Kareem Abdul-Jabbar: “Negli Stati Uniti il razzismo è sempre nell’aria”

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Kareem Abdul-Jabbar ha scritto un meraviglioso editoriale per il Los Angeles Times sul tema del momento negli Stati Uniti: il razzismo e le proteste successive alla morte dell’afromericano George Floyd.

Parole dure ma estremamente incisive per il miglior realizzatore della storia della NBA, da sempre in prima fila riguardo molti temi di attualità e specialmente nella lotta alle discriminazioni razziali.

Ecco i passaggi principali del suo intervento.

Il torbido razzismo istituzionale viene sempre più a galla e sembra che sia stata aperta la caccia al nero. Gli ultimi tweet del presidente Trump confermano lo spirito di questo Paese dove il razzismo è come polvere nell’aria: sembra invisibile anche quando ti soffoca ma soltanto finché non si lascia entrare il sole. In quel momento si capisce che è dappertutto perciò dobbiamo sempre fare luce per poter pulire ovunque si posi, restando sempre vigili perché è ancora nell’aria. Non voglio vedere edifici in fiamme ma le case degli afromericani vanno a fuoco tutti i giorni e vengono soffocati dal fumo che sta sempre più vicino a loro. In questo momento i neri non si preoccupano della distanza interpersonale ma di sapere se rischiano di essere uccisi ogni volta che escono fuori di casa o se devono chiudersi in casa per sempre. Il razzismo è un virus più pericoloso del Covid-19 e i saccheggi delle proteste vengono utilizzati come scusa da chi vuole approfittarsene, ora non serve una corsa al giudizio ma una corsa per la giustizia.

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