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L’abbraccio commovente, il pugno di Green, le parole di Kerr: Golden State, è la fine di un’era?

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La sconfitta nel play-in con i Phoenix Suns potrebbe essere stata l’ultima gara della dinastia dei Golden State Warriors.

Una sfida dominata dai Suns, con uno Stephen Curry insolitamente impreciso che ha chiuso a 17 punti ma con 4/16 dal campo. Si conclude con un pugno allo stomaco di Draymond Green a Devin Booker e con una scena commovente durante la review. Il coach, Steve Kerr, abbraccia i suoi due veterani, Curry e Green, dicendo: “Non so cosa succederà adesso ma vi voglio un bene dell’anima”.

Parole che sanno di addio e di chiusura di un ciclo che ha segnato la storia di questo sport. Il contratto di Kerr è in scadenza, Green ha una player option da 26 milioni per la prossima stagione, troppo pesante per la casse della franchigia: se decidesse di esercitarla, verrebbe con tutta probabilità scambiato. Curry sembra l’unico sicuro di rimanere con un accordo da 62 milioni per il prossimo anno ma è possibile che il volto di Golden State sia molto diverso nel prossimo futuro. Anche perché in casa Warriors non ci sono in portafoglio contratti a lungo termine, cosa che di certo comporta delle riflessioni all’interno della dirigenza.

Le parole di Kerr in conferenza stampa sono parse interlocutorie.

Mi prenderò un paio di settimane di riposo e poi parlerò con la proprietà. C’è sempre stato un ottimo rapporto fra di noi, parleremo delle rispettive ambizioni e prenderemo una decisione condivisa ma non so ancora cosa succederà. Amo ancora allenare ma so che questo lavoro ha una data di scadenza. Ci sono cicli che si esauriscono e a volte c’è bisogno di nuova linfa. Se fosse questo il caso, sarei grato per aver avuto l’incredibile opportunità di allenare Steph, Dray e tutto il gruppo davanti a questi tifosi.

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