Italiani d’America: Gallo show e Mago flop, ai piani bassi non c’è solo Mussini…

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italiani d'americaNBA che non si ferma mai e con essa la rubrica “Italiani d’America”, focalizzata sulle prestazioni di Andrea Bargnani, Marco Belinelli e Danilo Gallinari, reduci da un’altra settimana di soddisfazioni e amarezze, distribuite in dosi diverse. Il canovaccio è sempre lo stesso: il Gallo è l’unico in grado di incantare, il Mago, agli antipodi, soffre tremendamente l’inserimento nel contesto Nets e Belinelli oscilla nel mezzo, con più picchi verso l’alto che verso la mediocrità.

Partiamo proprio da quest’ultimo e dalla sua ottima partita di stanotte contro i Miami Heat, che l’ha visto mettere a segno la bellezza di 23 punti, season high che non ha però evitato la sconfitta alla franchigia della Western Conference. L’ex guardia di Chicago, approfittando della squalifica di Cousins, ha avuto molta più possibilità di rendersi pericoloso, finendo addirittura col diventare il top scorer dei suoi e il secondo della serata alle spalle del rivale Wade. Non è un caso che finora il bolognese abbia fatto registrare le sue migliori performance in quelle partite in cui il centrone dei Kings era fuori, sia per infortunio che per squalifica. D’altronde che Cousins sia un grande catalizzattore di attacchi non è una novità, ragion per cui si spera che col passare del tempo Belinelli riesca a fornire un contributo più tangibile anche con la presenza del compagno sul parquet, adattandosi a una situazione di più folta concorrenza. Non che questo contributo sia stato del tutto assente nelle altre circostanze: contro Atlanta e Toronto ha messo a segno rispettivamente 7 e 8 punti. Aiuti concreti per la squadra ma che, si spera, possano crescere in termini di apporto quantitativo nel futuro più immediato.

Danilo Gallinari è il Leader di questi Nuggets.
Danilo Gallinari è il Leader di questi Nuggets.

Gallinari rappresenta la faccia più felice del basket italiano oltreoceano. In questa settimana ha avuto la bravura e la capacità di far registrare due prestazioni monumentali, quelle contro Rockets e Pelicans, la prima farcita da 27 punti, da un sublime 78% dal campo, dal fantasmagorico 75% dall’arco e dal consueto 100% dalla lunetta, la seconda più globale e completa, che accanto ai 32 punti ha visto il season high di rimbalzi e assist, entrambi a quota 8. Una serata di eccelsa vena balistica accompagnata da un match che l’ha visto invece dominare sotto ogni punto di vista, con una prestazione a tutto tondo e realmente priva di sbavature. Altro dato di significativa importanza, a volte trascurato, ma assai vitale, è che a queste due maiuscole prestazioni sono corrisposte due vittorie dei suoi Nuggets, trascinati ad un record di 6 vittorie e 6 sconfitte non affatto pessimo, soprattutto se confrontato con le aspettative di inizio stagione e con un grigiore collettivo che al momento, escluse Golden State, San Antonio e a sorpresa Dallas, accompagna la conference sulla carta più competitiva. L’ex Milano non è però esente da una piccola frecciatina; in settimana ci sono anche state le sfide contro Phoenix e San Antonio, molto meno soddisfacenti dal punto di vista personale e di squadra. In queste gare il Danilo nazionale non è mai giunto in doppia cifra anche se, a onor del vero, ha provato a rendersi utile in altri aspetti, come stanno a testimoniare gli 8 rimbalzi catturati anche contro i texani. La partita con Phoenix sarà invece ricordata per il “Vaffa” gridato a uno degli arbitri, che gli ha poi rivelato la sua conoscenza dell’italiano, rudimentale ma sufficiente al momento per comprendere la situazione. Un simpatico siparietto che non nasconde una realtà: se il Gallo vuole compiere un ulteriore passo verso l’eccellenza come giocatore, dovrà dare più continuità e fare in modo che gli exploit non siano più alternati con partite invece anonime.

Chi dall’anonimato sembra proprio non poter uscire è Andrea Bargnani, ingolfato nell’ancora più ingolfata Brooklyn, squadra costruita in estate tra lo scetticismo generale e che sta facendo di tutto per tramutare quell’iniziale perplessità in una condanna sempre più comprovata e definitiva. Il cammino degli uomini di Hollins ha potuto assaporare soltanto la bellezza di due vittorie, tra cui quella centrata in settimana contro la big Atlanta.  Una vittoria però amara per il tricolore, considerando che nell’occasione l’ex Treviso non ha avuto nemmeno la possibilità di mettere piede in campo, se non per il riscaldamento. Segno di una stima che l’azzurro non è ancora riuscito a conquistare nell’ambiente; colpa del fisico? Delle lacune difensive? Di una fase calante già imboccata da un po’? Eppure l’Europeo ci aveva consegnato un giocatore capace di duellare all’altezza contro i vari Valanciunas, Gasol e Nowitzki. Ricostruirsi una credibilità come atleta in America appare missione sempre più difficile e la speranza è che la lunghezza della stagione possa conferirgli più opportunità d’ora in poi, in maniera totale da scollinare quel quarto d’ora di minutaggio che, finora, è il massimo che gli sia stato concesso.

Mussini con la maglia di Reggio Emilia: l'esperienza con il club reggiano lo ha reso prontissimo per il Basket collegiale americano.
Mussini con la maglia di Reggio Emilia: l’esperienza con il club reggiano lo ha reso prontissimo per il Basket collegiale americano.

Non possiamo esimerci dall’infilare una nota di merito per il baby Federico Mussini, subito in palla e a suo agio nel mondo collegiale americano. L’ormai ex prodotto di Reggio Emilia ha debuttato col botto con il St John’s di Chris Mullin, assicurando tre vittorie su tre partite ai suoi con cifre da capogiro per un rookie. Nelle prime due gare ha messo a referto 18 punti, mentre nel match disputato stanotte i punti sono stati 13, con percentuali dal campo molto basse, ma anche con 7 rimbalzi e liberi importanti messi a segno in un finale infuocato, dove la sua compagine ha alla fine prevalso di due sole lunghezze. Non solo Mussini però, ma anche Pierfrancesco Oliva, membro della squadra del Saint Joseph’s, che nel suo debutto ha fatto registrare una gran prestazione contro il Niagara, mettendo a segno 12 punti, 8 rimbalzi e 5 assist. L’Italia del basket sta preparando il terreno anche per quello che verrà in futuro.

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