La difesa di Al Horford su Joel Embiid

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“Embiid’s just a load. He’s really good. And he’s really quick, he’s really skilled, and he’s just huge.”

Parola di Brad Stevens nella conferenza post-partita natalizia contro i 76ers. Con Baynes fuori a tempo indeterminato per l’infortunio alla mano, le armi del coach dei Celtics per tentare di arginare l’ex Kansas erano limitate a Daniel Theis e Al Horford.

Il tedesco? Bene ma non benissimo. Secondo nba.com nei 9 minuti e 45 secondi in cui ha marcato Embiid a Natale, il camerunese ha segnato 16 punti con 4/4 dal campo e 8/8 ai tiri liberi (e una palla persa) e i Sixers hanno prodotto un Offensive Rating di 108.7 punti su 100 possessi, con un Net Rating di +24.7.

Nei 30 minuti e 28 secondi in cui c’era Horford invece, sempre via nba.com, Embiid ha segnato 18 punti ma con 6/13 dal campo, 4/4 ai tiri liberi e 5 palle perse (la sua media stagionale è 3.4). In questo lasso di tempo non ha catturato nessun rimbalzo offensivo, l’Offensive Rating di Philadelphia è crollato a 95.5 punti su 100 possessi e il Net Rating a -4.5. Il tutto condito dal fatto che coach Stevens ha lasciato il dominicano sempre in single coverage, mai un raddoppio se non in situazione specifiche (a fine possesso o nei primi istanti del pick and roll in cui il difensore di Ben Simmons passava dietro al blocco, sfruttando le lacune al tiro dell’australiano).

Già nella passata stagione, nella quale il centro dei Celtics per Synergy si è classificato sesto tra tutti coloro che hanno difeso almeno 500 possessi con solo 0.799 punti concessi a giocata, Horford è stato uno dei più efficienti (se non il più efficiente) in marcatura sull’inarrestabile centro dei 76ers.

Siamo a gara 3 degli scorsi Playoffs: Embiid attacca in post basso Horford il quale cerca di impedirgli il centro dell’area per costringerlo a usare la sua mano debole, la sinistra (cosa che Joel fa sempre malvolentieri e con poca efficacia). Infatti Embiid effettua una rotazione sulla spalla destra andando a cercare un appoggio al tabellone innaturale con la mano forte, letto perfettamente da Horford che lo stoppa con relativa facilità. La chiave è il lavoro fatto con la coscia destra per impedirgli un movimento fluido e dinamico.

Stessa partita della clip precedente, parità a 1 minuto e 20 dalla fine, Horford si preoccupa sia di Embiid sia, insieme a Tatum, di non perdere un eventuale taglio di Redick. Una volta in situazione di 1 vs. 1 gli impedisce la linea di fondo, regge un paio di spallate, non salta sulla finta e, sapendo che manca poco allo scadere dei 24, contesta un tiro difficile che non vede neanche il ferro.

Negli scorsi Playoffs, sempre secondo Synergy, Embiid ha giocato 57 minuti con Horford in panchina e Philadelphia ha segnato 115.1 su 100 possessi con un Net Rating di +22.6. Nei 130 minuti in cui i due hanno giocato insieme i punti su 100 possessi sono stati solo 97.4 e il Net Rating è sceso a -2.6.

Su fansided.com nella rubrica Nylon Calculus sono stati calcolati i matchup difensivi con Embiid della stagione 2017-2018 (Regular Season e Playoffs) e filtrando coloro che hanno speso almeno 70 possessi sul centro di Phila, Horford è risultato uno dei migliori.

Sebbene Horford, rispetto per esempio a un altro grande difensore come Marc Gasol, conceda a Embiid qualcosa più a livello individuale (35.3 punti su 100 possessi, in perfetta media comunque con la sua produttività stagionale, però con solo il 40.7% dal campo per nba.com), l’attacco dei 76ers produce un bassissimo 96.7 punti su 100 possessi (-14 rispetto alla media stagionale, 1° per nba.com) quando il centro dei Celtics è il suo difensore primario.

