poi solo 3. In seguito all’ennesima sconfitta, Rodman attaccò il futuro owner Cuban, paragonandolo a Jerry Jones, proprietario dei Dallas Cowboys nella NFL spesso criticato proprio perché troppo vicino alla squadra, e disse sostanzialmente che i Mavs avrebbero dovuto rifare la squadra: “Ci mancano un centro di riserva, un centro titolare, una vera ala grande ed un paio di guardie” dichiarò Rodman ai media, prima di venire tagliato immediatamente.

Altre chicche di quella breve parentesi a Dallas, raccontate sempre da Stein su Twitter: Rodman si faceva la doccia prima delle partite, solitamente mentre coach Don Nelson spiegava il piano-gara, e non se la faceva dopo l’incontro, preferendo andare in palestra a fare pesi. Fu espulso 2 volte nelle 12 partite giocate e fu sospeso in un’occasione, per essersi seduto sul parquet di gioco. Dirk Nowitzki, che in quella stagione era solo un sophomore, ha raccontato di aver trovato Rodman da solo sul campo di allenamento dei Mavs, intento a lanciare più forte possibile la palla contro il tabellone per allenarsi a prendere i rimbalzi, correndo da una metà campo all’altra. In quella breve parentesi a Dallas, a 38 anni come detto, Rodman riuscì a mantenere la bellezza di 14.3 rimbalzi di media: se avesse concluso la stagione con cifre del genere, sarebbe stato leader NBA di quell’annata.

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