Italiani d’America: settimana da dimenticare per gli azzurri

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Dopo aver raggiunto e sorpassato il primo mese di regular season in Nba, è tempo di piccoli bilanci anche per i nostri tre giocatori azzurri impegnati ormai da anni nella lega più desiderata da ogni cestista. Gallinari, Belinelli e Bargnani hanno avuto inizi differenti: ottimo il primo, discreto il secondo e deludente il terzo. Quest’ultima settimana ha fatto però sprofondare il rendimento e il contributo di tutti i miglior interpreti della nostra pallacanestro, in alcuni casi persino annullandolo. Andrea Bargnani è infatti caduto vittima dell’ennesimo infortunio della sua carriera, caratterizzata negli ultimi anni da un’integrità fisica sempre messa in discussione e oggetto di numerose ironie. Nel match di domenica 29 novembre, dopo appena due minuti dal suo ingresso sul parquet, un problema al tendine del ginocchio sinistro lo ha costretto ad abbandonare l’arena e a non ritornarvi più per la successiva settimana. I Nets, non troppo a malincuore, stanno facendo a meno di lui e così sarà anche nel derby di stanotte contro i Knicks. Il giocatore ha espresso fiducia e convinzione nel proprio recupero, ma con il Mago bisogna andare sempre cauti. La speranza è di rivederlo in campo e da protagonista positivo.

Belinelli MarcoNon come si è comportato Belinelli nell’arco degli ultimi giorni, teatro di tre prestazioni per nulla in linea con gli standard mostrati finora. Nelle sfide con Golden State, Dallas e Boston l’ex Virtus e Fortitudo ha segnato solo 12 punti complessivamente, frutto di percentuali disastrate e di una mira dall’arco, suo pezzo forte, che ora sta venendo meno. Soltanto 1/12 nelle sfide contro Curry e Thomas. Contro Dallas Karl l’ha tenuto molto in naftalina, concedendogli solo il tempo di un tiro, andato a segno, dentro l’area. In una squadra già molto anarchica e confusionaria, dalle gerarchie non troppo definite, almeno alle spalle di Cousins, le forzature del Beli risultano essere più un ulteriore problema al quale rimediare, piuttosto che una valida arma in più. Niente paura: finora l’ex Spurs era stato un realizzatore efficiente e produttivo, ragion per cui non si teme una riduzione nella sua presenza nelle rotazioni di quello che, tra gli altri, è stato anche il coach del Gallo.

Gallo che, rimasto ancora a Denver, sta pagando la crisi della sua squadra, perdutasi velocemente dopo un avvio di stagione sopra le aspettative. Il rientro di Faried dall’infortunio non ha contribuito a un miglioramento, né di squadra e né di Gallinari, che non sta affato demeritando, ma è semplicemente alle prese con una piccola flessione. Le sconfitte della settimana contro Dallas, Chicago e Milwaukee lo hanno visto chiudere rispettivamente con 12, 13 e ancora 13 punti, risultati dovuti a percentuali rivedibili e alla consapevolezza di essere l’unico uomo della franchigia del Colorado in grado di dare una scossa non indifferente. E la scossa è arrivata proprio nell’ultima notte, con una rotonda prestazione da 23 punti accompagnata da vittoria contro Toronto, in piena zona playoff ad Est ed arresasi per un solo punto. Un successo che ha consentito al figlio d’arte di porre lo stop a una serie stridente di 8 sconfitte consecutivamente. Gallinari e un destino comune per molti: essere la prima e unica speranza per molti: la sua Denver e la nostra Italia.

Bernardo Cianfrocca

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