E nelle due partite disputate quest’anno? Marcato da Horford, Embiid ha segnato 7.1 punti in meno su 100 possessi (meglio hanno fatto solo Marc Gasol, Aldridge, Valanciunas, Brook Lopez e Vucevic, per nba.com) e l’Offensive Rating dei Sixers cala di 14.1 punti rispetto alla media stagionale (3° dietro solo a Aldridge e Vucevic, per nba.com)

Ma non è sottodimensionato?

Il figlio di Tito è registrato come 6-10 ft (208 cm) e 245 pounds (111 chili) mentre Joel, nonostante sia dato dai Sixers come 7 ft e 260 pounds, viene riportato da diverse fonti autorevoli come almeno 7-2 ft (218 cm) e 275-280 pounds (125 chili).

Eppure Horford è in grado di fare un lavoro eccezionale sfruttando la sua esperienza e la sua intelligenza, andando a colmare quella differenza di altezza e tonnellaggio con cui Embiid fa pagare dazio a quasi tutti i suoi difensori.

Opening Night 2018, Horford sa perfettamente che mettendo solo il proprio corpo Embiid potrebbe abusare fisicamente di lui, così sfrutta ancora ciò che abbiamo visto nelle clip precedenti: non concede un tiro facile con la mano destra invitandolo ad andare con la sinistra, con la coscia evita uno spin fluido a Embiid che, oltre a rischiare i passi nel secondo video, tenta di tirare comunque con la mano destra ma così facendo espone il pallone alle vicine e tempestive mani di Horford che può così stopparlo.

Come fa Aron Baynes quando difende, Horford non manca però di fisicità nel tenere Embiid il più lontano possibile dal canestro, evitandogli ricezioni profonde con cui sarebbe devastante quando gioca in post, nel guadagnare falli in attacco e contestando i suoi tiri sia leggendo i suoi movimenti in anticipo che portandolo fuori equilibrio, senza per questo commettere fallo. Anche in transizione è bravissimo a evitare canestri facili chiamando gli aiuti e gli accoppiamenti ai suoi compagni “à la Garnett”.

Quarto quarto della partita di Natale: Horford si aspetta il blocco cieco di Redick che avrebbe portato a una ricezione dinamica di Embiid sulle tacche, anticipandolo non consente a Korkmaz di fare un passaggio comodo (anche grazie all’aiuto di Morris, pronto a ruotare a centro area) e infine, con forza e caparbietà, riesce a guadagnare la posizione davanti al numero 21.

Altra ricezione non concessa in post basso ma in post alto in situazione statica, Embiid stavolta decide di fronteggiare mettendo palla per terra, Horford scivola perfettamente e leggendo il terzo tempo sconsiglia la conclusione costringendo il centro dei Sixers a uno scarico nell’angolo con solo 5 secondi sul cronometro.

In particolare nel quarto quarto e overtime della partita di Natale il lavoro di Horford è stato ai limiti della perfezione (come mostrano le due clip precedenti e tutte le successive). Secondo nba.com, Embiid nei 13 minuti e 7 secondi finali in cui ha giocato ha preso solo quattro tiri (1/4 dal campo, 4 punti con un 2/2 dalla lunetta) e addirittura zero nei 6 minuti e 5 secondi finali, ha perso palla in tre occasioni (tra cui un fallo in attacco) e l’attacco di Phila è sprofondato a un clamoroso 69.1 punti su 100 possessi, frutto di un eccellente lavoro di squadra orchestrato dall’ex Atlanta Hawks.

