Le pagelle di Gala-Milano: l’ex brigata canturina condanna Milano, nell’EA7 tutti a fasi alterne

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Le pagelle dell’ennesima sconfitta consecutiva in Eurolega di Milano, che si arrende anche ad Istanbul sul parquet non irresistibile del Galatasaray.

hickman milanoOLIMPIA MILANO:

Hickman 6: nonostante una condizione fisica non eccelsa, prova a prendere in mano la sua squadra con delle triple cruciali nel secondo tempo. Nel finale è poco reattivo e finisce col perdere prima una brutta palla e poi  a distrarsi su un decisivo rimbalzo in difesa.

Kalnietis 4,5: la sua presenza sul parquet nel finale ha destato inquietudine e perplessità. Cosa ci faceva? Sempre sottotono, mai in ritmo e, soprattutto, pessimo nella gestione della palla, con 7 turnovers a referto.

Cerella 5,5: Repesa prova a dargli spazio quando ha bisogno di alcuni minuti di grande intensità difensiva, ma anche lui si fa travolgere e si becca qualche tripla in faccia.

Simon 6,5: stava per compiere un’impresa clamorosa. Due sue triple allucinanti nel finale stavano per permettere a Milano di espugnare il fortino turco. Il tutto, dopo un eloquente 1/6 nei primi 38 minuti e mezzo di partita. Si desta all’improvviso come ai bei tempi, il sussulto del campione che però non porta i suoi prodi alla vittoria. Brusco risveglio.

Dragic 6: inizia in maniera molle e blanda come tutti, ma è uno dei primi ad alzare l’intensità e a permettere a Milano di credere nella rimonta. Segna 7 punti e cattura 8 rimbalzi, ma non ha potuto migliorare le sue cifre perchè Repesa ha deciso di congelarlo in panchina nel momento clou. Decisione rivedibile.

Sanders 6: per carità, punti e giocate ci sono, ma a volte finisce per essere prevedibile e la difesa turca sviluppa buoni anticorpi contro la sua struttura fisica. Nel convulso finale perde mezzo punto per il fallo in attacco commesso e per l’errore del tiro decisivo. Opta per una soluzione con coefficiente di difficoltà troppo alto.

McLean 6,5: un leone indomito a tratti, con la schiacciata clamorosa del 64 pari e altre cose buone disseminate qua e là. Rimesso nel finale al posto di un Raduljca ancora deludente, si è forse raffreddato e si fa mangiare da Tyus. Il suo, comunque, lo fa sempre.

Raduljca 5: bisogna spezzare una lancia a favore del serbo. Repesa lo toglie nel suo momento migliore, vale a dire dopo la prima metà del  terzo quarto, quando offensivamente era l’arma migliore dei suoi e si stava applicando con buoni risultati in difesa. Nel finale viene reinserito e ha la colpa di non essere adeguatamente pronto e preparato alla battaglia. Sciocco fallo su Guler e clamorosa stoppata subita da Tyus. Cancellato.

Allenatore, Repesa 5: le sue letture, o non letture, continuano a incidere negativamente. Alterna sistematicamente Raduljca e McLean senza mai provarli assieme e togliendoli dal parquet nei loro migliori momenti, quasi come se la staffetta fosse una semplice programmazione preventiva. Il tempo concesso a Kalnietis reclama vendetta e con Macvan fuori uso ci è parso insolente non dare una piccola opportunità a Pascolo. Tentar non nuoce.

tyus galatasarayGALATASARAY:

Guler 6,5: chiamato agli straordinari, gestisce bene i ritmi d’attacco dei suoi e nel finale sale in cattedra con maestria ed esperienza in più di qualche circostanza. Fattore che pesa.

Preldzic 5: ci siamo accorti molto tardi della sua presenza. Non incide mai, in nessuna delle due metà campo.

Schilb 7: chirurgico al tiro e letale nei suoi movimenti offensivi, è una spina nel fianco per la difesa meneghina per tutto l’arco del match. Quando si hanno a dispozione sia tecnica che fisico, tutto diventa molto più semplice.

Micov 8: l’ex idolo di Cantù incanta la massa locale e disintegra Milano a suon di triple roboanti. Percentuali stratosferiche che non scendono mai e glacialità da killer nel finale, quando c’è bisogno di mettere i punti che valgono il successo. Missione compiuta.

Tyus 8: dominante. Offre uno straordinario contributo dalla panchina, svettando tra i lunghi suoi compagni e quelli avversari. Energia in difesa, a rimbalzo e in mille altre situazioni. La sua presenza nel pitturato incide molto anche in attacco, con tanti possessi convertiti in buona frequenza. Ha il merito del tap in dell’ultimo e decisivo sorpasso.

Pleiss 4: il cadaverico tedesco ex Utah è per larghi tratti imbarazzante. Non segna mai, nemmeno i più facili tap in e l’altezza non basta a trasmetterci l’idea che sia un giocatore in grado di poter fare la differenza. Il divario con Tyus è evidente e Ataman non può fare altro che cavalcare l’onda.

Koksal 6,5: il barbuto mestierante è una misera comparsa sino a meno di tre minuti dalla fine, quando prima ruba una palla importantissima a Hickman, per poi andare a segnare la tripla di un +5 vitale. Il fenomeno del momento che non ti aspetti.

Diebler 6: una piccola scarica di triple a cavallo di secondo e terzo quarto, poi poco altro. Discontinuo e intermittente, nel finale gli vengono preferiti altri interpreti come soluzioni offensive primarie.

Allenatore, Ataman 6,5: si gioca bene le sue carte, pur rischiando la beffa nel finale. Le rotazioni sono per forza di cosa corte, ma lui le gestisce bene e si aggrappa all’alta percentuale da tre punti.

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