La magia della Coppa Italia: 1996, la svolta della stagione della Stefanel Milano

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L’Olimpia Milano e la Coppa Italia, un rapporto non sempre idilliaco per la squadra più titolata d’Italia, reduce sì da 2 successi, ma anche capace di parecchie sconfitte negli anni passati. Tutto sommato però Milano vanta 6 successi in questa competizione, e di questi 6 ce ne fu uno particolarmente significativo, che si può dire che svoltò in maniera concreta una stagione dell’Olimpia: parliamo della Coppa Italia del 1996, quando ancora veniva giocata la Final Four, e le squadre in precedenza partivano addirittura dai sedicesimi di finale in estate, affrontandosi in gare di andata e ritorno, con un format totalmente differente da quello adottato ora.

L’Olimpia Milano in quel periodo aveva appena subito una grande rivoluzione a livello sia societario che di giocatori, perché nell’estate del 1994 Bepi Stefanel (proprietario dell’omonima famosa casa di abbligamento, e all’epoca proprietario anche della squadra cestistica di Trieste) aveva deciso di trasferire in massa i suoi titoli sportivi (e gli atleti) di Trieste a Milano: in pratica ci fu uno spostamento collettivo, mantenendo alla guida coach Boscia Tanjevic. Così, la Milano in precedenza allenata da Mike D’Antoni e di proprietà di GianMario Gabetti si trovò radicalmente cambiata, con un nuovo nome (appunto Stefanel Milano) e un roster e uno staff totalmente nuovi. I giocatori che giunsero a Milano però erano di importante caratura, basti citare Nando Gentile, Dejan Bodiroga, Gregor Fucka, Sandro De Pol. La prima stagione si chiuse senza successi, ma la seconda fu qualcosa di epico e indimenticabile per tutta la città.

La Coppa Italia per l’Olimpia cominciò con gli ottavi di finale disputati in un derby contro l’Ambrosiana Milano, che all’epoca era la seconda squadra di Milano, nata come Arese Basket e poi spostatasi nel capoluogo per esigenze di capienza d’impianto. Come detto prima le gare si giocavano andata e ritorno, facendo la somma dei punti complessivi per decretare chi avrebbe passato il turno; la Stefanel Milano vinse agevolmente sia l’andata che il ritorno (85-73 e 98-87) assicurandosi così un posto tra le prime 8 squadre.

Rolando Blackman – foto barcalcio.net

Ai quarti Milano si trovò di fronte ad un altro derby, stavolta contro la Cagiva Varese; ma anche in questo caso la Stefanel, guidata dal suo faro Bodiroga e anche da un ex NBA come Rolando Blackman non lasciò alcuno scampo ai rivali storici, aggiudicandosi l’andata con un sonoro +35 (110-75) che chiuse già tutti i discorsi. Ininfluente risultò la sconfitta nel ritorno per 93-88, che sancì così la qualificazione della Stefanel alla Final Four. E quell’anno le Final Four si disputarono proprio in casa sua, al Forum di Assago.

Le 4 squadre qualificate furono la Stefanel Milano, la Virtus Bologna, la Scavolini Pesaro e la grandissima sorpresa Mash Verona, guidata da uno dei migliori giocatori di quell’annata, Mike Iuzzolino. Verona si aggiudicò per 92-71 la prima semifinale contro Pesaro, ottenendo così il pass per una finale che a inizio anno nemmeno nei migliori dei pronostici sarebbe stata prevista. Milano e Bologna erano reduci da due momenti abbastanza negativi in campionato, con Milano che faticava a trovare la giusta alchimia dopo un buon inizio, mentre la Virtus era sì nei piani alti, ma stava attraversando qualche difficoltà di troppo. La gara fu senza esclusione di colpi, giocata punto a punto fino all’ultimo secondo con Milano avanti 83-82 a 7″ dal termine; qui Coldebella decise di prendersi da solo in penetrazione il tiro della vittoria, ma il suo lay-up finì contro il ferro, Portaluppi catturò il rimbalzo e Milano vinse.

Il giorno seguente, nonostante il vantaggio di giocare sul proprio campo, il Forum non si presentava così pieno come ci si potesse aspettare, e Milano si trovò di fronte una Verona carica di entusiasmo e adrenalina alla ricerca di un risultato insperato. Tuttavia la gara non fu mai in discussione, la Stefanel comandò dal primo all’ultimo istante di gioco, guidata dai 28 punti di uno strepitoso Blackman, a cui fecero seguito i 20 di Bodiroga e gli 11 di Gentile. L’incontro terminò 90-72 per l’Olimpia, che dopo i grandi successi degli anni ’80, tornò così a sollevare un trofeo al cielo. Era il 23 Marzo 1996, un mese dopo cominciarono i playoff scudetto, con Milano che chiuse la Regular Season al quinto posto a causa appunto delle troppe sconfitte nella fase invernale della stagione: ma quella Coppa Italia diede uno slancio clamoroso all’Olimpia, che senza avere mai il fattore campo a favore batté 2-0 Varese, 3-1 la Virtus Bologna e in finale 3-1 la Fortitudo Bologna, col famoso canestro del 70-68 di Bodiroga in gara-3, che portò poi all’esplosione di gioia del Forum in gara-4 per la conquista del 25° scudetto.

Questa stagione, come spesso accade negli ultimi anni, Milano arriva con tutti i favori del pronostico ma, come quella Stefanel, arriva da un periodo altalenante, una fase invernale caratterizzata da parecchie sconfitte anche in Italia, oltre che in Europa. Sarà questa Final Eight il vero trampolino di lancio della stagione dell’Olimpia Milano? 

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1 thought on “La magia della Coppa Italia: 1996, la svolta della stagione della Stefanel Milano

  1. Nessuna critica, ma mi rincresce che in questi (bellissimi) speciali non sia stata prevista la vittoria della Scaligera, unico caso di una squadra di A2 a vincere una manifestazione nazionale nella storia di tutti gli sport. Aggiungo che Verona ha raggiunto la finale tre volte e che poi ha restituito il favore alla Stefanel, a Milano, l’anno dopo per la Supercoppa. 😉 

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