La chiesa di Mark Jackson provò a guarire le caviglie di Steph Curry con dell’olio

NBA News

Lo scrittore Marcus Thompson ha pubblicato un libro dal titolo Golden: The Miraculous Rise of Steph Curry”, pieno di aneddoti sulla carriera del playmaker dei Golden State Warriors. Sport Illustrated ha estratto uno di queste storie e l’ha resa pubblica anche a chi non ha ancora acquistato il libro, uscito proprio in queste ore. Tutti ricorderanno che Curry, nei primi anni di carriera, era afflitto da continui infortuni alle caviglie che lo costrinsero a giocare solo 26 partite nella sua terza stagione in NBA. 

Da una parte, alla fine, quegli infortuni si sono rivelati una benedizione per gli Warriors, che hanno potuto rinnovare il contratto di Curry a cifre irrisorie per il giocatore che poi si è rivelato essere, senza subire negli ultimi anni altri infortuni alle caviglie. Nel suo libro, Thompson racconta di un metodo parecchio insolito che Mark Jackson, all’epoca coach di Golden State e reverendo del True Love Worship Center International, chiesa gestita insieme alla moglie Desiree, utilizzò per tentare di risolvere i problemi fisici del proprio giocatore.

Secondo quanto narrato nel libro, Curry sarebbe stato chiamato sull’altare da Jackson e sua moglie durante una funzione perché la sua caviglia, infortunata diverse volte negli ultimi mesi, fosse ricoperta con dell’olio. Il tentativo di “fuga” immediatamente successivo del giocatore sarebbe stato immediatamente fermato da Desiree. Testualmente dal libro: “Ci volle un secondo a Curry per capire cosa volesse fare. Poi le vecchie storie della Bibbia gli comparvero nella mente. Era come quando Gesù aveva guarito un paralitico alla piscina di Betesda, quell’uomo aveva preso le sue cose e aveva camminato. Se credeva di essere guarito, anche lui doveva provarlo. Quindi Curry iniziò a zoppicare e saltellare sul suo piede destro, per fare contenta la congregazione. ‘Non sapevo che altro fare’, ha raccontato Curry”.

 

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