La NBA ha spiegato perché gli arbitri non hanno contato la schiacciata di James Harden contro San Antonio

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L’episodio più controverso della notte NBA arriva dalla gara tutta texana tra San Antonio Spurs e Houston Rockets, vinta dai primi di appena 2 punti dopo due OT. Nel corso del quarto periodo, James Harden ha rubato un pallone e si è lanciato in contropiede da solo, schiacciando facilmente e regalando quello che sarebbe stato il +15 a Houston. Se non che la palla, per la troppa veemenza del Barba, ha fatto un giro intorno al ferro, dando l’illusione di essere il risultato di una schiacciata sbagliata (e la gestualità di Harden che prova a recuperare la sfera subito dopo non ha sicuramente aiutato gli arbitri).

La NBA, nella persona dell’arbitro James Capers, ha fatto chiarezza sull’episodio e sul perché il canestro alla fine non sia stato convalidato. L’ufficiale di gara ha spiegato che la schiacciata sarebbe dovuta contare, ma nel momento in cui gli arbitri non si sono accorti che la palla fosse entrata, Houston avrebbe potuto chiamare la challenge, regola in vigore da quest’anno (ogni coach può forzare gli arbitri a riguardare una giocata all’instant replay per partita). Mike D’Antoni ha però aspettato troppo, facendo passare i canonici 30 secondi entro i quali bisogna chiamare la challenge e spendendoli anzi a protestare solo a parole.

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