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Il presidente della Stella Rossa attacca il Partizan e la Serbia: “Non siamo la patria del basket”

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Volano gli stracci in Serbia dopo il deludente EuroBasket della Nazionale, eliminata agli ottavi proprio dall’Italia nonostante partisse come favorita. Per anni la Serbia è stata la squadra da battere in Europa, ma l’ultima medaglia risale ormai agli Europei 2017 (un argento). Nella sua storia, la Nazionale balcanica non è mai andata oltre il secondo posto in nessuno dei maggiori tornei internazionali. A tuonare stavolta è stato Nebojsa Covic, presidente della Stella Rossa. Il dirigente serbo se l’è presa con la Federazione, ma ne ha approfittato anche per tirare una frecciatina ai rivali del Partizan Belgrado per la loro scelta di non presentarsi ai Playoff del campionato serbo per lanciare un messaggio ai propri tifosi più violenti che qualche giorno prima, in Lega Adriatica, avevano reso ingestibile la situazione durante la serie di finale contro la Stella Rossa.

Faccio i miei complimenti ai giocatori, loro non dovrebbero essere attaccati. La responsabilità è della Federazione Serba, quelle persone erano brave 30 anni fa, ma nello sport non puoi vivere di rendita. Ogni giorno è una nuova sfida. I media dicono che la Serbia sia la patria del basket, ma sono racconti frivoli. Patria del basket? Un Paese in cui una squadra lascia il campionato e non viene punita, e parlo del Partizan. Nella Federazione sono tutti zitti e fanno finta di essere morti. Ma quale patria del basket? Ognuno fa ciò che vuole. Mettiamo insieme una strategia un piano… La patria del basket è la Spagna, che ha appena vinto l’Europeo. Quest’ultima squadra doveva essere un ricambio generazionale ed ha comunque vinto un’altra competizione importante. Sono la Nazione più di successo in Europa per quanto riguarda il basket in questo secolo, mentre noi pensiamo ancora alle vecchie glorie.

Non c’erano arbitri serbi nella finale di EuroBasket. E nemmeno giocatori serbi nel primo quintetto dell’Europeo. Giannis è stato scelto, ma Nikola Jokic no, nonostante entrambi siano stati eliminati nelle prime fasi. Questo mostra quanto siamo deboli e inefficaci. Non ci facciamo domande, siamo diventati irrilevanti. Penso che questo sia l’ultimo segnale per cambiare le cose. Quando vedo questi idioti difendere questo fallimento davanti ai media, mi è chiaro come siano arrivati alla loro posizione. Queste persone non hanno nulla a che fare con lo sport. Ricordate il 1995 e il 1996: avevamo una strategia e infatti comandammo il basket per anni. Posso dirlo perché ho portato risultati, sia come presidente della Federazione che come presidente della Stella Rossa.

Ma Covic ha parlato anche di Lorenzo Brown, suo ex giocatore in biancorosso e al centro di una polemica pre-EuroBasket per il suo passaporto spagnolo. Nei giorni scorsi Charles Jenkins, che ha passaporto serbo, aveva dichiarato che non avrebbe mai accettato di giocare per la Serbia anche se gli fosse stato chiesto.

Penso che [Lorenzo Brown, ndr] sia l’unico neo sulla vittoria della Spagna. Non sono un fan dei giocatori stranieri che vestono la maglia della Nazionale, anche se Brown è un ex giocatore della Stella Rossa. Siamo stati i primi a portarlo in Europa, è un grande giocatore e lo ha dimostrato al livello più alto.

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