La Virtus demolisce Ravenna e fa sua gara-1: romagnoli mai in partita e bianconeri subito in palla

Serie A2 Recap

Segafredo Bologna – Orasì Ravenna : 73-57

(17-17; 41-32; 59-44; 73-57)

Quintetti

VBO: Spissu, Umeh, Rosselli, Ndoja, Lawson

RA: Sabatini, Tambone, Masciadri, Smith, Sgorbati

Stato di forma

Mentre tutti aspettano la finale annunciata con il derby di Bologna, Ravenna e Trieste non hanno nessuna voglia di fare da vittime sacrificali sull’ altare di questo eventuale atto conclusivo. Proprio i romagnoli aprono le semifinali playoff, al PalaDozza contro la faccia bianconera di BasketCity. La squadra di coach Martino è l’unica delle “Fab Four” ad aver superato il turno con un secco 3-0, contro quella Verona che era stata in grado di mandare a casa subito la corazzata Biella. I giallorossi sono quindi la formazione più in forma del lotto delle rimanenti, considerando anche che le tre vittorie sono arrivate con uno scarto totale di 12 punti. Tutto ciò a rappresentare la solidità mentale dei ravennati e le tante armi a disposizione: d’altronde la stessa Virtus ne sa qualcosa poichè Ravenna è stata l’unica (insieme a Ferrara) ad aver battuto i bianconeri in entrambi i confronti di regular season.

In quelle due sfide però Bologna era senza Ndoja e al ritorno anche senza Lawson, e come visto in questa post-season le indicazioni che ha portato in dote la stagione da ottobre ad aprile sono tutt’altro che assolute. Ramagli quindi spera di poter continuare il suo cammino di crescita iniziato dopo la sconfitta in gara-2 con Casale: da lì i suoi ragazzi sono tornati a macinare gioco e l’inserimento di Gentile è stato sempre più efficace, con l’apice dei 94 punti di media tenuti nelle tre decisive vittorie contro Roseto per superare i quarti di finale. Come nei precedenti turni sembra che la principale avversaria della Virtus sia la Virtus stessa: se la palla circola velocemente in attacco e se la difesa è attenta e concentrata, difficilmente ci sono spazi per le speranze degli avversari.

La Orasì cercherà dunque di insinuarsi in queste piccole falle di tenuta mentale della Segafredo e per farlo potrà contare sul roster al completo, avendo recuperato anche Marks. Dall’altra parte della barricata anche Bologna arriva in un ottimo momento, avendo concluso la prima settimana di lavoro senza problemi dall’inizio di stagione.

Scelta tattica

Dopo aver trovato la quadratura del cerchio nelle trasferte abruzzesi, Ramagli rimette in campo i suoi seguendo il consolidato canovaccio tattico. In attacco la costante è il blocco centrale per cercare il mismatch in velocità sull’asse play lungo, con la differenza di giornata che consiste nel cercare maggiormente Lawson vicino al ferro. Non tanto per gli uno-contro-uno dell’americano col connazionale Smith (sempre sofferti), ma per far collassare la difesa romagnola causa raddoppi e sfruttare i ribaltamenti. Per fare ciò poca convivenza rispetto a Roseto tra Gentile e Spissu, affidandosi ai caldi Umeh e Spizzichini appostati sugli scarichi di Lawson. Anche la soluzione del doppio lungo viene limitata, per rispolverarla solo in occasione di un difficile passaggio a vuoto a rimbalzo durante il secondo periodo: pure in quest’occasione la scelta del coach toscano si rivela azzeccata e Bologna supera anche questo impasse. In difesa invece, la individuale non viene mai posta in dubbio, costringendo la OraSì a sudare per arrivare anche solo al tiro in ogni azione, spesso al limite del cronometro dei 24”.

A differenza di Di Paoloantonio che aveva ripreso a mani basse il copione tattico di Ramondino (zona a volontà e ritmi compassati), Martino crede nelle qualità dei suoi e non si adatta all’avversario. La retroguardia è sempre a uomo e attenta, lasciando un metro di distanza da ogni diretto avversario per evitare di essere battuti sul primo passo. Così per la Virtus diventa difficile attaccare il ferro, i romagnoli tengono ogni confronto fisico individuale e gli aiuti sulle linee di penetrazione sono sempre presenti, spingendo Bologna lontano dal pitturato (4/14 da 2 per i padroni di casa nei primi 12′, con tanti tiri dalla media a tempo quasi scaduto).  Come nelle due sfide di stagione regolare Martino sfida Bologna al tiro pesante (concluse con appena il 18% da 3 per i bianconeri) e la scelta paga col 4/23 finale delle Vu Nere. In attacco, con Marks non ancora al meglio, ci si affida a Sabatini per portar palla oltre la metà campo, per poi lasciare a Tambone e Masciadri il compito di regia e ricerca il più possibile di Smith.

La gara

Taylor Smith (www.ravennanotizie.it).

Ravenna mette in chiaro fin da subito le intenzioni di voler ribaltare il fattore campo al primo tentativo e aggredisce la Virtus nel pitturato. Davanti Smith segna i primi 4 punti della gara mentre dietro Tambone e Sgorbati respingono ogni attacco bianconero. Ci vuole il solito pick&roll Spissu-Ndoja per accendere i padroni di casa e ribaltare l’inerzia fino all’8-4 del 5′. Con la vitalità di Chiumenti e Raschi in uscita dalla panchina Ravenna torna avanti, fino alla magia di Rosselli che fissa il 17-17 al 10′.

