La parata per festeggiare la vittoria del titolo NBA dei New York Knicks si preannunciava come un evento straordinario e ha rispettato le attese.
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I posti per veder sfilare i campioni da Battery Park al municipio di NYC erano esauriti già diverse ore prima dell’inizio della parata. Alcuni tifosi si erano addirittura accampati il giorno precedente per garantirsi una bella visuale.
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Un dispiegamento di forze dell’ordine senza precedenti con circa 10.000 agenti impegnati. C’erano poliziotti specializzati per questo tipo di eventi, squadre cinofile anti-esplosivo, artificieri, supporto per via aerea e droni. Proprio la polizia è stata protagonista di uno degli episodi più curiosi e divertenti. A un certo punto Tyler Kolek si era allontanato dai compagni per arringare la folla e alcuni poliziotti lo hanno fermato, non riconoscendolo. Il giocatore ha dovuto faticare e non poco per farsi prendere sul serio. Chiaramente il video dell’accaduto è diventato virale in pochissimo tempo.
Alla parata c’erano tanti vip, come Spike Lee, a festeggiare insieme alla squadra. Ed era presente, come preannunciato, anche il monster truck di Mitchell Robinson. Mentre Mikal Bridges ha deciso di portare con sé anche i suoi cani.
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Jalen Brunson fra i protagonisti anche dei festeggiamenti. Ha permesso ad alcuni fan di toccare la coppa, regalando uno scatto destinato a diventare iconico. Poi nel discorso ha lanciato una frecciatina ai detrattori: “Molti hanno detto cose negative, un sacco di gente deve sempre avere un’opinione su tutto. Ma quando dimostri con i fatti che si sbagliavano, non serve neanche rispondere”.
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Mike Brown si è presentato con una maglia che ricordava le 10 settimane di sacrificio richieste dal proprietario James Dolan prima dei playoff. Il coach poi ha rilanciato allo sfinimento il suo ormai iconico slogan “Who let the dogs out”, utilizzandolo anche per chiudere il suo intervento dinanzi al City Hall.
Qui il sindaco Zoran Mamdani ha consegnato le chiavi della città ai campioni e poi ha preso la parola, arringando la folla.
I Knicks non solo hanno vinto per New York ma hanno vinto nello stile di New York. Questa è una città in cui si resiste anche spalle al muro, quando i sogni sembrano fuori portata, quando non sai come pagare l’affitto e il 99,6% del mondo (citando le chance di vittoria degli Spurs sul +29 in gara 4, ndc) è schierato contro di te. E i newyorkesi sono quelle persone che guardano tutto ciò sorridono e ti chiedono: “Perché mi stai dando un vantaggio?”. Questa è la nostra città, questa è la nostra squadra. Per 53 abbiamo aspettato e alla fine abbiamo vinto.
Un pizzico di polemica nel discorso successivo di Dolan: “Io non ho bisogno dei vostri voti e di ricordarvi cosa è successo perché siete veri tifosi dei Knicks e lo sapete già”. L’owner è uno storico amico e sostenitore di Donald Trump e la sua squadra sarà la prima ad accettare l’invito del Tycoon alla Casa Bianca per la premiazione.
C’è stato anche spazio per il matrimonio di una coppia fidanzata da 53 anni che ha scelto proprio questo giorno (e abiti a tema) per dirsi finalmente sì.
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Infine spazio ad Alicia Keys che ha cantato la sua celebre “Empire State of Mind”. L’ennesimo momento di celebrazione in questi giorni incredibili per New York.
Le stime parlano di oltre 2 milioni di persone nelle strade a festeggiare quest’oggi ma è probabile che fossero molte di più.
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