Le 10 migliori prestazioni individuali della decade in NBA

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Per la fine del 2019 e l’arrivo del 2020, con la fine di una decade, abbiamo deciso di raccogliere e classificare le migliori 10 prestazioni individuali degli ultimi 10 anni di NBA. Metterle in un ordine preciso non è stato semplice, e sicuramente qualche posizione potrà essere scambiata a seconda dei gusti e delle percezioni personali. E’ però innegabile che, in qualsiasi ordine vogliate metterle, queste siano le 10 gare individuali che hanno segnato la decade, con una menzione d’onore per i 62 punti di Carmelo Anthony contro Charlotte nel gennaio 2014, quando l’ex stella dei New York Knicks tirò col 66% dal campo (23/35 e 6/11 da tre punti), catturando anche 13 rimbalzi.

 

10 – Kobe Bryant, 60 punti il 14 aprile 2016 contro Utah

Come lasciare il basket con stile: nella sua ultima partita in carriera, nella festa dello Staples Center nonostante una stagione più che negativa, Kobe Bryant segnava 60 punti, a pari-merito la quinta miglior prestazione realizzativa personale. Il decimo posto è presto spiegato: la gara va presa con le cosiddette pinze, Kobe si prese 50 tiri, segnandone 22, e 21 triple, giocando l’ultima partita stagionale contro una squadra già fuori dai Playoffs e volontariamente concentrando l’attenzione su sé stesso. Resta comunque probabilmente la miglior partita d’addio mai giocata.

 

9 – Isaiah Thomas, 53 punti in Gara-2 delle Conference Semifinals 2017 contro Washington

In questa gara c’è molto di più dei 53 punti, che comunque sono la 15° migliore prestazione di sempre ai Playoffs. Quella gara arrivava dopo il funerale della sorella di Thomas, Chyna, morta proprio prima dell’inizio della serie del primo turno contro i Bulls in un incidente stradale. IT aveva giocato il primo turno contro Chicago, vinto per 4-2, era volato a Tacoma per il funerale della sorella prima delle Conference Semifinals e alla fine era sceso regolarmente in campo in Gara-1 contro Washington, segnando 33 punti. Due giorni dopo, in Gara-2, Thomas sfoderava il proprio career-high dedicandolo, ovviamente, tutto a Chyna.

 

8 – Russell Westbrook, 20 punti, 20 rimbalzi e 21 assist il 3 aprile 2019 contro i Lakers

Probabilmente tra quelle in classifica si tratta della dimostrazione di forza “volontaria” (intesa come pianificata) più mastodontica. Pochi giorni dopo la scomparsa del rapper e amico Nipsey Hussle, Westbrook realizza una tripla-doppia mai vista nella storia NBA, oltre che pareggiare il career-high in rimbalzi. La dedica è, ovviamente per Nipsey: 20+20+20 fa 60, un rimando ai Rollin 60’s Neighborhood Crips, gang di Los Angeles a cui era affiliato.

 

7 – Damian Lillard, 50 punti e game-winner in Gara-5 del Primo Turno di Playoffs 2019 contro Oklahoma City

La partita di Lillard contro OKC ha tutto: 50 punti (una delle 38 volte nella storia NBA che qualcuno ha segnato così tanto ai Playoffs), 10 triple segnate, 7 rimbalzi, 6 assist, la pressione della post-season, un game-winner per chiudere la serie sul 4-1 in favore della sua Portland e il saluto a Russell Westbrook al termine della gara, atto conclusivo di una rivalità dentro e fuori dal campo che aveva caratterizzato anche le precedenti sfide.

 

6 – James Harden, 60 punti in 31′ il 1 dicembre 2019 contro Atlanta

La prestazione di Harden contro gli Hawks è la più recente in classifica, e forse anche quella passata più in sordina. Un po’ perché il Barba ci ha abituati a segnare anche 40, 50 o 60 punti molto frequentemente, un po’ perché si tratta di stagione regolare. Questi 60 punti sono però un dato clamoroso perché arrivati in tre quarti giocati, appena 31′: dopo diversi anni parliamo ancora dei 62 in tre quarti di Kobe Bryant contro Dallas, questa gara di Harden è sullo stesso livello.

