Le 10 peggiori prestazioni individuali della decade in NBA

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Un paio di giorni fa abbiamo provato a stilare la Top 10 delle prestazioni individuali in NBA della decade che va dal 2010 al 2019. Oggi abbiamo provato a fare l’opposto: una Flop 10, con le peggiori gare giocate nella Lega, soprattutto nei Playoffs, di questa decade che sta per concludersi.

Anche qui va fatta una nota: è impossibile determinare oggettivamente se una partita sia davvero, oggettivamente, peggiore di un’altra. Per ordinare queste 10 sfortunate posizioni abbiamo tenuto a mente il ruolo del giocatore, la partita in questione e il palcoscenico sul quale è andata in scena.

10 – Joel Embiid contro Toronto il 26 novembre 2019

Stats line: 0 punti, 13 rimbalzi, 2 assist, 5 falli commessi, 0/11 dal campo, 0/4 da tre punti, 0/3 ai liberi

E’ l’unica gara di questa classifica che appartiene alla stagione regolare, ma il disastro del camerunese contro i Raptors all’inizio di questa stagione meritava senza dubbio menzione. Nemmeno un tiro dal campo segnato in 32′, 5 falli, annullato dal “vecchietto” Marc Gasol e autore di quella che, finora, è sicuramente la sua peggiore prestazione della carriera. Un paio di giorni dopo, Embiid ha risposto comunque presente: 33 punti e la vittoria contro Sacramento.

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9 – Kyle Lowry contro Orlando, Gara-1 del Primo Turno di Playoffs, 13 aprile 2019

Stats line: 0 punti, 7 rimbalzi, 8 assist, 2 palle perse, 0/7 al tiro, 0/6 da tre punti, 0/2 ai liberi

Per fortuna dei Raptors, il buongiorno non si vide dal mattino nei Playoffs 2019, e anche per fortuna di Lowry, che non iniziò la post-season in maniera impeccabile. La lista degli insuccessi del playmaker di Toronto nei Playoffs è molto lunga, ma forse questo, per com’è alla fine andata, rimane il peggiore dal punto di vista personale ma anche il più dolce da ricordare. Quella partita i Raptors comunque la persero in casa, andando sotto 0-1 nella serie contro i Magic, #8 seed, e Lowry si prese anche il buzzer beater in faccia da DJ Augustin.

 

8 – Trevor Ariza contro Golden State, Gara-7 delle Conference Finals, 29 maggio 2018

Stats line: 0 punti, 7 rimbalzi, 2 assist, 4 falli commessi, 0/12 al tiro, 0/9 da tre punti

Si tratta comunque di un role player dal quale non ci si aspettava il trentello che avrebbe trascinato Houston alle Finals, ma è abbastanza corretto dire che quella gara, ad oggi il momento in cui questi Rockets sono arrivati più vicini all’anello, sia stata indirizzata in favore degli Warriors anche dalla disastrosa partita giocata da Ariza. Nemmeno un tiro segnato, 0 punti, 0/9 da tre punti, 4 falli commessi e Golden State volò verso il suo terzo titolo in quattro anni.

 

7 – Roy Hibbert contro Washington, Gara-1 delle Conference Semifinals, 6 maggio 2014

Stats line: 0 punti, 0 rimbalzi, 1 assist, 5 falli commessi, 2 palle perse, 0/2 al tiro

In pochi forse se lo ricorderanno, ma Hibbert in carriera è stato anche due volte All Star. La seconda fu quell’anno: come centro difensivo degli Indiana Pacers che rivaleggiavano con Miami per le Finals. In Gara-1 delle semifinali di quell’anno, dopo una serie disastrosa contro Atlanta, per Hibbert arrivò un nuovo crollo all’interno di Playoffs giocati indegnamente in toto. Gli 0 punti di quella sera sarebbero poi stati una delle quattro volte in cui il lungo avrebbe chiuso una partita di post-season senza segnare, quell’anno: in più anche 0 rimbalzi, qualcosa che gli era già successo in Gara-5 del primo turno contro gli Hawks. Inutile dire che non è mai capitato, né prima di lui né dopo, che un All Star “in carica” ci riuscisse. Un dato che fa ancora più effetto se si pensa che Hibbert è alto 218 centimetri.

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6 – DeMar DeRozan contro Cleveland, Gara-2 delle Conference Finals, 4 maggio 2017

Stats line: 5 punti, 3 rimbalzi, 3 assist, 2/11 al tiro, 1/3 ai liberi

La carriera di DeRozan è costellata di pessime prestazioni nei Playoffs, ma questa è probabilmente la peggiore: sia per come andò quella partita, sia per la sua importanza all’interno della serie di Conference Finals contro i Cavs di James. Dopo aver dato battaglia in Gara-1, perdendo, le speranze dei Raptors si infransero su un inguardabile DeRozan che, da leader offensivo dei canadesi, tirò poco e anche male, condannandoli ad un -22 che uccise il loro morale.

