La Paura

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Mercoledì 4 Maggio una squadra si vedrà retrocessa in Serie A2. Una tra Torino, Caserta e Bologna dirà addio (o arrivederci) alla massima serie, mentre altre due festeggeranno il traguardo. I nostri tre redattori delle formazioni in questione ci danno così le proprie impressioni e una panoramica del clima intorno alle squadre a pochissimo tempo dal match più importante dell’anno.

 

MANITAL AUXILIUM TORINO di Simone Soranzo

torino

Rassegnazione. È questo lo stato d’animo che caratterizza quasi tutti gli appassionati della Manital in questo finale di stagione. Viste le sensazioni che si percepivano a settembre, con i nomi altisonanti arrivati dal mercato e tutto l’ottimismo derivante dalla promozione appena ottenuta, nessuno si sarebbe aspettato di arrivare a giocarsi la salvezza all’ultima giornata di campionato. Dopo una prima metà di stagione confusionaria, con una rotazione continua di giocatori, Torino era sprofondata a -4 dal penultimo posto ed era data da tutti come spacciata. Con 4 vittorie su 7 match a partire dal quel momento, la Manital si è riportata a contatto con il gruppo formato da Bologna, Caserta, Cantù e Capo d’Orlando ed ha riaperto il discorso salvezza, riuscendo però a fallire malamente il match-point sabato a Bologna ed a gettare nello sconforto i circa 500 tifosi giunti a Basket City per supportare la squadra.

I torinesi ormai, si sono rassegnati all’idea di avere una squadra dal rendimento impronosticabile, capace di sfiorare la vittoria a Milano, Sassari e Reggio e di incassare 30 punti a Bologna e a Venezia senza neanche scendere in campo. Mercoledì il PalaRuffini sarà una bolgia, come per quasi tutte le partite di questa stagione, ed i tifosi saranno sicuramente una spinta in più per la squadra. Ci sono ancora 40 minuti di battaglia, poi si vedrà chi avrà vinto la guerra, rimanendo consapevoli del fatto che la responsabilità della situazione attuale è solo ed esclusivamente di Torino, ma che a questo punto l’Auxilium non è totalmente padrona del proprio destino, poiché anche una vittoria potrebbe non bastare.

 

PASTA REGGIA CASERTA di Gianni Ferretti

downs casertaPer il secondo anno consecutivo la Juvecaserta si gioca in 40 minuti la salvezza, stavolta tra le mura amiche del PalaMaggiò contro la Dolomiti Energia Trento, che a sua volta cerca una vittoria per un miglior piazzamento Playoff possibile. Alzi la mano chi, solo poco più di un mese fa, avrebbe pensato che la Juve sarebbe arrivata a giocarsi la permanenza in A1 all’ultima gara per la seconda annata di fila.

Solo due mesi fa la squadra del patron Iavazzi era a -2 dai Playoff e a +6 da Torino (con differenza canestri a favore) grazie alla vittoria su Bologna. Da quel momento in poi gli infortuni di Metreveli, Ghiacci ma soprattutto Gaddefors (un jolly in entrambe le metà del campo) hanno costretto il sodalizio bianconero a scendere sul parquet con rotazioni ridotte all’osso e quintetti molto spesso atipici. L’innesto di Slokar non ha dato l’apporto sperato e la Juve ha staccato l’interruttore collezionando una serie di sconfitte (intervallata dalla vittoria quasi allo scadere di Pesaro) figlie della scarsa energia fisica e mentale nei finali di gara. Nel frattempo Torino ha inanellato 4 vittorie in 7 gare (battendo tra l’altro Avellino e la stessa Trento) agganciando i ragazzi di Dell’Agnello. E l’aria che tira nell’ambiente casertano non è delle migliori anche per le voci insistenti di un addio societario di Iavazzi e per lo spettro di un “biscotto” tra Torino e Pesaro.

La società dal canto suo ha invitato i suoi tifosi a raccolta contro la Dolomiti Energia in quella che è una partita senza domani con biglietti per entrambe le tribune e curve al prezzo simbolico di 1 euro. In soli quattro giorni sono stati venduti già 4000 biglietti, segno che il pubblico vuole dare una mano concreta alla squadra e “rinviare” eventuali critiche e giudizi stagionali solamente dopo l’ultima sirena. Le incognite maggiori per mercoledì saranno ovviamente le condizioni fisiche e mentali di un gruppo che a Brindisi, contro un avversario che non aveva più nulla da dire al campionato, si è mostrato passivo e carente di quella determinazione che servirebbe per raggiungere l’obiettivo salvezza. Difficile se non improbabile un recupero di Ghiacci che allungherebbe un minimo le rotazioni e concesso qualche minuto di riposo in più a un Downs da troppo tempo a corto di fiato dopo il KO di Gaddefors, mentre il ballottaggio tra Johnson e Slokar vede al momento in vantaggio il primo, ma con gli infortuni e gli acciacchi Caserta ha dovuto fare i conti tutto l’anno.

 

OBIETTIVO LAVORO BOLOGNA di Paolo Di Domizio

mazzola virtus bologna

Nessuno, ma proprio nessuno, si sarebbe aspettato un finale di stagione simile, dopo i Playoff dell’anno scorso e dopo che, da inizio stagione, la squadra era stata costruita per altri obiettivi. Il presente dice altro: penultimo posto e ultimo turno di stagione regolare che diventa fondamentale. La Virtus affronterà Reggio Emilia, in concomitanza con Torino-Pesaro e Caserta-Trento: vincendo sarebbe sicura della salvezza; in caso di sconfitta sarebbe necessaria una sconfitta o di Torino o di Caserta. L’aria che si respira in città è pesante, anche dopo la convincente vittoria di domenica scorsa con Torino, ma la tensione, comunque, si respira già da un po’ di tempo. Nonostante ciò, il popolo bianconero ha dimostrato di essere vicino alla squadra: folta presenza di tifosi durante la settimana agli allenamenti e 7725 persone che hanno trascinato la squadra nell’ultima partita casalinga. Il motto dell’ultimo periodo “Solo per la maglia” ha ribadito la vicinanza dei tifosi, che ci sono sempre stati, dalla prima all’ultima giornata. I conti si faranno alla fine e l’epilogo della stagione della Virtus deve essere ancora scritto, aspettando gli ultimi 40′ di campionato: sugli spalti i cuori bianconeri non hanno mai smesso di battere. Ora, come sempre, la palla passa alla squadra e allo staff tecnico: prima di guardare in casa degli altri c’è un’ultima partita da giocare, sulla carta proibitiva, ma la Bologna bianconera, come sempre, ci sarà.

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