La Virtus non sbaglia: al primo colpo Ravenna è travolta ed è finale!

Serie A2 Recap

Orasì Ravenna – Segafredo Bologna : 57-77

(15-15; 33-25; 45-51; 57-77)

Quintetti

VBO: Spissu, Umeh, Rosselli, Ndoja, Lawson

RA: Sabatini, Tambone, Masciadri, Smith, Sgorbati

Stato di forma

Con la serie sul 2-0, i riflettori si spostano al PalaFiera di Forlì. Data l’indisponibilità del proprio Pala De Andrè, Ravenna è costretta a traslocare 30 chilometri a sud, tornando nel teatro che l’aveva vista trionfare nel primo turno contro Roma. Nei quarti di finale contro Verona invece la compagine romagnola aveva giocato a Faenza, ma il dover adattarsi a diversi campi “casalinghi” sembra il minore dei problemi al momento per la truppa di Martino. Nelle due sfide a Bologna la Virtus ha dominato in lungo e in largo su ogni aspetto del gioco, ben al di là di quanto possano testimoniare gli scarti finali. La Orasì non è mai stata realmente in grado di opporsi al gioco di Ramagli, con una squadra nel complesso apparsa con la lingua in terra e sempre fisicamente un passo indietro rispetto ai bolognesi. La maggiore profondità della Segafredo ha fatto il resto, con le seconde linee abili a non dare un attimo di respiro alle principali bocche da fuoco giallorosse una volta viste in difficoltà. Martino in conferenza ha detto di confidare sul calore del proprio pubblico per trovare nuove energie e una reazione, in quella che è a tutti gli effetti una partita da dentro fuori per i suoi ragazzi. Dall’altra parte Ramagli, dopo aver recuperato Umeh (botta all’anca per lui al termine di gara-2, ma che non ha portato grosse implicazioni) vuole proseguire questo momento da favola per eliminare al primo colpo Ravenna e approdare in finale con 9 giorni di anticipo sulla prima palla a due.

Scelta tattica

Martino prova a mischiare le carte dopo aver perso i primi due episodi sulla stessa onda: guadagna molti minuti Sgorbati, per usare Smith da “4” e Masciadri da “3”. Il quintetto viene così alzato di molto, andando spesso a giocare dentro il pitturato in attacco e ponendo un’alternativa vicina a canestro a Smith dopo i raddoppi di gara-2. In difesa tutto ciò si trasforma in una difesa arcigna del pitturato, concedendo qualcosa nel tiro pesante: finchè la Virtus ha faticato nel tiro da tre (1/18 nei primi 27′) Ravenna è riuscita a stare in partita: ma quando Bologna ha punito coi piedi oltre la linea (5/6 negli ultimi 13′) Martino non è riuscito a trovare alternative.

Ramagli dal canto suo non tocca nulla di quello che lo aveva portato fin qui: solito attacco coinvolgente, con la corsa che viene utilizzata solo nel primo quarto spingendo su Spissu. Gentile e Rosselli si alternano in regia, mentre il play sardo trova più spazio da guardia. Completano l’attacco sul perimetro Umeh e Ndoja, mentre sotto canestro si lascia più spazio possibile a Lawson, cercato spesso e volentieri a dominare vicino a canestro. In difesa la individuale rimane una costante, senza concedere spazio ai tiratori ravennati (2/14 da tre), con cambi sistematici e tentando di soffrire il meno possibile la verticalità di Smith.

La gara

Come in gara-2, Ravenna si affida a Masciadri in avvio. Il lungo ex-bianconero però viene limitato dalla difesa ospite, ed è Smith a trovare maggiori spazi. La Virtus però non si fa intimidire e con la velocità di Spissu attacca in contropiede e trova il vantaggio sull’ 8-11 dopo 6′. Da lì in avanti le difese salgono di tono e la tensione della partita fa sì che le percentuali crollino su entrambi i fronti, e lo 0/2 ai liberi di Ndoja al 10′ sono la fotografia del quarto. Alla prima pausa cosi il tabellone segna 15-15, con uno 0/11 da tre della Segafredo.

Nella seconda frazione Ravenna scatta meglio dai blocchi e rimette il naso avanti, fino al 21-15 del 14′ che costringe Ramagli al timeout. In uscita la Virtus riesce a muovere  di nuovo il proprio punteggio, ma la Orasì è padrona dell’inerzia e con la guida illuminata di Tambone (già 11 punti a metà) raggiunge la doppia cifra di vantaggio (33-23). Gentile trova due liberi nella spazzatura in chiusura di tempo, e all’intervallo Ravenna conduce per 33-25.

