John broke the Wall

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Un piccolo John Wall

Quasi tutti i week-end, alla Wake County Jailhouse, arriva una famigliola composta da una signora, Frances Pulley, e due bimbetti, Cierra e John. Vengono a visitare un certo John Wall, nome che dopo la nascita del secondo figlio cambierà in John Wall Senior. I bambini gli parlano, lo accarezzano, e lui contraccambia con sguardi affettuosi e gli immancabili disegni dei supereroi, fatti quando possibile all’interno della routine carceraria, disegni che i bambini porteranno a casa, un po’ come ricordo.

Erano gli anni Novanta. Uno di questi due bambini altri non è che Jonathan Hildred Wall jr, meglio noto col semplice nome John. Per lui e la sua sorellina tutto ciò era un’abitudine: il week-end era il giorno in cui si andava da papà. Ma la prigione, ai loro occhi, era semplicemente il luogo in cui papà abitava, non una casa di detenzione per spacciatori, stupratori, assassini, gangsta di strada; complice anche il ruolo della madre, che del loro padre non raccontò mai la vera storia. Nella loro innocenza non potevano ancora giudicarlo.

Jonathan Hildred Wall jr. nasce a Raleigh, Wake County, nella Carolina del Nord, il 6 Settembre 1990. Il padre lo vedrà quasi sempre come prima raccontato, dietro le sbarre, poiché per un motivo o per l’altro, il più delle volte rapina a mano armata, un capo d’imputazione per la sua detenzione ci sarà sempre.

Tale routine stava però per essere interrotta. Buono, penserete.
Beh, vi sbagliate.

Nel 1998, al signor Wall Senior venne diagnosticato un cancro al fegato. Al padre del play di Washigton rimaneva al massimo un anno. Gli venne dunque concessa la libertà, per poter passare gli ultimi mesi con la famiglia. John Senior e Francis decisero di fare una bella vacanza in spiaggia, portando tutti a White Lake, nei pressi di Lumberton, nel North Carolina.

Padre e figlio, nonostante quest’ultimo avesse solo sette anni, parleranno un po’ di tutto, delle sfide che il piccolo John avrebbe dovuto affrontare, di sport, di come il ragazzo si sarebbe dovuto porre nella vita, dell’importanza dell’istruzione universitaria, seduti sulla spiaggia del NC. L’ultimo luogo nel quale i due avrebbero avuto l’occasione di parlare.

Il giorno dopo, l’ultimo di quella “beach vacation”, il padre passò a miglior vita dopo una disperata quanto inutile corsa all’ospedale, all’età di 52 anni. La sua casa ormai, non era più la prigione. Il piccolo John Wall, per usare un gioco di parole piuttosto squallido, si schiantò contro il muro eretto dal destino.

(Una stella dell’NBA moderna che cresce senza un padre. Mi pare di averla già sentita questa storia..)

La morte del padre cambiò del tutto il ragazzo, che diventerà sempre più arrabbiato e aggressivo. I tempi della scuola furono tempi durissimi, caratterizzati da una forte propensione al disprezzare l’autorità e al parlare alle spalle dei coach, non certo in toni amichevoli. Ma per nostra fortuna, furono caratterizzati anche da una certa propensione allo sport.

John infatti era il ragazzo che qualsiasi coach, di qualsiasi sport, di qualsiasi liceo avrebbe voluto avere in squadra. Forte, fisico, atletico, chi più ne ha più ne metta. La scelta però, sembrava dovesse ricadere su uno tra football americano e basketball. I coach del football stravedevano per lui, ma la madre lo vedeva meglio sul parquet. Alla fine cedette alla madre, optando per la palla a spicchi, dovendo però cambiare leggermente di testa. Sì, perché come Francis ripeteva continuamente, se non avesse aggiustato quella non sarebbe arrivato da nessuna parte. La povera Francis doveva portare il pane in tavola e pagare la bolletta, non c’era spazio per altre grane.

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Wall insieme a Lance Stephenson sulla copertina di Slam nel 2009

Accettò bene la prima parte dei consigli della madre, ma sulla seconda ebbe qualche problema. Si iscrisse inizialmente alla Garner Magnet High School, la stessa di Donald Williams e David West (ora compagno di Paul George), ma a causa del trasferimento della famiglia si ritrovò alla Broughton High School (sempre NC), allenata da Jeff Ferrel. Jeff era convinto che la sua stella, accesasi alla Garner, avrebbe continuato ad ardere. Ma il suo atteggiamento al coach non andava giù. Più volte si ritrovò escluso dal quintetto base, nonostante le incredibili qualità. Cambiò scuola per la terza e ultima volta, passando alla Word of God Christian Academy.

Finalmente John maturò, sia come uomo che come cestista. Il suo anno da senior fu uno dei migliori, e i suoi 19.7 punti a partita portarono i “Rams” a un passo dal titolo nazionale. Comprese, finalmente, che il modo migliore per rispondere alle offese era il campo: arrivò, inutile dirlo, a umiliare parecchia gente all’interno della linea dei 7.25 m.

Cominciò dunque la corsa dei college, che John si sentiva dovuto a frequentare in memoria delle parole del padre. Duke è li vicino, Kansas lo invitò alla cerimonia del titolo, Georgia Tech era fortemente interessata. College mica da poco.

Ma a John venne consigliato di seguire ciò che più gli interessava. In quel momento aveva occhi solo per Memphis, da dove uscì tal Derrick Rose, e per il suo gioco, che gli pareva adatto alle sue doti tecniche. Più che altro cominciò a stargli simpatico coach “Cal”, John Calipari. Poiché quest’ultimo si spostò a Kentucky, la scelta fu ovvia.

La prima apparazione fu un battesimo a dir poco perfetto: trattasi di un’amichevole, 28 minuti in campo, 27 punti a referto. Nella prima apparizione ufficiale mise a segno il tiro della vittoria a 0.5 secondi dalla fine. Mica male, eh? Era ormai consacrato, tanto che a Kentucky nemmeno uno studente aveva dubbi sul nome della prima scelta al Draft 2010: “John Wall, sicuro!”. Aggiungete tutto ciò a voti decisamente buoni, cordialità e buon umore. Eccovi ritrovato, anche se per la prima volta, il vero John Wall, testa a posto e futuro segnato, in positivo ovviamente.

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Wall a Draft 2010 con David Stern

Al Draft del 2010 non c’è bisogno che vi dica chi venne scelto per primo. Arrivò ai Washigton Wizards, franchigia ormai in declino, e diede inizio alla sua carriera professionistica, col #2.

L’altra carriera, si può dire, era cominciata quella sera d’estate del 1998.

P.S. lui e sua maestà MJ condividono un’altra cosa oltre alla canotta dei Maghi (uno per la fine, uno per l’inizio). Vi consiglio, infatti, di non invitare nessuno dei due al mare. Per il povero John, dopo quella chiacchierata col padre, sarà difficile tornare su una spiaggia.

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