La Tam Tam Basketball di Castel Volturno si trova nuovamente al centro di una vicenda che mette in luce le contraddizioni del sistema sportivo italiano. La società, nata nel 2016 per offrire basket gratuito e inclusione sociale a ragazzi di seconda generazione e figli di immigrati, è stata sanzionata dalla Federazione Italiana Pallacanestro per aver fatto giocare due dodicenni nella categoria Under 13: i ragazzi erano regolarmente tesserati, ma non ancora iscritti alla piattaforma digitale MyFIP.
La conseguenza è stata pesante: partita persa a tavolino e inibizione di tre mesi per il fondatore, allenatore e presidente Massimo Antonelli. Un provvedimento che lo stesso Antonelli definisce sproporzionato, soprattutto perché identico a quello previsto per chi schiera atleti totalmente non tesserati. Al centro della polemica c’è proprio MyFIP, sistema introdotto nel 2024 come doppia verifica del tesseramento, che di fatto aggiunge un ulteriore passaggio burocratico già dopo il pagamento e l’approvazione federale. Per realtà come Tam Tam Basketball, composte quasi interamente da ragazzi stranieri, la procedura diventa un ostacolo enorme: documenti spesso complessi, tempi lunghi di approvazione, necessità del consenso dei genitori, iscrizioni solo in lingua italiana e difficoltà tecniche che scoraggiano molte famiglie. In questo contesto, secondo Antonelli, la piattaforma rischia di negare il diritto allo sport a giovani che già vivono situazioni di marginalità.
La vicenda riapre anche una ferita mai chiusa: nel 2019 Tam Tam era già stata esclusa dal campionato di eccellenza Under 16 per l’eccessivo numero di atleti stranieri in rosa, e infine riammessa con deroga dopo che il caso aveva avuto risonanza nazionale. Ancora una volta, una società che combatte il degrado e promuove integrazione si ritrova penalizzata dalle regole, anziché sostenuta. Il caso Tam Tam Basketball solleva quindi una questione più ampia: può la burocrazia sportiva prevalere sulla funzione educativa e sociale dello sport? E soprattutto, è giusto applicare sanzioni così severe a chi, pur tra mille difficoltà, prova a garantire ai ragazzi un campo, una squadra e un’opportunità di crescita?
Foto: Tam Tam Basketball
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