La magia della Coppa Italia: Brescia, ripetersi oggi dopo l’impresa dell’anno scorso

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Coppa Italia, uno dei momenti interstagionali più intriganti e magnetici; un momento in cui la regular season spegne le luci per fare spazio alle otto squadre più forti del girone d’andata e confrontarle sullo stesso terreno per determinare “la più forte delle più forti” in partite secche, che valgono la conquista di un trofeo che simboleggia prestigio e pone il nome del club nella storia della pallacanestro italiana. Per entrare in questa speciale categoria serve un grande lavoro nelle prime 15 giornate di campionato, un lavoro che deve trasformare in vittoria quanto maturato ogni settimana, in ogni singolo allenamento.

Andrea Diana, oggi alla quarta stagione come tecnico alla guida del Basket Brescia Leonessa

Per le squadre più attrezzate, le cosiddette “corazzate” o squadre con tanta qualità nei singoli componenti del roster, che sia staff tecnico e atletico o che siano i giocatori stessi, è quasi un obbligo presenziare, tanto da farlo diventare un obiettivo concreto da raggiungere, se non addirittura da vincere; per coloro che non sono considerate tali, presenziare è un privilegio che va onorato, tutt’al più se la compagine in questione si presenta come neopromossa: è il caso del Basket Brescia Leonessa, alla sua seconda partecipazione alla Coppa Italia. 

La società biancoblu è nel giro della Serie A da due anni, dopo 28 anni di astinenza, ma in pochi avrebbero anche solo pensato l’anno scorso, che una neopromossa, al primo tentativo, sarebbe riuscita a centrare un traguardo tanto importante: la compagine di Diana paga il salto di categoria con un avvio difficile nelle prime sei giornate, ma nelle successive uscite, con i giusti accorgimenti al roster, l’evoluzione del gioco e l’alchimia venutasi a creare nel gruppo, infila un record positivo (6-3), con la vittoria contro Pistoia all’ultima giornata del girone di andata, che vale l’accesso all’evento con il 7° posto in classifica. Un evento impronosticabile che consacra la compagine lombarda come la sorpresa del campionato. In casa Leonessa, il coach Andrea Diana nel post-partita contro i toscani:”Dopo un inevitabile rodaggio, abbiamo alzato la qualità del nostro lavoro giorno dopo giorno e i risultati ne sono una conseguenza. […] Prendiamoci questa Final Eight, che è un premio al lavoro fatto.” La squadra che raggiunge il traguardo presenta un roster interessante con alla guida coach Diana, allenatore capace di tirar fuori il meglio da ogni singolo componente: in cabina di regia l’estro e la fantasia di Luca Vitali, nel giocare il P&R con il centro americano Jared Berggen, il folletto Lee Moore (grande scoperta dell’estate biancoblu) e l’ala esperta Marcus Landry come americani più interessanti, Christian Burns che in quel periodo stava svoltando la stagione per la compagine di Diana, Michele Vitali come 3&D italiano dimostratosi un valore aggiunto importante, il carisma e l’energia difensiva di David Moss, infine Franko Bushati, idolo della tifoseria e capace di giocate imprevedibili. 

All’evento di Rimini, Brescia però non è sicuramente vista tra le favorite (essendo stata eliminata al primo turno nelle precedenti edizioni di Coppa Italia di A2 a cui aveva partecipato), figurarsi sul passaggio del turno: l’avversaria in questione è la Reyer Venezia, una delle cosiddette “corazzate”, che in campionato aveva battuto la compagine di Diana con una sonora prestazione di difesa e lavoro di squadra, sfruttando la forza dei suoi tiratori: Ariel Filloy, Melvin Ejim, Hrvoje Peric, Michael Bramos, Marquez Haynes e Tyrus McGee sono alcuni dei nomi di spicco di quell’organico che di lì alla fine dell’anno agonistico avrebbe raggiunto due traguardi storici come le Final Four della Champions League e la conquista dello scudetto.

