La Virtus raggiunge Ravenna in semifinale: Roseto cade ancora in casa e dice addio al sogno

Serie A2 Recap

Visitroseto.it – Segafredo Bologna : 83-97

(19-26; 37-50; 65-74; 83-97)

Quintetti

RS: Roseto: Smith, Fultz, Amoroso, Sherrod, Casagrande

VBO: Spissu, Umeh, Rosselli, Ndoja, Lawson

Stato di forma

 

Dopo aver fatto saltare il PalaMaggetti alla prima occasione, la Virtus ha preso piena consapevolezza dei propri mezzi ed è conscia di essere padrona del proprio destino: se i bianconeri giocano senza timori reverenziali e con la qualità che è nelle loro corde, la superiorità tecnica emerge e questa Roseto non ha i mezzi per opporsi. Con questa ritrovata mentalità i bolognesi vogliono chiudere la serie già in abruzzo, per non dover tornare al PalaDozza con tutte le ripercussioni mentali del caso. Dall’ altro lato gli Sharks sanno di essere spalle al muro e con la spia della benzina accesa sul cruscotto di coach Di Paoloantonio, ma come sempre desiderano buttare il cuore oltre l’ostacolo e tentare di dare un’ altra gioia al pubblico di casa. Per fare ciò come in tutta la serie i biancoazzurri avranno il roster al completo (a parte Marini fuori da lungo tempo), e anche Bologna potrà mandare in campo tutte le proprie stelle senza remore: anche gli acciaccati Umeh e Spissu sono apparsi in miglioramento rispetto alle ultime settimane.

Scelta tattica

Di Paoloantonio non si fida più della sua zona che tanto aveva messo in difficoltà l’attacco bolognese, ma la sua difesa individuale viene superata ad ogni tentativo dalla Virtus con troppa facilità. Sui blocchi il cambio è sistematico e Spissu e Gentile non perdonano. Gli aiuti sono difficili e tardivi e il pitturato diventa territorio di dominio bianconero a differenza di quanto accaduto nelle prime due gare della serie. In attacco poi la solita giocata dell’isolamento in post di Amoroso viene letta bene dagli ospiti, e l’unica carta vincente in mano al coach ex-Teramo rimane lo sfruttamento della verticalità di Sherrod, letale vicino al ferro.

Ramagli ribalta come un calzino la serie in questa trasferta marchigiana e sicuramente sono i tanti accorgimenti tattici vincenti la chiave di questo doppio successo. Sul mortifero gioco in post di Amoroso, sul quale Ndoja e Lawson avevano più volte lamentato lo scarso aiuto, viene posto il raddoppio sistematico. Il diretto marcatore protegge l’area, mentre un aiuto arriva puntuale dalla linea di fondo pronto a coprire l’eventuale rollata verso canestro da quella direzione. Così facendo si scopre il fianco alle già citate penetrazioni in avvicinamento di Sherrod, ma il prezzo pagato vale la candela. Nella metà campo offensiva poi la Virtus brilla coi suoi soliti giochi: blocco immediato del “4” per il play (Ndoja e Rosselli per Spissu e Gentile) in modo da sfruttare il cambio difensivo e trafiggere l’area, in particolare con la velocità del play sardo.

La gara

La Virtus parte forte e con 6 punti immediati di Lawson prende il comando dalle prime battute. Roseto prova a rimanere in scia grazie alla verticalità di Sherrod, ma quando si sveglia Umeh (14 punti nel quarto) Bologna è implacabile e alla prima pausa è 19-26.

Nella seconda frazione la musica non cambia e, dopo due minuti di equilibrio, ci pensano due bombe di Gentile e Spissu a rompere gli indugi. I due play inaugurano un parziale di 0-8 che porta la Virtus al massimo vantaggio sul 26-42. Sempre con la zona e i recuperi a metà campo ottenuti forzando le palle perse dei rosetani, i ragazzi di Ramagli resistono alle fiammate di Fattori e tornano negli spogliatoi sopra 37-50. 

Dopo la pausa lunga Sherrod torna a fare malissimo alla retroguardia bianconera: Lawson non riesce a reggere i mezzi atletici del connazionale e gli aiuti faticano ad arrivare. Con l’ausilio di Fultz Roseto trova una continuità offensiva che era mancata nei precedenti 20′, ma in difesa la zona è sporadica (e puntualmente battuta) mentre la individuale viene superata con troppa facilità dai bianconeri. Così il divario non viene ricucito partendo da dietro, ma il rammendo lo piazza Smith con 8 punti in un amen, per andare all’ultimo timeout tecnico sul 65-74. 