Dopo la pausa lunga Bologna alza l’intensità dietro e sfruttando Lawson recupera il gap in 3 minuti e impatta a quota 35, superando poi con la tripla di Ndoja. Martino chiama timeout e Ravenna trova prima di tutto solidità nella propria metà campo, prima di affidarsi a Smith per rispondere e andare sul 41-38 al 27′. Nel momento più complicato per Bologna, la Segafredo trova fortuna da lontano e dopo l’1/18 fin lì infila tre triple consecutive con Ndoja e Lawson (due volte) per ribaltare Ravenna e andare al 30′ sul 45-51.

Ancora Masciadri apre l’ultimo quarto e il 47-51 sembra ridare fiato al match. Ma la reazione degli ospiti è veemente e in due minuti la Virtus uccide il match: ancora da lontano Ndoja e Lawson allontano definitivamente Ravenna: al 35′ è 47-60 e la Orasì molla definitivamente la presa non avendo più energie per rispondere. Marks e Tambone sono gli ultimi a mollare, ma ormai il clima è di festa per i bianconeri e gli ultimi 3 minuti non regalano altre emozioni se non la botta a Umeh. Con anche i giovani in campo la sirena finale arriva sul 57-77, e per la Virtus significa finale.

Ravenna saluta i propri tifosi e si prepara alla programmazione estiva, dopo aver concluso un’annata trionfale andando oltre gli obiettivi preventivati ad inizio stagione. Il sogno della Segafredo invece continua, con la soddisfazione per i bolognesi di essere arrivati all’atto conclusivo della stagione, avendo messo dietro almeno 30 squadre da settembre in qua. Ora però arriva il momento topico, e per i bianconeri è grande la voglia di continuare a correre e non fermarsi adesso.

Svolta della partita

Quando il canestro di Masciadri sembrava poter ridare speranze ai padroni di casa, la Virtus ha affondato i denti nella carne ravennate, uccidendo la preda senza pietà. Parziale di 0-13 in due minuti e partita in ghiaccio. Da lì in poi la Orasì non ha più la forza di rispondere e cede di botto, chiudendo la propria stagione.

Migliori in campo

VBO: Kenny Lawson – 27 punti, 13 rimbalzi, 0 assist, 9/11 da 2, 2/4 da 3

Semplicemente dominante: immarcabile, incontenibile, torna a giocare vicino canestro e Ravenna non riesce a trovare contromisure. Anche 34 di valutazione, per il fattore con la “F” maiuscola della serie

RA: Matteo Tambone – 13 punti, 6 rimbalzi, 1 assist, 2/5 da 2, 1/5 da 3

Solite fiammate, ma anche una continuità che non si era vista nelle altre partite. Prova il disperato tentativo nel finale ed è l’ultimo a mollare.

Peggiori in campo

VBO: Gabriele Spizzichini – 0 punti, 0 rimbalzi, 0 assist, 0/0 da 2, 0/1 da 3

Solito ottimo contributo difensivo, la sua pressione sugli esterni è sempre fondamentale. Peccato davanti però fatichi più del solito, con anche 2 palle perse e -5 di valutazione.

RA: Gherardo Sabatini – 9 punti, 3 rimbalzi, 0 assist, 2/3 da 2, 1/5 da 3

Conclude nel peggiore dei modi una serie di sofferenza, dove ha sempre sofferto i diretti avversari. Ha provato a sfruttare la sua fisicità su Spissu, ma è l’unica arma che ha a sua disposizione. Nessun assist e progressivamente è uscito dalla partita come dalla serie, senza lasciare mai il segno.

Tabellini

Virtus Bologna: Spissu 6, Umeh 12, Gentile 10, Spizzichini 0, Ndoja 10, Rosselli 7 Michelori 2, Oxilia 2, Penna 0, Pajola n.e., Lawson 27, Bruttini 1.

Rimbalzi : 43 (Lawson 13)

Assist: 14 (Spissu, Rosselli e Umeh 4)

Basket Ravenna Pietro Manetti: Smith 12, Tambone 13, Raschi 4, Sabatini 9, Masciardi 4, Marks 9, Crusca 0, Scaccabarozzi 0, Chiumenti 2, Seck 2, Sgorbati 2

Rimbalzi: 23 (Tambone 6)

Assist: 7 (Chiumenti e Sgorbati 2)

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