Inchiesta su fatture gonfiate: Imola trema, Domenicali si difende

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Una inchiesta portata avanti dal Comando Provinciale di Bologna della Guardia di Finanza e rivelata dal Resto del Carlino fa tremare l’Andrea Costa Imola e il Basket Parma, società che ha giocato in Serie A Femminile fino al 2016.

I militari emiliani hanno alzato il velo su un complesso sistema di frode consistente in un giro di fatture “gonfiate” riguardanti sponsorizzazioni per un totale di 75 milioni di euro. Il giudice per le indagini preliminari, Alberto Ziroldi, su richiesta del sostituto procuratore Manuela Cavallo, ha disposto il sequestro di beni mobili e immobili, vetture, quote societarie, polizze assicurative e conti correnti per un totale di quasi 25 milioni di euro.

Attualmente risultato iscritti sul registro degli indagati ben 16 persone, fra le quali l’amministratore unico dell’Andrea Costa, Gian Piero Domenicali. A loro vengono contestati a vario titolo reati quali “l’associazione per delinquere” finalizzata “all’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti”, “l’omessa dichiarazione fiscale”, “l’occultamento o la distruzione delle scritture contabili”, la “simulazione di reato”, il tutto aggravato dalla transnazionalità delle operazioni.

Si parla di transnazionalità sia perché venivano utilizzate fiduciarie estere e conti in Paesi off shore (come le Isole Vergini Britanniche) per occultare il denaro attraverso prestanomi, ma soprattutto perché al centro dell’inchiesta c’è la Advanced Marketing Consulting. Questa società, spuntata fuori da una normale verifica fiscale a un’azienda che non ha nulla a che fare con il basket, aveva sede a Londra ma operava in Italia. Negli anni ha avuto rapporti anche con l’Andrea Costa, generando fatture relative a sponsorizzazioni al club biancorosso per diversi milioni di euro. Adesso tutti questi sponsor risultano indagati insieme allo stesso Domenicali che si difende e passa al contrattacco: “L’Advanced Marketing Consulting è una società che ha cessato la sua attività nell’ottobre del 2015, due mesi prima che partisse questa indagine – ha dichiarato al Resto del Carlino –. Avevamo dato loro mandato, in via non esclusiva, di reperire sponsorizzazioni, alla chiusura del contratto loro emettevano a noi una fattura con l’importo della provvigione, da saldare dopo aver incassato dall’azienda sponsor. Dalle carte emerge solo il mio nome come persona indagata, non ci sono riferimenti all’Andrea Costa, il nostro club ha subito un danno di immagine e per questo motivo chiederemo i danni agli ex proprietari dell’Advanced”.

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