Italia – Grecia, i tre punti chiave: atletismo, pick and roll e percentuali

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L’Italia ha aperto i suoi Europei perdendo contro la Grecia. Agli Azzurri è mancato Simone Fontecchio e di questo ne abbiamo già parlato dettagliatamente. Sarebbe riduttivo, però, addossare al fenomeno pescarese tutte le responsabilità, così come non bisogna trascurare i molti spunti positivi emersi dal ko con gli ellenici. Abbiamo raccolto i punti fondamentali su cui è girata la partita.

Differenza di atletismo

La prova da marziano di Giannis Antetokounmpo era preventivabile. Sapevamo che avremmo potuto soffrire dal punto di vista fisico ma non così tanto, dopo che si è parlato della nazionale più atletica di sempre. Il potenziale però è rimasto inespresso, anche perché Akele e Procida (due dei migliori interpreti da questo punto di vista) sono rimasti a guardare. Diouf si è arrangiato ma ha pasticciato molto e di sicuro non può limitare The Greek Freak a tutto campo, come si è visto fin da subito. Nik Melli è quello che lo ha messo maggiormente in difficoltà, con astuzia e capacità di lettura più che con il fisico ma ovviamente non ha potuto farlo per tutta la partita. Nel provare a contenere Giannis è mancata la rapidità nelle rotazioni, eravamo sempre un pizzico in ritardo, pur con una abnegazione encomiabile. Quando la star dei Bucks può giocare d’istinto è inarrestabile, mentre nelle poche volte in cui lo abbiamo costretto a pensare, a perdere un attimo per fare una scelta, ha fatto più fatica. Purtroppo questo è avvenuto di rado. Parlando di atletismo non si può non citare Niang, la nota più lieta dell’esordio azzurro. La sua freschezza è imprescindibile per questa squadra e probabilmente sarebbe utile anche quella di Procida…

giannis grecia italia

Difficoltà a creare con la palla in mano

Abbiamo fatto tremendamente fatica a costruire vantaggi con i nostri esterni. Fontecchio non è stato l’unico ad avere difficoltà nell’uno contro uno. A dire il vero nessuna delle nostre guardie ha mai battuto il suo uomo, eccezion fatta per Spagnolo ma solamente nelle ultime battute. Il brindisino ha tenuto tanto il pallone in mano, si è preso responsabilità, forse anche troppe, finendo per andare fuori giri a volte. A tratti però è stato di fatto costretto, era l’unico che dava l’impressione di potersi rendere pericoloso sul perimetro. Dal pick and roll con Thompson e Spissu non abbiamo quasi mai ottenuto notizie positive, mentre il sardo in passato aveva costruito le fortune azzurre da queste situazioni. Da questo aspetto si sarebbe potuto trarre di più, visto che i vari compagni di reparto che si sono alternati con Giannis (specialmente Mitoglou) nel primo tempo non sono sembrati impeccabili. Ci è mancata però rapidità di pensiero ed esecuzione, i palleggiatori hanno sofferto eccessivamente le mani addosso della difesa greca che comunque con i piccoli ha lavorato alla grande. Infatti la gran parte delle cose positive dalle situazioni di blocco sulla palla le ha portate Melli. Ci serve di più da Spissu e Thompson perché Spagnolo non può essere il nostro unico “creatore” e Pajola non ha in questo fondamentale la specialità della casa. Forse utilizzare maggiormente Fontecchio da second handler ci darebbe più pericolosità e aiuterebbe a mettere in partita Simo?

Gli episodi clou e qualche dato

La Grecia non ha giocato una partita offensivamente memorabile, ha vinto la partita in difesa ma nei momenti topici non ha tremato neanche nella metà campo offensiva. Basti pensare, nel finale, alla tripla assurda di Tolioupolos in faccia a Ricci, a quella di Thanasis o al gran movimento in avvicinamento di Mitoglou dopo che eravamo risaliti a -6 a meno di 2′ dalla fine. Noi, invece, abbiamo tremato in lunetta con un 13/19 sicuramente da migliorare. Nel pitturato abbiamo sofferto ma alla fine abbiamo strappato un rimbalzo in più degli avversari che hanno avuto anche 5 palle perse in più. I mezzi fisici degli interpreti sono diversi, è vero, non siamo una squadra da corsa come in passato per scelta e per una condizione non eccelsa. Però con i numeri di cui sopra, non si può giocare una intera partita senza fare (quasi) mai contropiede. Sorridiamo anche guardando gli assist (19-13), la prova corale c’è stata e questa squadra si conferma bravissima a passarsi la palla. Poi però tiriamo con il 42% da due e il 26% da tre perché i greci riescono sempre a recuperare e a sporcarci gran parte dei tiri. Sabato ci sarà la Georgia che ha stazza ma molta meno mobilità. La musica sarà diversa, speriamo anche il risultato finale.

 

[Foto: FIBA]

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