Jonathan Isaac ha spiegato perché non si è inginocchiato durante l’inno americano

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Dopo le parole di coach Steve Clifford, che ha mostrato supporto nei confronti del suo comportamento, Jonathan Isaac ha spiegato davanti ai giornalisti la propria scelta di non inginocchiarsi durante l’inno americano prima della gara contro Brooklyn, né indossare la T-shirt con la scritta “Black Lives Matter”, cosa che stanno facendo tutti i suoi colleghi da ieri.

Isaac ha motivato così la propria decisione:

Credo nel movimento Black Lives Matter, ma non penso che inginocchiarmi o indossare una maglietta abbia qualcosa a che fare con esso. Non è questa la risposta, le vite dei neri e quelle di tutti sono supportate dal Vangelo. Bisogna superare il limite del colore della pelle. Ovviamente non perdono il razzismo. Ne ho parlato anche coi miei compagni, gli ho detto: “Mi conoscete come persona, non penso che indossare uno slogan sulla maglietta sia la risposta a questo problema”. Credo che l’unica risposta sia Gesù. Il mio gesto non ha nulla a che vedere con l’inno nazionale o con la bandiera.

Come è risaputo e si può anche evincere dalle sue parole, Isaac è molto credente e legato alla religione cristiana. Da qualche mese inoltre il giocatore predica nella Jump Ministries Global Church di Orlando.

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