 

5 – JR Smith contro Golden State, Gara-1 delle Finals, 1 giugno 2018

Stats line: 10 punti, 6 rimbalzi, 2 assist, 3/10 al tiro, 2/6 da tre punti, 2/2 ai liberi

A leggere le statistiche, non sembrerebbe nemmeno una brutta partita per Smith, un role player che si è sempre limitato a colpire dall’arco con buona precisione. Tutti però ricorderanno cosa fece JR sul possesso decisivo che avrebbe potuto consegnare Gara-1 a Cleveland alla Oracle Arena: la guardia di Cleveland, invece di un facile layup da sotto su rimbalzo offensivo con la situazione in parità, non si rese conto del punteggio e scattò dietro l’arco, mandando sostanzialmente la partita al supplementare, dove prevalsero gli Warriors (che alla fine vinsero anche la serie con uno sweep). I tentativi di giustificazione di Smith nel corso dei mesi successivi sono stati molteplici, ma resta probabilmente il più grande blooper della storia NBA, soprattutto per importanza.

 

4 – Paul George contro Utah, Gara-6 del Primo Turno dei Playoffs, 28 aprile 2018

Stats line: 5 punti, 3 rimbalzi, 8 assist, 3 falli commessi, 6 palle perse, 2/16 al tiro, 0/6 da tre punti, 1/2 ai liberi

La disastrosa gara di George iniziò a gettare ombre su di lui, ombre che si sarebbero trasformate in vere e proprio accuse di poca incisività l’anno dopo, in seguito ad un’altra eliminazione al primo turno contro Portland. Qui però PG fece peggio: innanzitutto era una Gara-6 decisiva, e poi l’All Star fu davvero impalpabile, non si limitò a tirare male. Gli 8 assist possono sembrare una nota lieta, ma se si pensa anche alle 6 palle perse alla fine il tutto venne vanificato. Ovviamente i Thunder persero la gara e vennero eliminati al primo turno da Utah.

 

3 – James Harden contro Golden State, Gara-5 delle Conference Finals, 28 maggio 2015

Stats line: 14 punti, 6 rimbalzi, 5 assist, 5 falli commessi, 12 palle perse, 2/11 al tiro, 0/3 da tre punti, 10/13 ai liberi

Probabilmente l’origine delle critiche che tuttora vengono rivolte ad Harden per scarsa affidabilità nei Playoffs. I suoi Rockets erano sotto 3-1 nella serie contro gli Warriors e ad un passo dall’eliminazione, serviva una sua eroica prestazione per trascinare la serie a Gara-6, invece il Barba fallì miseramente. Già qualche giorno prima, in Gara-3, il #13 di Houston aveva fatto molto male: qui riuscì a fare peggio, stabilendo anche il nuovo record per palle perse in una gara di Playoffs. I Rockets persero la partita e la serie per 4-1.

 

2 – Ray Allen contro i LA Lakers, Gara-3 delle Finals, 9 giugno 2010

Stats line: 2 punti, 4 rimbalzi, 2 assist, 0/13 al tiro, 0/8 da tre punti, 2/2 ai liberi

Allen era reduce da 32 punti con 8 triple segnate un paio di giorni prima, nella gara che i Celtics avevano strappato allo Staples Center. Nel match successivo che poteva portare l’inerzia tutta dalla parte dei biancoverdi, Jesus Shuttlesworth steccò clamorosamente: solo 2 punti, nessun tiro dal campo segnato su 13 tentativi. Gli sforzi di Garnett e Pierce vennero vanificati da quella che verrà ricordata come la peggior partita mai giocata da Allen per rapporto qualità/importanza: con la vittoria in Gara-3, i Lakers si portarono sul 2-1 e vinsero alla fine il titolo in Gara-7.

 

1 – LeBron James contro Dallas, Gara-4 delle Finals, 8 giugno 2011

Stats line: 8 punti, 9 rimbalzi, 7 assist, 4 falli commessi, 4 palle perse, 3/11 al tiro, 0/3 da tre punti, 2/4 ai liberi

Riuscite a immaginare, nel 2020, un LeBron James autore di appena 8 punti in una partita delle Finals? Per giunta con 11 tiri presi? No, oggi è impossibile. E anche all’epoca, a dire la verità, visto che nonostante non fosse mai riuscito ad agguantare il titolo, individualmente ai Playoffs aveva dominato. Invece, giunto alla sua seconda apparizione alle Finals, la prima con Miami, LeBron giocò la peggior serie della propria carriera. Ancora, riuscite a immaginare James mantenere appena 17.8 punti di media in una serie finale di 6 partite? E’ quello che fece nel 2011, con l’apice raggiunto nella Gara-4 che permise a Dallas di pareggiare sul 2-2. Inutile dire che 8 punti, LeBron, poi non li ha mai più segnati fino ad oggi. Ma questo non fa altro che aggiungere peso alla prestazione di quell’inizio giugno che gratificò tutti gli haters “nati” qualche mese prima dopo The Decision.

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