Lance Stephenson si difende: “Non sono affatto un cattivo compagno”

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Tra il Lance Stephenson visto nell’ultimo anno con la maglia degli Indiana Pacers e quello della scorsa stagione con gli Charlotte Hornets c’è un abisso. Ora Born Ready, in maglia Los Angeles Clippers da fine Giugno, dovrà dimostrare che la parentesi in South Carolina è stata solo un incidente di percorso, lo farà con il ruolo di sesto uomo sulle spalle, lo stesso che aveva ai Pacers. In quella squadra, Stephenson era visto come la testa calda, quando Roy Hibbert, nella seconda parte della stagione 2013-14, era improvvisamente calato di rendimento, molti avevano dato parte delle colpe a lui.

Molti si ricorderanno altri episodi, ad esempio il soffio nell’orecchio di Lebron James ai Playoffs 2014, che hanno contribuito a creare la reputazione di cattivo-ragazzo, calzata a pennello dal giocatore. Tra qualche settimana i Clippers riprenderanno le attività, con qualche volto nuovo e davanti un anno in cui punteranno ancora più in alto che lo scorso, ma Stephenson non vuole essere visto come uno spacca-spogliatoi, come ha spiegato al Los Angeles Times:

Ho una missione quest’anno. Sono in missione per fare grandi cose. Voglio dire, molte persone dubitano di me e dicono che sono un cattivo compagno di squadra. Non c’è però nulla di vero in tutto questo, quindi lo dimostrerò a tutti e giocherò duro. La gente che guarda semplicemente la partita dice “Ehi, Stephenson è un cattivo ragazzo perché urla ai suoi compagni”. Ma sia io che i miei compagni capiamo da dove arrivo. Ai Clippers mancava un duro che non si tira indietro davanti a nulla.

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