Le pagelle del derby: Goudelock MVP, Culpepper eroe tradito sul più bello

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In una giornata da derby, la classica storica tra Cantù e Milano, rivincita degli ultimi quarti di finale di Coppa Italia, ha regalato emozioni e grandi giocate. Uno spettacolo tale da meritare le nostre pagelle. Di seguito, dunque, giudizi e valutazioni per tutti i protagonisti scesi in campo:

 

RED OCTOBER CANTU’

Cournooh 5: vivacchia per il campo senza colpo ferire. Le prestazioni degli esterni milanesi viaggiano a un livello che sembra sin troppo alto per lui.

Culpepper 7,5: il suo mix di tecnica e atletismo rende complicata la vita a Milano finché possibile. Tira splendidamente dal campo, sia nel pitturato che dietro l’arco, assumendosi responsabilità coraggiose e impendendo che la difesa di Milano possa battezzargli un solo aspetto del suo gioco. La caviglia lo tradisce sadicamente sul più bello.

Chappell 5,5: dei leader canturini è quello che finisce col tradire le attese. Prova più volte a scuotersi, ma senza mai trovare la necessaria continuità. Lascia la guida del tentativo di rimonta ai suoi più trascinanti compagni.

Burns 7: partita di clamorosa intelligenza e sostanza del lungo della nostra Nazionale. Non ruba particolarmente gli sguardi, ma il suo personale tabellino a fine partita recita 16 punti con 7/11 dal campo e 8 rimbalzi. Contributo innegabile e a tutto tondo.

Thomas 6,5: solidità solita da 17 punti e 8 rimbalzi. La lotta sotto le plance con Gudaitis lo stimola e lo pungola, soprattutto sul finale, quando diventa uno dei protagonisti della disperata rincorsa finale. Una volta lo aiuta la tabella in maniera fortunata, ma poco dopo l’insensatezza del suo tiro si conclude con un logico nulla di fatto. Resta eroe a metà.

Smith 7: la sua visione supporta Cantù per molto tempo ma, quando essa inizia a non poter più bastare, comincia a mettersi in proprio per procurarsi falli e punti in quantità abbondante. La sua missione sembra poter avere esito positivo, ma fallisce clamorosamente due liberi che avrebbero avvicinato sensibilmente i meneghini a poco dalla sirena conclusiva. Perdersi sul più bello (seppur con tanto onore).

Ellis 5: giocatore in continua difficoltà. I diretti avversari di Milano sembrano sempre poter avere il sopravvento su di lui, sia nella metà campo offensiva che in quella difensiva. Appare decisamente fuori contesto per la maggior parte del match.

Allenatore, Sodini 6,5: sogna il secondo exploit dopo quello di Coppa, ma in questo derby è costretto a vivere soprattutto di continua e affannata rincorsa. Quando il traguardo sembra avvicinarsi, un infortunio colpisce il suo miglior giocatore. Segnali di una serata ammirevole, ma che non basta a diventare, di nuovo, eroica.

 

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO

Goudelock 7,5: l’indiscutibile MVP della serata. Il duello con Culpepper è appassionante e un’ulteriore sfida nella sfida, ma lui, seppur dimostrandosi ancora più accentratore, lo vince segnando con talento, caparbietà e coraggio i canestri che ammazzano il match sul finale. Una produzione continua di gesti tecnici a volte senza troppa logica, ma eccitanti nel loro essere determinanti e complessi al tempo stesso.

Jerrells 6,5: al netto di qualche solita forzatura dovuta alla fretta di strafare, riesce a incidere sul match portando punti preziosi dalla panchina e anche aiuto a Goudelock e Cinciarini in fase di gestione di ritmi e possessi. Versione gregario di qualità.

Cinciarini 7: Pianigiani si fida sempre più di lui e il capitano, in versione ex, lo ricambia con una partita di un’affidabilità pazzesca, anche nei momenti più delicati. Smazza 8 assist, segna 11 punti con percentuali illibate e offre pure un contributo a rimbalzo. La sua gestione dei momenti è inoltre pressoché indiscutibile.

Bertans 6: non un grande impatto nel primo tempo, ma nella ripresa Piangiani lo rimanda in campo in un momento di crisi e il lettone lo ripaga con qualche canestro utile a ricacciare indietro la furia nemica.

Abass 6: il grande ex di serata, data l’assenza di Micov, parte in quintetto e porta a casa il proprio compitino, senza particolari intuizioni o grossolani demeriti. Come si suol dire, niente infamia e niente lode.

Kuzminskas 6,5: impatto gigantesco nel secondo quarto, con punti spalle a canestro, al tiro da fuori e anche qualche piacevole assistenza. Come spesso gli è accaduto finora, si affloscia alla distanza dopo il primo ritorno in panchina.

M’Baye 5,5: partita fotocopia di tante sue altre in questa stagione. Inizio non male, con precisione e personalità al tiro, prima di un eclissi costante e che lo tiene in panchina nei momenti caldi.

Tarczewski 5,5: l’americano ha i soliti problemi nel contenere e disciplinare un’energia che, seppur utile nelle fasi di gioco, lo obbliga a problemi di falli che lo estromettono dal cuore del derby.

Gudaitis 7,5: un gigante. Il lituano, in alcuni momenti, sembra gravitare su un livello irraggiungibile per gli altri giocatori che condividono con lui parquet e minuti. Un cavallo di razza che andrebbe sfruttato meglio e più a lungo, ma ciò che gli arriva basta a imprimere il proprio segno indelebile sulla sfida.

Allenatore, Pianigiani 6,5: buona gestione delle rotazioni e dei momenti del match. Cavalca la vena di Goudelock e riesce a ottenere contributi da quasi tutti i giocatori interpellati e messi alla prova. Può dirsi soddisfatto.

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