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Klay Thompson DEMOLISCE Ja Morant: “Gli piace parlare, ma non seguono fatti. È la storia della sua carriera”

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Storie tesissime ieri notte, durante il match tra Dallas Mavericks e Memphis Grizzlies. Da una parte Klay Thompson, autore di 22 punti nella sconfitta dei Mavs, dall’altra Ja Morant “in borghese”, a causa di un infortunio muscolare. La situazione era già abbastanza tesa, durante la partita Thompson aveva avuto modo di battibeccare con Santi Aldama per uno sgambetto rifilato a Cooper Flagg, ma dopo il suono della sirena finale l’ex Warriors è andato a muso duro con Morant. La star dei Grizzlies lo ha chiamato “bum”, “scarso”, gli ha puntato un dito vicino alla faccia e i due hanno iniziato un acceso diverbio, fortunatamente senza mai venire a contatto.

È stato però nel post-partita che Thompson ha dato il meglio di sé, imbeccato dai giornalisti la guardia dei Mavericks ha attaccato Morant e il suo atteggiamento spavaldo, al quale a suo dire non seguono mai realmente i fatti.

“Morant è un ragazzo divertente, ha sempre molte cose da dire. Specialmente per un tipo come lui, che raramente se ne prende la responsabilità. Non è stato nulla di particolarmente intelligente, si è solo messo a parlare. Parla da un sacco di tempo. È divertente che lo faccia quando è in panchina, direi che è la perfetta fotografia della sua carriera. Vorremmo tutti vederlo in campo a dare il meglio, ma ogni volta lascia che tante altre cose si mettano di traverso. In NBA ci servono i migliori giocatori in campo. Se sei una star, hai delle grosse responsabilità. Odio vedere tutto questo andare sprecato” ha detto Thompson.

Ma Klay ha anche parlato in generale di questi Grizzlies, una squadra con la quale ha spesso litigato anche ai tempi di Golden State, quando a Memphis c’era anche Dillon Brooks: “Rispetto molto la grind house, intendo Mike Conley, Zach Randolph, Marc Gasol… Questa nuova squadra, non lo so. Parlano tanto. Hanno sempre parlato tanto, e alle parole non seguono mai i fatti. Quindi non li rispetto molto. Io rispetto persone che fanno seguire alle parole delle giocate, perché parlare è molto facile. Credetemi, lo so meglio di chiunque. Sono in questa Lega da tanto tempo”.

Francesco Manzi

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