Jeremy Lin denuncia: “In NCAA molto più razzismo rispetto che in NBA”

NBA News

Prima di esplodere a livello mediatico a New York e di costruirsi una dignitosa carriera in NBA con diverse maglie, Jeremy Lin è stato il playmaker dell’università di Harvard, college abituato a sfornare più manager di successo che giocatori di basket.

Lin è americano, nato a Torrance, nella zona di Los Angeles, ma ha chiare origini asiatiche, precisamente di Taiwan, che ai tempi del college gli hanno procurato alcuni problemi durante le partite, come da lui stesso raccontato nell’ultima puntata del podcast di Randy Foye chiamato Outside Shot. La point guard dei Nets ha denunciato di essere stato vittima di razzismo, ricevendo insulti a proposito della propria etnia in più occasioni.

La parte peggiore fu a Cornell, quando mi chiamarono “muso giallo”. In quel momento accadde. Non so… Durante quella partita giocai molto male, presi un paio di sfondamenti e feci diverse cose non da me. I miei compagni di squadra dissero ai miei allenatori che mi stavano chiamando in quel modo per tutto il primo tempo. Non dissi nulla perché quando succedono cose come queste mi chiudo come una tartaruga, tengo tutto dentro.

In Vermont, ricordo che avevo le mani alzate mentre un avversario tirava un libero, e il loro coach diceva tipo: “Ehi, arbitro! Non puoi permettere che l’orientale faccia così!”. Io mi chiedevo cosa stesse succedendo. Ero stato chiamato “muso giallo” dai giocatori di fronte agli arbitri, gli arbitri avevano sentito perché lo stavano urlando, ma ci avevano guardati senza fare nulla.

Quando sono arrivato in NBA, pensavo sarebbe diventato molto peggio. Ma invece qui è meglio. Sono tutti più controllati in questo senso. Al giorno d’oggi in NBA capita ancora che alcuni tifosi gridino qualche insulto, ma non è nulla di troppo pesante. Ora mi motiva in un modo diverso.

 

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