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Il titolo di Trieste verso Roma? La Regione: “Sarebbe una grave mancanza di rispetto”

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Nella giornata di oggi, a mezzo stampa, si è tornati a parlare del possibile trasferimento del titolo sportivo della Pallacanestro Trieste ad una nuova squadra romana che dovrebbe nascere soprattutto in ottica NBA Europe. La notizia era già circolata circa un mese fa, ma puntualmente smentita. Stavolta la questione sembra più seria, tanto che per commentare le voci è intervenuto il giornata anche Massimiliano Fedriga, governatore della regione Friuli Venezia-Giulia.

Fedriga è stato molto duro sull’eventualità che Trieste, una piazza storica del nostro basket, possa perdere la sua squadra in questo modo: “L’amministrazione regionale non può che ritenere inverosimili le indiscrezioni di stampa relative al possibile trasferimento in altra sede del titolo sportivo di Serie A della Pallacanestro Trieste, unitamente al diritto a partecipare alla Basketball Champions League. Se viceversa questa ipotesi dovesse corrispondere a realtà ci troveremmo infatti di fronte ad una grave mancanza di rispetto nei confronti di un intero territorio e delle sue istituzioni che hanno prima accolto e poi sostenuto, finanziariamente e non solo, la nuova proprietà”.

Il Piccolo parla inoltre di una clausola, inserita al momento dell’acquisto delle sue quote, che obbligherebbe l’attuale proprietario Paul Matiasic a non cedere il titolo sportivo almeno fino al 2029. Un dettaglio non trascurabile in questa situazione: “Al momento della cessione del 9% (della quota del 10% originariamente detenuta), Trieste Basket avrebbe mantenuto un simbolico ma pesantissimo 1% della società. Non si tratterebbe di una quota trascurabile nei fatti: ci sarebbe infatti un atto che vincolerebbe Matiasic a mantenere il titolo sportivo a Trieste almeno fino al 2029. Quel singolo punto percentuale conferirebbe a Trieste Basket il potere di veto su qualsiasi tentativo di spostare la franchigia altrove. Certo, si tratterebbe di un vincolo che potremmo definire virtuale o politico: far valere questa clausola significherebbe, per i soci locali, doversi riaccollare oneri e costi di gestione che oggi nessuno sembra in grado di sostenere” si legge sul quotidiano.

Foto: LBA

Francesco Manzi

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