Il training camp di Las Vegas è l’occasione di allenarsi con i compagni di nazionale che si affrontano come avversari durante l’anno, ma anche per rilasciare interviste. E’ il caso di Kevin Durant, che nelle ultime ore ha fatto dichiarazioni importanti sul proprio futuro, si vociferava infatti di un “ritorno a casa” a Washington nel 2016, e sul Team USA che affronterà il Mondiale in Spagna da campione uscente.
Sulla nazionale, KD è sicuro:
Penso che questa squadra sia più forte di quella del 2010 [medaglia d’oro ai Mondiali in Turchia, ndr]. Ci sono giocatori diversi: io sono quattro anni meglio di allora, lo stesso vale per Steph [Curry, ndr]. In più abbiamo Kyrie Irving e Klay Thompson, secondo me giocatori migliori di quelli di quattro anni fa. Comunque i Mondiali del 2010 sono una delle esperienze più belle che io ricordi. Quattro anni di esperienza in più sono tantissimi, mi sono trovato in molte situazioni diverse come giocatore in questi quattro anni. Quando vedi le cose, le impari. Impari dagli errori e puoi correggere quelli che fa qualcun altro.
Giocare da stretch four? Qui ho sempre giocato così ed è difficile per me, sono abituato a giocare da tre e crearmi spazio, ora porto blocchi e rollo. Cerco di essere un giocatore che crea spazio in campo, tira quando ne ha l’opportunità e attira la difesa su di se, abbiamo così tanti buoni giocatori che gli avversari dovranno stare attenti a difendere su tutti.
Ma Durant parla anche da MVP uscente della stagione regolare, trofeo che non è servito però a portarlo alle Finals, dove i San Antonio Spurs sono approdati battendo proprio i suoi Oklahoma City Thunder. Lui o Lebron? Chi sarà il prossimo MVP?
So quanto bravo diventerà Anthony Davis. So anche quanto è forte ora, ma soprattutto quanto lo sarà in futuro. Può vincere l’MVP, penso sarà il prossimo in fila, è cresciuto tantissimo in soltanto un anno. Posso dire che è diventato più solido, più grosso, più fiducioso nei propri mezzi. Sono contento per lui, siamo buoni amici. L’ho osservato fin dai tempi in cui era uno junior all’high school, la sua crescita da allora è stata fenomenale. Migliora ogni singolo giorno, scala la classifica ogni singolo giorno, è spaventoso.
Infine, due parole anche sul proprio futuro: sarà ai Thunder? Le ultime voci vogliono un ritorno a casa Lebroniano già scritto anche per Durant, che potrebbe unirsi per la prima volta ai Washington Wizards, squadra della sua città, nel 2016, quando sarà free agent.
Se ne è parlato molto, tutti me lo dicono ogni volta che entro su Instagram o Twitter. Tutti i miei amici me lo chiedono, non farò finta di non saperne nulla. Dico a tutti “Guarda, ora sono a Oklahoma City. Amo questo posto, ma chissà cosa può succedere?”. Non chiuderò mai la porta anticipatamente a nulla, ma mi piace dove gioco ora.
Il ritorno di Lebron a Cleveland? Penso sia stata una buona idea, ha avuto classe. Ottima mossa farlo attraverso una lettera, è bello per una volta vedere un ragazzo che pensa più al basket che a se stesso. Non sto dicendo che Lebron pensi sempre a se stesso, ma ha pensato al Nord-Est dell’Ohio dalla città da cui proveniva e a tutti i ragazzi che poteva influenzare con questa decisione. E’ una cosa che va oltre il basket, e mi piace molto. Molte volte i giocatori vengono criticati per alcune scelte che sono le migliori per se invece che le migliori per chi gli sta intorno, lui è un ragazzo che invece non l’ha fatto e lo applaudo per questo.
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