Horford attende lo sviluppo del gioco a due con Redick per aiutare o cambiare nel caso Hayward avesse perso il suo uomo. La difesa dell’ex Utah è competente e così il prodotto di Duke University è costretto a scaricare per Embiid a cui Horford lascia qualche cm di spazio in più con comunque la mano alta pronta a contestare l’eventuale tiro. Joel dal gomito decide prima di fronteggiare e poi di mettersi spalle a canestro. Horford è perfetto nel non saltare mai sulle finte e a costringere Embiid a un tiro difficile che infatti esce.

Pick and roll tra Embiid e Simmons, Morris passa dietro al blocco, Simmons non attacca il canestro ma si accontenta di un passaggio poco pericoloso in un’area molto intasata. Horford è scaltrissimo e fulmineo nel leggere l’alto-basso con Chandler e a forzare una palla persa che scatena il contropiede dei Celtics.

Il numero 42 dei Celtics protegge l’area dal taglio di Butler per poi recuperare la posizione su Embiid, uscendo sì forte per non lasciare il tiro da tre ma non troppo da poter essere battuto dalla penetrazione. Con la mano sinistra Embiid è meno efficace e perde ritmo rischiando quasi un’altra palla persa. Una volta raccolto il pallone prova tre finte (su una delle quali Horford salta rischiando di fare fallo) finendo però per effettuare un altro tiro contestato.

Anche qui Horford protegge l’area dalla penetrazione di Butler (preso benissimo da Morris nel cambio difensivo con Tatum) ma prima che questi scarichi il pallone ha già iniziato il recupero su Embiid. Nonostante manchino pochissimi secondi è bravissimo a non cadere sulla finta e a mettere ancora la mano in faccia prima del tiro.

Siamo nei possessi decisivi, Embiid prova a spostare fisicamente Horford che regge l’urto e costringe ancora una volta a una ricezione lontano da canestro, in coppia con Tatum porta un raddoppio efficacissimo in una zona morta del campo, Embiid rischia anche di commettere fallo in attacco e poi perde il pallone recuperato proprio da Horford che spinge in contropiede.

Anche nell’ultima azione della partita, Horford non smette di essere il leader difensivo dei Celtics. Chiama a Morris l’arrivo di Simmons, si accoppia con Embiid ma legge il ritardo di Hayward e cambia per evitare un tiro da tre punti di J.J. Redick, non saltando sulla sua finta.

Il matchup tra Embiid e Horford ha anche risvolti positivi nella metà campo offensiva dei Celtics perchè costringe il prodotto di Kansas a stazionare fuori dal perimetro per inseguire Horford, pericoloso da fuori la linea dei tre punti. Senza Embiid in area, come visto anche nella scorsa serie di Playoffs, Philadelphia perde protezione al ferro lasciando ampio spazio alle penetrazioni degli esterni di Boston.

Sembra quindi evidente come i Celtics e in particolare Horford abbiano finora fatto un lavoro eccellente nel complicare la vita a Embiid e impedirgli di dominare a livello fisico e tecnico. È però incontrovertibile come il lungo dei 76ers sia spesso in grado di imporre il proprio volere nell’area avversaria e ci siano quei momenti in cui si ha la netta sensazione che possa fare ciò che voglia, qualunque difesa si decida di opporgli contro.

Questo perché, come le parole di coach Stevens di cui sopra ci rammentano, Embiid non solo è grosso, ma è anche estremamente dotato a livello tecnico (gli unici nei sono un bagaglio in post da ampliare e l’uso della mano sinistra), muove i piedi come un ballerino nonostante la stazza e può aprire il campo, cosa non sottovalutabile quando hai una point guard dal talento illimitato come Simmons ma con evidenti problemi al tiro.

Avere quindi uno su cui poter far sempre affidamento nonostante la differenza di stazza come Horford, senza dubbio il miglior difensore possibile visto finora su Embiid insieme a Marc Gasol, e grazie al quale poter mantenere il proprio approccio difensivo anche quando il camerunese domina, è decisamente la miglior notizia possibile per Brad Stevens e i Boston Celtics.

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