Italiani d’America: tra i giocatori al top solo il Gallo, altro passo di Messina nella storia

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Se tra i nostri giocatori in NBA soltanto Danilo Gallinari tiene alto l’orgoglio italiano con una serie di prestazioni entusiasmanti, l’Italia del basket continua a sfoggiare il suo straordinario alfiere della panchina, Ettore Messina, il primo coach europeo a entrare sensibilmente nella storia della lega. Dopo alcune apparizioni lo scorso anno da head coach in luogo di Popovich, l’ex Treviso si siederà a fianco proprio del generale Pop per dirigere la squadra delle stelle della Western Conference nel match più atteso dell’All Star Weekend. Primo italiano presente all’evento, primo europeo e, probabilmente, primo allenatore del World Team nella sfida della prima serata con protagonisti rookie e sophomores.

Tra i giocatori, invece, la stella di Danilo Gallinari non smette mai di brillare. Stagione finora ottima, un 2016 che ha rasentato finora l’impeccabilità in più di qualche circostanza, una costanza di rendimento che non conosce attimi di arresto e l’unica possibilità per Denver di restare aggrappata al treno playoff, per quell’ottavo posto che, a Ovest, ogni settimana vede una padrona diversa. Obiettivo difficilissimo, ma l’ex Olimpia nell’ultima settimana ha iniettato tanta fiducia nei suoi con i 30 punti nella vittoria contro Detroit e i 26 in quella contro i Wizards. Miglior marcatore, più che discreto al tiro e cecchino negli istanti finali della sfida. Voci di mercato vorrebbero Boston interessata a lui: realtà? Chissà, ma vederlo in un contesto più rodato e competitivo, come i Nuggets di Karl a suo tempo, sarebbe una vera goduria.

Chi vive un momento non favorevole è Belinelli, oscillante nell’ancor più oscillante altalena dei Kings, che, dopo un paio di settimane ottime, hanno fatto registrare 4 sconfitte di fila. Negli ultimi sette giorni, Charlotte, Portland e New Orleans, franchigie sicuramente alla portata, hanno ridimensionato di nuovo le ambizioni della squadra. Il Beli è scostante e alquanto impreciso al tiro, con appena il 31% dall’arco, minimo storico della sua carriera americana. Le cifre non hanno conosciuta nessuna impennata recente, se si pensa ai 6 punti contro Davis e ai 4 contro Walker, con appena 2/7 al tiro. Unico piccolo sussulto le 14 segnature contro Portland, purtroppo per lui vane. Le sirene di mercato stanno bussando anche alla sua porta, ma al momento Sacramento ha rispedito tutte le offerte al mittente. E’ in attesa di quella più congrua possibile?

Chi ormai ha un mercato nullo, almeno in America, è Andrea Bargnani, protagonista di un piccolo fuoco di paglia in settimana: i 20 punti nella sconfitta della sua Brooklyn contro Miami. Una serata da top scorer per i suoi, con tanta precisione al tiro e un po’ di fatica in difesa su Bosh. Il Mago non è però riuscito a dare continuità a quanto prodotto, visto che nella notte appena trascorsa, contro Dallas, i punti sono stati appena 2 in 11 minuti, con un brutto 1/4 dal campo. Il flagrant one fischiatogli su Mejri è stato l’unico altro lampo della sua gara, ma una consolazione c’è stata: il suo canestro è stato l’unico prodotto dalla panchina dei Nets in tutta la gara. 

Scherzi a parte, quella che doveva essere la stagione del riscatto si sta trasformando nella peggiore, in un’agonia che si spera si esaurisca al più presto possibile.

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