 

5 – LeBron James, 51 punti in Gara-1 delle Finals 2018 contro Golden State

In tanti si ricorderanno Gara-1 delle Finals 2018 come la partita in cui JR Smith gettò alle ortiche una possibile vittoria di Cleveland alla Oracle Arena per aprire la serie. In pochi, forse, hanno in mente quello che LeBron James era riuscito comunque a fare fino a quel punto. Il Re chiuse quella partita con 51 punti, quinto dato di sempre in una gara di finale, su 114 di squadra e aggiungendo 8 rimbalzi e 8 assist con 19/32 al tiro. Se Smith avesse tirato sul rimbalzo offensivo e i Cavs avessero vinto quella partita, in questa classifica quella prestazione di James sarebbe potuta essere anche più in alto. Resta probabilmente il più grandioso losing effort della storia dei Playoffs NBA.

 

4 – Steph Curry, 33 punti (tutti nel secondo tempo) in Gara-6 delle Conference Semifinals 2019 contro Houston

Privi di Kevin Durant, i Golden State Warriors erano arrivati alla serie contro i Rockets con tanti dubbi. Dubbi accentuati dal fatto che, dopo quattro partite, la serie si trovasse sul 2-2 con l’inerzia tutta dalla parte di Houston. Gli Warriors erano riusciti a vincere poi Gara-5 e avevano la possibilità di chiudere la sfida in Texas. Curry in quella serie, e in generale in quei Playoffs, aveva avuto diverse difficoltà e stava tirando col 38% dal campo, bersagliato dalle critiche che lo accusavano di non rendere sufficientemente bene quando contasse. Come se non bastasse, Curry aveva chiuso il primo tempo di Gara-6 con 0 punti, la prima volta che gli accadeva in carriera nella post-season, e il risultato era di 57-57 all’intervallo. Nessuno poteva prevedere quel che sarebbe successo: un secondo tempo da 33 punti che ha alla fine consegnato la gara e le Finali di Conference agli Warriors.

 

3 – LeBron James, 45 punti, 15 rimbalzi e 5 assist in Gara-6 delle Conference Finals 2012 contro Boston

C’è chi la considera la gara migliore disputata da LeBron fino ad allora, al suo secondo anno con i Miami Heat e reduce dalle deludentissime Finals dell’anno prima. In quella partita James non pareggiò soltanto la serie contro Boston, nella quale Miami era sotto 3-2 e con le spalle al muro al TD Garden, ma sostanzialmente sconfisse definitivamente il suo passato, battendo la squadra che lo aveva sempre messo in crisi a Cleveland e con la quale si era instaurata una certa rivalità. LeBron non si limitò a dominare, distrusse i biancoverdi scaricando tutta la rabbia e la frustrazione degli anni passati, fino a sfoderare questo sguardo.

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2 – Devin Booker, 70 punti il 24 marzo 2017 contro Boston

Sì, è arrivata in una sconfitta. Ma quella di Devin Booker resta la migliore prestazione a livello di punti dell’intera decade NBA. E’ in quella serata primaverile del TD Garden che la guardia dei Phoenix Suns, allora al secondo anno nella Lega, fece conoscere il proprio nome al mondo intero. Oltre ai punti per Booker ci furono anche 8 rimbalzi e 6 assist in 45′, il tutto tirando 21/40 (oltre il 52%) dal campo.

 

1 – Klay Thompson, 60 punti in 29′ il 5 dicembre 2016 contro Indiana

Non è la prestazione realizzativa più alta in questa classifica, ma quello che riuscì a fare Klay Thompson quella sera di dicembre contro i Pacers è qualcosa che difficilmente si rivedrà nella storia NBA. I 60 punti segnati in 29′ fanno già un certo effetto, che viene amplificato a dismisura se si pensa che la guardia dei Golden State Warriors ci riuscì con appena 11 palleggi TOTALI. Il tutto con percentuali irreali: 21/33 dal campo, un 63% abbondante, e  8/13 da tre punti. Un vero e proprio clinic di tiro.

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