L’annuncio shock di David Blatt: “Ho la sclerosi multipla”

Coppe Europee Home NBA News

Un fulmine a ciel sereno. Una di quelle notizie che non si vorrebbero mai leggere. A darla è il diretto interessato, David Blatt, attraverso una struggente lettera pubblicata sul sito dell’Olympiacos, sua squadra attuale. Parole dirette, che trasmettono forza, dignità ed eleganza, caratteristiche che finora Blatt aveva sempre mostrato dentro e fuori dal campo. Partendo dall’esperienza alla Benetton Treviso con scudetto e Coppa Italia, passando per la vittoria dell’Eurolega con il Maccabi e le Finals NBA ottenute alla guida dei Cleveland Cavaliers. Adesso la partita più difficie, quella contro la PPMS, una forma di sclerosi progressiva primaria contro la quale Blatt ha già iniziato a combattere.

Questo un estratto delle sue parole, tradotte dalla lettera apparsa sul sito dei Reds del Pireo.

La vita ti butta addosso cose che non riesci a spiegarti, apparentemente senza logica, momenti che mettono alla prova il tuo carattere. Qualche mese fa mi è stata diagnosticata una sclerosi a placche progressiva primaria (PPMS), una malattia che si manifesta in diversi modi, attaccando il sistema immunitario e cambiando la tua vita anche nelle azioni più semplici. All’inizio ho faticato ad accettarlo ma ho deciso di non indietreggiare minimamente ma avrei cercato il modo per continuare a vivere nel modo più normale possibile. Mi sono rifatto alla mia filosofia di allenatore: 1) Qual è il problema? 2) Come è nato? 3) Come posso risolverlo?
La PPMS alla mia età generà debolezza nelle gambe, fatica e perdita d’equilibrio. Ho iniziato una serie di esercizi per provare a reagire meglio agli spasmi muscolari, chiedo tantissimo a me stesso per riuscirci. Non c’è una spiegazione sul perché è successo, devo solo accettarlo e combattere, è facile deprimersi in questa lotta senza fine: non esistono cure ma la malattia non è mortale. Servono coraggio, forza e determinazione ma anche un piano di battaglia, spirito di adattamento e gente con cui condividere questo problema, per cercare aiuto senza nascondermi. La mia vita è cambiata ma io sono sempre lo stesso, non sono il tipo che si piange addosso e chi mi sta vicino me lo ricorda nei momenti di sconforto. Mi mancano alcune capacità ma non cambia il mio modo di lavorare, sono fortunato perché ho un ottimo staff medico che mi segue oltre a una dirigenza che ha accettato la mia malattia e mi supporta. Lamentarsi è uno spreco di energie: chiedo ai miei giocatori di essere sempre la miglior versione di loro stessi, io devo fare altrettanto con me stesso. John Wooden disse: “Le cose vanno bene quando si fa il massimo per farle andare bene”. La mia malattia non è uno scherzo ma c’è chi sta peggio. Voglio essere un esempio continuando a vivere al meglio senza mollare mai.

 

  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.