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Knicks campioni dopo 53 anni, Brunson MVP delle Finals: la gioia di New York e le polemiche per i danni

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I New York Knicks sono campioni NBA a 53 anni di distanza dall’ultima volta, ovvero il 1973: la squadra di coach Mike Brown ha conquistato il titolo vincendo 4-1 la serie di Finals contro San Antonio, che a dispetto del risultato è stata molto equilibrata. Anche in Gara-5, i Knicks hanno inseguito praticamente per tutta la partita, sotto in doppia cifra anche nell’ultimo quarto prima di rimontare e vincere grazie alle prodezze di Jalen Brunson, eletto MVP delle Finals con una prova conclusiva da 45 punti, e agli errori al tiro degli Spurs negli ultimi possessi.

Alla sirena finale è ovviamente esplosa la gioia per le strade di New York, città che attendeva questo giorno da tantissimo tempo. I tifosi si erano riversati per strada per guardare la partita o sui maxischermi per i cosiddetti watch party o con proiettori improvvisati che trasmettevano la gara direttamente sulla facciata di interi palazzi. E se per normali vittorie nei Playoff siamo abituati a vedere video già di per sé assurdi, che sembrano provenire da un mondo a parte, per la conquista del titolo NBA ovviamente i tifosi si sono superati, da una parte in positivo ma in qualche caso anche in negativo.

In positivo, come la folla che si è messa a cantare all’unisono “Empire State of Mind” di Jay-Z e Alicia Keys, diventato un inno della città di New York.

O il bellissimo gioco di schermi a Times Square, con il testimone passato virtualmente da Walt Frazier, uno degli eroi dei due titoli negli anni ’70, a Brunson.

In altri casi in negativo, perché i più euforici dei tifosi Knicks hanno iniziato a prendersela con le auto che passavano, con i taxi o addirittura con gli autobus. Proprio un bus è stato distrutto e dato alle fiamme, scene che stanno già suscitando indignazione.

Francesco Manzi

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