Il capitano dell’Italbasket, Nicolò Melli, ha parlato all’ufficio stampa della FIP. Primo argomento la parte iniziale del raduno e ciò che ci aspetta agli Europei.
In questo raduno ero alla ricerca di quell’energia che l’anno scorso era un po’ mancata, anche per via di un calendario intenso e alcune assenze importanti. Dai primi allenamenti e dalle prime sensazioni, penso proprio che questa volta ci sia. Ogni volta che torno a vestire la maglia azzurra provo un’emozione autentica, impossibile da rifiutare. Ho visto diversi giocatori decidere di lasciare la Nazionale per concentrarsi sul club, ma io continuo a esserci, un po’ perché sto bene fisicamente, un po’ perché in passato ho dovuto rinunciare per problemi fisici.Qui trovo sempre le condizioni ideali per lavorare con serietà e motivazione, e resta vivo il sogno di raggiungere un grande obiettivo insieme. La Nazionale è un sentimento profondo, qualcosa che senti dentro quando parte l’inno, a prescindere da dove vieni o dalla tua storia personale. Ed è bello poter trasmettere tutto questo a chi è attorno a me. C’è un’energia positiva in questo gruppo: ora dobbiamo trasformarla in una pallacanestro di qualità. Non sono un grande fan dei discorsi motivazionali nello spogliatoio; credo di più nell’esempio, nei comportamenti concreti. In realtà non è mai stato necessario usare le parole per creare coesione: l’abbiamo costruita allenandoci con serietà, rispettandoci e condividendo momenti anche fuori dal campo. A dirla tutta, le poche volte in cui ho parlato è stato dopo momenti difficili: spero sinceramente di non doverlo rifare.
Il lungo del Fenerbahce poi ha commentato il girone che gli Azzurri giocheranno a Cipro.
Diciamolo senza giri di parole: questo era il sorteggio peggiore possibile. È un gruppo molto equilibrato, con due squadre nettamente più forti e un livello alto in generale, quindi ci sarà da lottare in ogni partita. Detto questo, andremo in campo per giocarci le nostre carte contro chiunque, perché se vogliamo inseguire un sogno, non abbiamo alternative. Alla fine, parlare troppo del sorteggio serve a poco: è successo, punto. Sarà difficile per noi, ma non sarà semplice nemmeno per gli altri.
Successivamente Melli ha rivolto uno splendido pensiero ad Achille Polonara.
Achille aveva già affrontato una prova durissima: ha scoperto di avere un tumore dopo il controllo antidoping della finale di Supercoppa, proprio dopo aver giocato la semifinale contro Milano. Non sono mai stato così felice di aver perso una partita: l’avrebbe scoperto comunque, ma forse troppo tardi. Quando ho saputo della leucemia ho accusato il colpo, è stata una notizia tremenda. L’ho chiamato subito, lo sento e con la squadra cerchiamo di far sentire la nostra vicinanza ogni giorno. Con Achi abbiamo condiviso la stanza all’Europeo Under 20 del 2011, e anche se nei club ci siamo spesso “antipatici” sul campo – com’è normale – ci siamo poi ritrovati in Nazionale con responsabilità importanti e momenti speciali, come al PreOlimpico di Belgrado nel 2021, dove lui fece una gara straordinaria. Non mi piace la retorica della “battaglia”: in queste situazioni non c’è meritocrazia, non è che chi lotta di più vince per forza. Spero solo che ce la faccia, per sé, per sua moglie, per i suoi figli, e per tutte le persone che gli vogliono bene.
Infine il capitano ha parlato della grande estate del basket azzurro finora con le imprese della Femminile e dell’Under 20.
Guardando il quarto di finale delle ragazze contro la Turchia ho provato un’intensità emotiva che non sentivo da tanto. Hanno conquistato un risultato enorme, così come l’Under 20, che ha mostrato una grande personalità. Rispetto ad altre generazioni giovanili, noto una differenza soprattutto sul piano fisico: ci sono molti ragazzi già ben costruiti e pronti. Sono traguardi significativi, e sono felice per chi è riuscito a raggiungerli e a realizzare un sogno. Ora speriamo di poter fare lo stesso anche noi.
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