Nella serata di venerdì, Jaylen Brown, stella dei Boston Celtics e uno degli All-Star della NBA, ha dichiarato di prendere in considerazione azioni legali contro la città di Beverly Hills e il suo dipartimento di polizia, dopo che le autorità locali avevano interrotto un suo evento privato durante il weekend dell’All-Star Game di Los Angeels di settimana scorsa.
Il contesto dell’accaduto
L’episodio è avvenuto lo scorso 14 febbraio, quando Brown stava ospitando un evento riservato – legato alla promozione del suo marchio di performance 741 Performance – in una residenza privata nel quartiere Trousdale di Beverly Hills. L’evento, che Brown ha sempre definito privato e su invito, avrebbe dovuto includere un panel con ospiti e attività collaterali legate alla cultura e all’imprenditorialità.
Intorno alle ore 19, però, le autorità locali hanno fatto irruzione sul posto per porre fine all’evento, sostenendo inizialmente che non avesse i corretti permessi per avere luogo. Brown e gli organizzatori hanno subito negato di aver presentato alcuna richiesta di permesso, sostenendo che non fosse necessario trattandosi di una serata privata su una proprietà privata.
Nei giorni successivi l’amministrazione cittadina di Beverly Hills ha pubblicato un comunicato in cui ha ammesso di aver diffuso informazioni inaccurate sulle motivazioni dello shutdown, precisando che nessuna richiesta di permesso era stata né presentata né respinta e che la residenza non aveva precedenti violazioni rispetto a eventi simili. Il city manager Nancy Hunt-Coffey ha formulato le scuse pubbliche a Brown e alla famiglia Jannard, proprietaria della residenza, ma ha anche ribadito come l’intervento fosse stato motivato da possibili violazioni del codice urbano. Gli agenti avrebbero ritenuto che la situazione potesse configurare violazioni di norme sulla sicurezza o sui regolamenti locali (sebbene non sia stato prodotto alcun documento conclusivo).
La reazione di Brown
Jaylen Brown ha giudicato il messaggio di scuse come inadeguato, affermando sui social di essere stato “offeso” dal modo in cui la città ha gestito e comunicato l’intera vicenda: “Avete messo in imbarazzo me e il mio brand“, ha dichiarato. Secondo l’atleta, lo shutdown ha causato danni economici e reputazionali significativi, con stime di perdite che raggiungono le centinaia di migliaia di dollari per lui e per i partner dell’evento.
Brown ha sottolineato che l’evento era stato organizzato con la volontà di avere un contatto preventivo con la polizia locale (inclusa la richiesta di un agente off-duty di supporto, poi rifiutata), e che nessun ufficiale fosse entrato nella residenza per verificare le condizioni prima della chiusura. Nei suoi commenti a ESPN’s Andscape, Brown ha definito la situazione ingiusta e ha annunciato che, pur non essendo solito a cose del genere, in questo caso sta valutando seriamente azioni legali contro la città di Beverly Hills per il trattamento subito.
Thank you for apology @BeverlyHillsPD but Damage is already done and I can’t recreate that moment again and what about resources / partners lost ? in a moment that was supposed to be celebrated you embarrassed me and my brand @741Performance https://t.co/608Iy8jcZD
— Jaylen Brown (@FCHWPO) February 20, 2026
You targeted me and my @741Performance event based on biased information then you give a half ass apology after the damage is already done
— Jaylen Brown (@FCHWPO) February 20, 2026
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