La Virtus Roma sparisce… E cosa sarà mai?

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Sarà che piove da una settimana e da queste parti non è una cosa così abituale. Sarà che questo tempo, se sei abituato alle belle giornate, t’intristisce. E sarà anche un luogo comune.

Sarà che ci avviciniamo a un Natale dimesso. Sarà che ci avviamo alla fine dell’anno peggiore che abbiamo vissuto. Sarà che ognuno di noi in questi mesi di riflessioni ne ha fatte tante. Così come sarà che ormai se non usi le metafore non sei nessuno. E sarà pure che l’associazione d’idee, il traslato, la correlazione delle immagini sono procedimenti di cui la mente umana non può fare a meno.

Sarà il fatto che ci colleghi i ricordi d’infanzia, che la prima volta che hai visto 10mila persone tutte insieme in una palazzetto ti sei messo a piangere per l’emozione. Sarà che eri abituato ai campetti di provincia e a 10 anni se ti portano al Pala Eur come fai a non commuoverti? Ovviamente sarà che la nostalgia del passato è una leva potentissima.

Poi sarà che hai avuto sempre una posizione privilegiata: né romano né tifoso, ma così vicino a Roma e al tifo da capire sia le ragioni del cuore sia quelle della razionalità. Sarà che c’è sempre stata e a lungo andare, come tutte le cose che ci sono sempre state, inizi a pensare che ci sarà sempre. E invece non è così. Sarà banale dirlo ma sarà pure che il 2020 ci ha fatto capire che niente è per sempre, che quello che davamo per scontato poi così scontato non lo è, che può accadere di tutto da un momento all’altro.

Sarà che lì intorno ci hai visto nascere amori di un’intensità pazzesca, hai visto gente innamorarsi in uno sguardo, vivere con una passione che è impossibile raccontare. Magari sarà pure che hai visto relazioni rifiorire, altre toccare il loro apice. Sarà che hai visto dimenticarsi tutto in un attimo e tornare a volersi bene come prima. Sarà che ha fatto da sfondo ad amicizie vere e sincere. E poi sarà che hai visto tutto spegnersi.

Sarà che hai visto la speranza di un nuovo corso, di una nuova passione alimentarsi e scemare del tutto nel giro di pochi mesi. E sarà che sono state fatte tante false promesse, così come una serie di errori madornali. Sarà che hai visto gente ancorarsi al passato nella speranza di un futuro che viene puntualmente disilluso e che non ci sarà mai.

Sarà che hai sentito parlare di successi e gioie incredibili e indelebili. Sarà che quando non hai un futuro tendi a dimenticarti presto anche del passato. Sarà che negli anni d’oro c’è sempre stato qualcuno più forte, più completo, più potente. Arrivarci spesso vicino, perennemente secondo, pensare di continuo al centesimo mancato per fare la lira sarà pure frustrante ma ha un fascino un po’ sadico e indescrivibile.

E sarà pure che “Roma è Roma”, ma magari sarà pure che una metropoli, per tanti aspetti, può essere pervasa da un provincialismo tanto dannoso quanto radicato. Ma sarà anche che per uno che guarda il cielo e piange ce ne sono dieci che sorridono pure senza il sole. E forse sarà che c’è sempre stata troppa litigiosità. E probabilmente sarà che tutti questi campanili non fanno bene a nessuno. Sarà pure che si parla di eredità senza aver ancora messo i chiodi sulla bara. E questa è (non sarà) una cosa tristissima, così come il fatto di seppellire un cadavere senza fargli un funerale.

Sarà che prima o poi i nodi vengono al pettine, che quando arriva una crisi si pagano tutti gli sbagli precedenti. Sarà pure che 20 anni senza aver creato un palasport, un campo d’allenamento, una struttura societaria solida e un settore giovanile non sono cose normali.

Sarà che non si può vivere per sempre di ricordi, ma quanto è dura andare avanti senza un’alternativa. E sarà che quando le cose finiscono, te ne fanno tornare in mente tante altre che sono già finite.

Sarà una città difficile. Sarà un ambiente particolare con tante squadre di quartiere. Sarà che il calcio si mangia tutta l’attenzione. E sarà che ci sono stati tanti errori, anche nel passato recente. Magari sarà pure meglio sparire che continuare a vivere in agonia. Sarà colpa di uno, di tanti, delle istituzioni. Forse invece sarà un po’ colpa di tutti.

Sarà che i sentimenti, ormai, hanno poco valore, specialmente senza soldi e a maggior ragione se quei sentimenti sono di pochi. E magari ci sarà pure qualcuno che la farà risorgere dalle ceneri. Ma sarà pure che se la prima squadra della capitale sparisce così, abbiamo perso tutti.

Ma fondamentalmente sarà che quello che è stato, non sarà più.

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