Il match è intenso sin dalle prime battute, con Brescia che prese subito il comando sfruttando i centimetri di Jared Berggen vicino al ferro, che mette 12 dei primi 16 punti di squadra; Venezia prova a rispondere, ma la Leonessa mantiene il ritmo alto fino al primo gong (15-25). Nel secondo periodo tocca a Michael Bramos prendere in mano le redini dell’incontro con le triple che valgono l’aggancio: nonostante i nuovi tentativi di fuga di Brescia, il greco tiene in gara la formazione lagunare fino all’intervallo. Dopo una terza frazione equilibrata, Brescia inizia con il piede giusto l’ultimo quarto con un 7-0 che vale il vantaggio, pesante dal punto di vista psicologico; ma Venezia non vuole gettare la spugna e con la difesa e le giocate di Hrvoje Peric torna a -1 (66-67). Nel momento più topico, servono le giocate giuste per risolvere una partita: quel 17 Febbraio tocca a Christian Burns dare una piega al match per i suoi, contribuendo con i punti, i rimbalzi e l’energia difensiva a far terminare il match sul 68-76.

E’ una vittoria contro le superstizioni e tutte le valutazioni sulla carta, una semifinale storica e inaspettata, un’emozione imparagonabile che fa esultare dirigenza e squadra per il meritato traguardo raggiunto. Il tempo per la gioia di una semifinale è intenso, ma breve: il giorno dopo arriva la sfida contro la Dinamo Sassari, che ha già schiantato Brescia in campionato nelle prime giornate e vuole giocarsi le sue carte per raggiungere la finale. Per i lombardi si tratta di una sfida difficile, contro una delle squadre con maggiore ritmo, forza dei singoli e modo di giocare più complicati da preparare in campionato; un’organico con giocatori storici tra Giacomo “Jack” Devecchi, Brian Sacchetti e Rok Stipcevic che amalgama giocatori europei e americani, con Trevor Lacey, Gani Lawal e Dusko Savanovic come punti di forza.

La Dinamo fa subito capire l’importanza della partita e il traguardo che vale, dominando il primo quarto con Trevor Lacey, Dusko Savanovic e Rok Stipcevic a dettare i ritmi del gioco e delle azioni; tuttavia Brescia non si scoraggia, anzi: reagisce di squadra e si prende di forza il secondo periodo con i fratelli Vitali a guidare il gruppo, costringendo la Dinamo a tanti errori al tiro, a cui si aggiungono tanti contatti, che rendono nervosa la partita e tolgono lucidità ai giocatori. All’intervallo il punteggio recita 33-39 Brescia. Al rientro in campo però Lacey e Gani Lawal cambiano le carte ancora una volta con le giocate vicino e lontano da canestro che spingono i sardi ad una grande terza frazione da ben 27 punti; Brescia però rimane lì soprattutto grazie ai 7 punti di Marcus Landry nella frazione che limitano la roboante reazione sassarese. Nell’ultimo periodo, la gara prende i binari dell’equilibrio e a 2’ dal termine il punteggio è 68-67: nel momento decisivo però stavolta nessuno dei bresciani si erge, tocca al più piccolo in campo, Rok Stipcevic, che con due bombe da campione fa volare la formazione di Pasquini verso la finale, poi persa contro

Luca Vitali, miglior assistman italiano del campionato e uno dei protagonisti nel presente di Brescia

l’Olimpia Milano.

 

Nonostante la finale mancata, la società rimane ampiamente soddisfatta del lavoro compiuto dalla squadra, così come l’obiettivo salvezza raggiunto con quattro giornate d’anticipo nel girone di ritorno, nonostante il roster sia falcidiato da infortuni e condizioni fisiche al minimo per i singoli componenti. A un anno di distanza, ci si ritrova di nuovo a questo evento così importante, stavolta a Firenze: componenti vecchi (i fratelli Vitali, Marcus Landry, David Moss, Lee Moore) e nuovi (Brian Sacchetti, Dario Hunt, Benjamin Ortner), esperienza maturata diversa, nuovo modo di essere squadra, stessa voglia di competere, stessi colori. Per dimostrare che il primo posto nel girone di andata di quest’anno, i miglioramenti e le vittorie maturate non siano frutto di una pura casualità, ma della certezza di un progetto che punta sempre più a migliorarsi.

Federico Gaibotti

Classe '92 di Brescia, laureato in Scienze Motorie presso l'Università di Bologna, attualmente specializzando in Scienze dello Sport presso l'Università di Urbino. Appassionato di tutto il movimento cestistico italiano e internazionale professionistico e giovanile. Supporter dei San Antonio Spurs. Collaboratore per BasketUniverso da Ottobre 2014
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