L’ultima frazione vede ancora Sherrod e Smith a condurre Roseto, ma Gentile è una furia e rispondendo colpo su colpo ricaccia indietro i padroni di casa. Il canestro in allontanamento di Ndoja al 36′ per il 69-83 suona come il gong finale del match. Da lì in poi gli Sharks non riescono a rialzare la testa e a tornare sotto la doppia cifra di vantaggio, e gli ultimi 4 minuti sono una lunga passerella per i bianconeri. Finisce 83-97 con tutto il PalaMaggetti in piedi ad applaudire per l’ultima volta in stagione i propri beniamini.

Da domani si comincerà a parlare di Ravenna, di come sia la bestia nera della Virtus, l’unica insieme a Ferrara ad aver vinto entrambi gli scontri con i bianconeri in stagione. Ma oggi è il giorno di godersi il passaggio del turno e di applaudire Roseto, la quale ha dato tutto sul campo e non ha nulla da rimproverarsi. Gli abruzzesi concludono qui la loro corsa e mandano in archivio un’ annata straordinaria, andata oltre le più rosee aspettative. Per gli Sharks è tempo di programmazione, per cercare di ripetersi già dal prossimo ottobre.

Svolta della partita

Quando Roseto stava dando fondo alle proprie energie fisiche e mentali, quei 5 punti filati di Gentile, oltre alle splendide giocate per liberare i compagni (Ndoja su tutti), hanno definitivamente spento le speranze abruzzesi di rientrare in partita. L’inizio di ultimo periodo ha tagliato le gambe ai padroni di casa i quali ,scivolati di nuovo lontano, si sono visti costretti ad alzare bandiera bianca a 240 secondi dal termine

Migliori in campo

RS: Brendon Sherrod – 23 punti, 6 rimbalzi, 0 assist, 10/12 da 2, 0/1 da 3

Ha una sola sinfonia nel proprio spartito: ma se gli si chiede di suonarla e gli si danno gli strumenti giusti, la performance che ne esce è di primo livello. Il giovane centro americano domina sotto il canestro bianconero ed è l’unico a punire con continuità, sfruttando il proprio atletismo fuori dalla portata di qualunque avversario. Nota di merito anche per Smith, che seppur faticando al tiro, ha sempre risposto presente nei momenti più caldi.

VBO: Michael Umeh – 23 punti, 4 rimbalzi, 2 assist, 5/5 da 2, 3/6 da 3

Difficile porre un solo giocatore sul gradino più alto del podio nella serata bianconera, ma il nigeriano oggettivamente se lo merita. Al di là dei punti, a fare la differenza è la pulizia con i quali arrivano, con la guardia #3 che si riprende il ruolo di protagonista e da un calcio alle tante critiche (forse troppe) che gli erano piovute addosso. Superati i problemi fisici e le prove da mastino difensivo, non scorda il ruolo nella propria metà campo ma il ritrovato feeling col canestro è la notizia più lieta di questa vittoria bianconera. Già detto dell’importanza delle giocate di Gentile e Ndoja, una menzione d’onore va giustamente anche a Spissu, il quale risponde presente dopo giorni difficili.

Peggiori in campo

RS: Valerio Amoroso -7 punti, 6 rimbalzi,4 assist, 3/4 da 2, 0/4 da 3

Il bottino (già magro) arriva tutto nei minuti finali a babbo morto. Con evidente difficoltà fisica, stecca nella partita più importante della stagione non riuscendo ad ottenere le risposte volute dalle proprie gambe. Dopo una serie giocata da “americano vero”  con 18,7 punti di media nelle prime tre uscite, saluta il pubblico rosetano con una prestazione anonima.

VBO: Gabriele Spizzichini – 0 punti, 0 rimbalzi, 0 assist, 0/0 da 2, 0/1 da 3

In 10′ non riesce a incidere, tanta abnegazione e sofferenza.

Tabellini

Sharks Roseto: Smith 19, Fultz 12, Amoroso 7, Sherrod 23, Casagrande 5, Mei 3, Fattori 8, Piazza 0, Radonjic 3, D’Eustachio 2, Cantarini 0, D’Emilio 0.

Rimbalzi: 25 (Sherrod e Amoroso 6)

Assist: 13 (Fultz e Amoroso 4)

Virtus Bologna: Spissu 23, Umeh 23, Gentile 14, Spizzichini 0, Ndoja 12, Rosselli 5, Michelori 2, Oxilia n.e., Penna n.e., Lawson 13, Bruttini 5,

Rimbalzi: 30 (Lawson 8)

Assist: 10 (Spissu 3)

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