Nella seconda frazione sale in cattedra Spizzichini, al quale però risponde colpo su colpo un infuocato Smith. Serve una fiammata di Spissu per trovare il massimo vantaggio sul +5 a quota 30-25, ma gli ospiti con attenzione ricuciono immediatamente guidati dal solito inarrestabile Smith. Una volta tornata in parità però la OraSì non riesce a sfruttare l’inerzia: allora con la regia di Rosselli e i punti della coppia Spissu-Ndoja, le Vu Nere accelerano e tramortiscono gli ospiti per il 41-32 del 20′.

L’intervallo raffredda terribilmente le mani e nei primi 5 minuti non si segna mai, con il parziale che dice 4-3 Virtus. Un’incredibile passeggiata di Raschi porta i giallorossi sotto la doppia cifra di ritardo, ma la reazione della Segafredo è veemente e in un amen Spizzichini e Gentile scavano il solco per il 57-42. Umeh sulla sirena dopo la persa di Sabatini arrotonda per il 59-44 al 30′ e il pubblico si scatena sempre di più sentendo l’odore del traguardo.

Nell’ultima frazione la Virtus si complica la vita da sola: il piede dall’acceleratore viene alzato troppo presto e l’ostinazione nella ricerca del tiro pesante ammazza-partita non porta i suoi frutti. Così gli ospiti vengono tenuti in vita e uno 0-6 con tanto Masciadri vede nuovamente Ravenna sotto la doppia cifra di scarto, sul 65-56 del 37′. Basta riattaccare la spina appena 30 secondi però, e con la risposta decisiva di Rosselli e Lawson le velleità di rimonta non troppo convinte romagnole vengono spente in un lampo. Gli ultimi due minuti scivolano via senza patemi, con le squadre già orientate al secondo atto della serie tra 48 ore.

Finisce 73-57 e per la Virtus il primo punto arriva in maniera più agevole del preventivato. Una gara-1 vissuta in controllo non deve ora far rilassare i bianconeri, consapevoli che Ravenna non sarà sempre quella di questa sera e che venderà cara la pelle. Per Martino c’è tanto lavoro da fare dato che mai come stasera in tutta la stagione i suoi avevano sofferto il ritmo dettato dagli avversari: i romagnoli non hanno mai dato l’impressione di poterla vincere, ma il giovane coach della OraSì non è da sottovalutare dato che ha già sorpreso più volte durante l’anno.

Svolta della partita

Nel terzo quarto, con l’inerzia in mano a Ravenna per la prima volta dopo il minuto iniziale e i romagnoli giunti fino al -9, il parziale condotto da Spizzichini e Gentile strappa definitivamente l’equilibrio della gara. I successivi rammendi di Smith e Masciadri non bastano, col divario che non sarà più ricucito anche per la mancanza di fiato del collettivo ospite.

Migliori in campo

VBO: Kenny Lawson – 17 punti, 9 rimbalzi, 0 assist, 7/14 da 2, 0/1 da 3

Top scorer di serata, soffre fisicamente Smith ma lo porta a scuola tecnicamente. Mani dolcissime per il lungo bianconero, che segna con una continuità impareggiabile da tutti gli altri attori di questa gara, oltre ad avere una quantità di soluzioni nel proprio menù che lo rendono imprevedibile. Menzione d’onore anche per uno straordinario Spizzichini e l’esplosivo Spissu, oltre ai soliti Rosselli e Ndoja per i quali gli aggettivi sono finiti.

RA: Taylor Smith – 15 punti, 10 rimbalzi, 1 assist, 7/8 da 2, 0/0 da 3

Dominante sotto i tabelloni, respinge Lawson come può in difesa, ma il centro bianconero oggi era difficilmente arrestabile. Dall’altra parte però risponde pan per focaccia e non molla di un centimetro, portando sulle proprie spalle l’intero attacco degli ospiti. Ottimi anche Chiumenti e Masciadri.

Peggiori in campo

VBO: Andrea Michelori – 0 punti, 2 rimbalzi, 0 assist, 0/0 da 2, 0/0 da 3

Lotta sotto canestro e strappa due rimbalzi, ma la sua fugace apparizione non lascia il segno e gli viene preferito Bruttini quando c’è da far rifiatare Lawson. Quasi 7 minuti di sostanza.

RA: Giacomo Sgorbati – 0 punti, 2 rimbalzi, 0 assist, 0/0 da 2, 0/1 da 3

Tantissima sofferenza per il giovanissimo centro ravennate, in 15 minuti si riempie solo di falli ed è costretto a uscire. Avrà modo di rifarsi data la carta d’identità che recita 1997.

Tabellini

Virtus Bologna: Spissu 9, Umeh 11, Gentile 9, Spizzichini 9, Ndoja 7, Rosselli 7, Michelori 0, Oxilia n.e., Penna n.e., Pajola n.e., Lawson 17, Bruttini 4

Rimbalzi : 38 (Lawson e Rosselli 9)

Assist: 12 (Rosselli 6)

Basket Ravenna Pietro Manetti: Smith 15, Tambone 4, Raschi 5, Sabatini 5, Masciardi 10, Marks 4, Crusca 0, Scaccabarozzi n.e., Chiumenti 14, Seck n.e., Sgorbati 0

Rimbalzi: 34 (Smith 10)

Assist: 8 (Raschi 3)

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