Joakim Noah storce il naso: “Non pensavo di avere un ruolo così marginale”

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I problemi dei Chicago Bulls non sono ancora del tutto alle spalle, dopo una prima ripresa i ragazzi di coach Hoiberg hanno perso tre partite di fila, mantenendo comunque una buona terza piazza nella Eastern Conference. Ai grattacapi visibili sul campo, come un attacco che stentava a decollare e una difesa non all’altezza di quelle degli anni sotto Thibodeau, si sono aggiunti i rumors intorno a Jimmy Butler, ormai leader dei Bulls ma spesso messo in discussione.

Non solo Butler, però: anche un altro simbolo degli ultimi anni a Chicago, Joakim Noah, ha storto il naso più di una volta in questa stagione. Il centro francese è stato retrocesso da titolare alla panchina, le sue cifre risentono molto dello scarso minutaggio (21.9 di media) e Noah sta realizzando appena 4.3 punti a partita, concentrandosi maggiormente sui rimbalzi, statistica dove tocca gli 8.8 ad allacciata di scarpe. Non è un segreto però che il lungo abbia la valigia in mano, il suo contratto scadrà la prossima estate e questo minutaggio in diminuzione sembra allontanarlo sempre più da Chicago. Lo stesso giocatore, Difensore dell’Anno solo nel 2014, ha confessato di essere stupido dalla poca considerazione rivoltagli dal nuovo coach Hoiberg: “Non so cosa dire, non pensavo avrei avuto un ruolo così marginale. Cerco di restare concentrato sull’aiutare la squadra, è tutto. Non voglio lamentarmi, ma trovare soluzioni, voglio essere parte della soluzione. Vorrei giocare sempre, penso che chiunque lo vorrebbe, ma questo ruolo non diminuirà il mio impegno per la squadra, per me conta solo questo e la vittoria. Sono fortunato a giocare a basket come lavoro, prima dell’infortunio alla spalla stavo trovando ritmo, devo tornare a quei livelli, sento di potercela fare”.

Nonostante le dichiarazioni tutto sommato rassicuranti per i tifosi Bulls, è improbabile che Noah rimarrà ai Bulls se la sua situazione non cambierà.

Francesco Manzi

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