Kyrie Irving pensava che il parquet retro dei Bucks fosse l’originale degli anni ’70

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Negli ultimi mesi Kyrie Irving, oltre ad essere protagonista delle voci di mercato che alla fine lo hanno portato da Cleveland ai Boston Celtics, è diventato anche famoso per la sua teoria sulla Terra piatta.

Oggi il playmaker dei Celtics è stato autore di un’altra uscita infelice, stavolta a proposito del parquet retro che i Milwaukee Bucks utilizzeranno proprio per la sfida contro Boston, che si disputerà per l’occasione alla cosiddetta Mecca, la UW Milwaukee Arena. Il palazzetto è stato utilizzato come casa dai Bucks dal 1950 al 1974 ed ha visto scendere in campo campioni quali Oscar Robertson e Kareem Abdul-Jabbar, diventando un vero e proprio culto. L’omaggio dei Bucks al passato non sarà visibile solo nel parquet, ma anche nel logo e nelle maglie che la franchigia utilizzerà per la partita, una rivisitazione di quelle classiche.

Irving, interrogato sull’argomento, ha fatto intendere di avere capito che il parquet utilizzato per la partita non sarà solo una riproduzione di quello degli anni ’70, ma proprio l’originale, esprimendo tra l’altro le proprie perplessità per quello che, secondo lui, sarebbe quindi un terreno di gioco vecchio e poco sicuro:

Per me la cosa più importante è la sicurezza, quindi vedremo come influirà il parquet sulle mie ginocchia e sui corpi di tutti gli atleti. So che è un parquet parecchio vecchio. Sembra anche appena verniciato. Quindi farò i miei ragionamenti e vedremo. Ci sono voluti solo tre passi per farmi capire che questo non è un normale campo NBA, vedremo cosa succederà.

Non bene Kyrie, non bene… I Bucks hanno approfittato dell’occasione per prendere velatamente in giro Irving su Twitter, specificando che, ovviamente, il campo che verrà utilizzato sarà nuovo e solo una copia di quello degli anni ’70.

Francesco Manzi

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