Le pagelle di Fenerbahce-Milano: Nunnally da comparsa a leader, che bravo Fontecchio!

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fontecchio milano
Dopo un incubo durato ben 8 partite, Milano è tornata almeno a mettere sul parquet la voglia, la determinazione, la dignità e l’orgoglio. Incredibile come una prestazione simile sia dovuta arrivare solo dopo aver raschiato il fondo del parile per lunghe settimane. Nonostante la sconfitta ciò significherà un’inversione di rotta? Ce lo auguriamo. Nel frattempo, ecco i voti della partita conclusa poco fa:

OLIMPIA MILANO

Hickman 7: le 6 palle perse sono state forse troppe, ma rappresentano anche il tentativo dell’ex del match di imporre la propria leadership sul campo. In alcuni frangenti carica il gruppo sulle proprie spalle, con giocate magari anche forzate, ma che rappresentano energia vitale per i compagni. Avrebbe meritato spazio nel finale?

Kalnietis 7: un primo tempo da 18 punti con percentuali stellari sembrava il preludio a qualcosa di sensazionale, ma nella ripresa arrivano solo due punti, peraltro solo dalla lunetta. Lo spogliatoio lo avrà raffreddato: un peccato, visto che nel finale regala una palla letale a Nunnally e si vede sputare fuori una tripla che avrebbe riaperto la sfida con pochi secondi da giocare.

Cinciarini 6: un bel canestro e tanta concretezza per non correre il rischio di sbagliare. Non sfigura, ma Kalnietis e Hickman erano in una serata di grazia talmente elevata da non poter state troppi minuti in panchina.

Simon 5: la delusione della serata, seppur preventivabile dato il rientro dopo lo stop obbligato di due settimane. Si mette subito in moto con una tripla, ma essa rimane l’unico spunto di una gara incolore e infelice. In difesa si rivela l’anello debole più vistoso della catena creata da Repesa.

Dragic 5: incapace di dosare l’energia che tenta di mettere in campo, ha problemi di falli sia nel primo che nel secondo tempo. Una tripla in apertura di terzo periodo è illusoria di un contributo più continuo che di fatto non arriva mai. Più caos che altro, ancora.

Abass 5: a differenza di un ottimo Fontecchio, gioca con smisurata timidezza e senza incidere. Ancora alle prese con il periodo di involuzione che ora lo sta attanagliando da un po’ troppo tempo. Milano si è ripresa, forse, lui no.

Fontecchio 7: commovente, o forse semplicemente la dimostrazione di come l’abnegazione e l’impegno col tempo possano portare a raggiungere possibilità insperate fino a poco tempo fa. Si fa trovare pronto quando è chiamato in causa, gioca con ordine, va a rimbalzo, difende con forza e si concede il lusso di segnare due volte in faccia a Udoh, miglior stoppatore dell’Eurolega. E’ in campo nei momenti clou della partita: il successo più grande.

Macvan 6,5: il serbo si fa notare offensivamente solo nel terzo quarto, con sei punti  segnati in tutte le salse. Per il resto della gara è però ugualmente in partita, concentrato, determinato e tosto. Il lavoro oscuro non oscura l’importanza di ciò che produce.

McLean 7: un leone che si sbatte in lungo e in largo contro i giganti avversari. Come al solito impiega pochissimo tempo a carburare dopo l’ingresso dalla panchina e nel finale dà l’impressione di poter essere l’appiglio sul quale appoggiarsi per coronare l’impresa.

Raduljca 6: al serbo manca sempre l’asso per fare 31. Quando difende, è nullo in attacco. Se segna i liberi, stona dal campo. Se ingrana dal campo, perde feeling al gioco fermo. Ogni volta che sembra entrare in partita, accade qualcosa che smentisce ciò. Nel complesso prova molto buona.

Allenatore, Repesa 7: finalmente elabora un buon piano tattico e tutti i giocatori coinvolti non mostrano cenni di mollezza. Verrebbe da chiedersi come mai ha impiegato tutto questo tempo per arrivare a ciò. Le rotazioni le gestisce bene e di rimproveri non c’è la mecessità.

 

FENERBAHCE ISTANBUL

Dixon 6,5: l’uomo delle zingarate colpisce ancora. Se l’attacco non gira, una sua invenzione dell’ultimo secondo renderà comunque felice Obradovic. I suoi spunti son sempre preziosi, sebbene in difesa patisca molto.

Sloukas 5,5: eclissato quasi dalle rotazioni nel secondo tempo, regala solo qualche gemma qua e là. Troppo poco per uno del suo talento. Malmenato da Kalnietis e Hickman, non riesce a dare né ordine né cambio di ritmo.

Bogdanovic 5: dopo due mesi di infortunio torna in campo e l’attenuante è abbastanza indubbia. Certo, non sarebbe stato però un reato aspettarsi qualcosa di meglio. La forma dovrà essere riacquistata, ma anche un po’ di mordente non guasterebbe.

Kalinic 6,5: poco appariscente, ma sempre in grado di dare sostanza sia in attacco che in difesa. Nel finale è lui a trovare Nunnally per la tripla decisiva, dopo aver trascinato su di sé tutta la difesa milanese. L’intelligenza che non perdona.

Datome 7,5: primo quarto di ottimo impatto, ripresa ancor più sublime. Tira il giusto e bene, infilando triple di una bellezza estetica al solito stupenda. Non era in un ottimo momento, ma purtroppo per Milano “Gesù” è risorto il giorno dell’Epifania. Gli avrà fatto bene la mirra.

Nunnally 8: un’altra versione del giocatore che al Forum fece appena una piccola comparsa. La versione che siamo stati abituati a vedere nel suo anno in Irpinia. Nel secondo quarto è il solo a tenere in piedi i turchi, bombardando sempre dalla stessa zona dietro l’arco. Nella ripresa segna di meno, ma in maniera più pesante. Rubata con schiacciata in contropiede e tripla del +4 letali.

Antic 5: due minuti di nulla. Un gigante barbuto passivo. Così non fa nemmeno paura.

Duverioglu 5,5: 7 minuti in cui si percepisce più disagio che altro. Prova a sbattersi, ma non dà l’idea di essere più di una modesta fonte di manovalanza.

Vesely 4,5: che fine ha fatto il ceco dominatore dei pitturati della scorsa stagione? Se lo chiedono in molti a Istanbul. Totalmente abulico, i compagni capiscono presto che devono cavarsela senza di lui.

Udoh 7: bestiale. Un secondo tempo sontuoso, nel quale va a schiacciare anche le mosche nel canestro difeso da Milano. In difesa soffre un po’ di più, ma al solito è uno dei fattori positivi dei gialloneri. Raramente tradisce.

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