Le pagelle di Sassari-Avellino: Cooley e Thomas al top, Nichols e Sykes ci provano

Pagelle Serie A

Al PalaSerradimigni la reazione della Sidigas Avellino, post-risoluzione consensuale con Nenad Vucinic, dura soltanto un tempo: al rientro dagli spogliatoi, il Banco di Sardegna, trascinato da Cooley e Thomas, fa il vuoto e porta a casa due punti di fondamentale importanza nella rincorsa alla post-season.

DINAMO SASSARI

Marco Spissu 7.5 – L‘enfant du pays, in uscita dalla panchina, conferma di sapersi rendere utile alla causa in entrambe le metà del campo.

Jaime Smith 7.5 – Come testimoniano gli 8 falli subiti, l’ex Cantù, controllando sapientemente i ritmi dell’incontro, si è rivelato una vera e propria spina nel fianco per i dirimpettai Filloy ed Harper.

Tyrus McGee 7 – Come suo solito, quando vede di fronte a sé i colori sociali della Scandone, sa come portare un mattoncino alla causa; in questo caso specifico, anche per mancanza di necessità viste le circostanze, lo fa senza esagerare.

Dyshawn Pierre 7.5 – Rivitalizzato, senza mezzi termini, dalla “cura Pozzecco”, è lui ad innescare il primo parziale del Banco di Sardegna: si comporta più che bene di fronte al più esperto Nichols.

Stefano Gentile 7 – Continua il periodo positivo che sta attraversando da qualche settimana a questa parte: anche se il tabellino non sembra dire questo, si avverte un’atmosfera diversa quando lui è sul parquet (chiedere ad Harper per ulteriori info, ndr).

Rashawn Thomas 8 – Ormai sembrano non esserci più dubbi sul fatto che il successo, almeno momentaneo, della gestione Pozzecco sia strettamente collegata alla capacità dell’ala classe ’94 di alternarsi nel migliore dei modi con Jack Cooley. Alla sirena finale, il suo tabellino recita 22 punti e 6 rimbalzi in 32 minuti di gioco.

Achille Polonara 7 – Il suo apporto in termini di energia e spaziature è sempre sostanzioso, anche se non indispensabile in questa situazione specifica.

Jack Cooley 8 – Il gigante di Evanston, approdato in Italia come il re delle leghe estive statunitensi, si conferma un fattore non di poco conto sotto i tabelloni: il rapporto punti realizzati/minuti giocati è ancora una volta stellare (23 in 24′). Per la Sidigas di questo periodo, ritornando con la mente al passato targato Fesenko, si tratta di un vero e proprio déjà-vu.

Marco Antonio Re s.v. 

Justin Carter s.v.

Daniele Magro s.v.

Giacomo Devecchi NE

Coach Gianmarco Pozzecco 8 – Visto che gli scettici sembrano essersi ammutoliti tutti in un colpo solo, è necessario ricordare che i primi segnali della “cura Pozzecco” si erano manifestati già a Firenze durante il weekend dedicato alla Coppa Italia. Al Poz, che pare aver trovato il posto ed il gruppo ideale per il suo carattere e per mettere in campo la propria visione della pallacanestro, va riconosciuto il merito di aver riportato, a suon di successi in Italia ed in Europa, una buona dose di entusiasmo all’interno del PalaSerradimigni.

SCANDONE AVELLINO

Ike Udanoh 4 – Ai meno attenti potrebbe sembrare assurdo, ma l’ex Cantù, a distanza di poche settimane, è già un più che lontano parente del giocatore ammirato nelle prime uscite con la maglia biancoverde. Probabilmente anche vittima del fatto di non giocare in una posizione, quella dello stretch five, che non padroneggia completamente, può dirsi risucchiato anche lui nel vortice negativo in cui è caduto tutto il gruppo.

Caleb Green 3.5  – Sul fatto che abbia tirato la carretta per settimane, se non addirittura mesi, non ci piove. Ciò, però, non giustifica l’atteggiamento assunto, ancor prima delle prestazioni, dall’ala di Tulsa nelle ultime uscite. Il tutto pareva essere colpa di un cattivo rapporto con Nenad Vucinic, ma non essendoci stato alcun segnale di reazione nella gara odierna (anche a causa di un problema muscolare, ndr) pare proprio che “il capitano abbia abbandonato la nave anzitempo”.

Demetris Nichols 6 – L’ex CSKA Mosca, contrariamente al resto della truppa, anche dopo l’infortunio alla caviglia che ha privato la Sidigas del suo lider maximo per circa due mesi, si sta destreggiando bene sul parquet.

Ariel Filloy 5 – Pur essendo in leggera ripresa rispetto alle ultime comparsate, l’ex Umana Reyer, vittima (o forse colpevole come molti altri) di un cattivo ambiente all’interno dello spogliatoio, portandoci avanti nel tempo, non di poco il proprio valore. In vista del prossimo contratto da firmare, e soprattutto dei prossimi Mondiali, sarebbe meglio iniziare a darsi da fare.

Luca Campani 5.5  – Buttato nella mischia per ben 17 minuti di gioco, tiene bene il campo. Pur calando con lo scorrere del cronometro come il resto dei suoi compagni, la sua è una prestazione discreta se confrontata con il recente passato.

Luca Campogrande 5 – Viene impiegato per soli 8 minuti di gioco, in cui conferma i propri pregi e difetti.

Demonte Harper 4 – A prescindere dall’unghiata rimediata nel corso del match, come confermano alcuni palloni persi, sembra girovagare per il parquet con la mente in un universo parallelo.

Lorenzo D’Ercole 5.5 – Anche la sua di prestazione, se confrontata con il recente passato, rivela una leggera crescita, soprattutto da un punto di vista fisico.

Keifer Sykes 6 – Esattamente un girone dopo, conferma di essere, senza mezzi termini, sia il leader offensivo sia il più orgoglioso, nell’accezione più positiva del termine, dei suoi. Il tabellino, come al solito, canta: 21 punti e 6 assist in 32 minuti.

Hamady N’Diaye 5 – Altro giro, altro giocatore che sembra essersi, almeno in minima parte, ripreso dal cambio della gestione tecnica.

Stefano Spizzichini NE

Antonino Sabatino NE

Coach Massimo Maffezzoli 5 – Senza giri di parole, la Sidigas doveva, in un modo o nell’altro, tornare a casa dalla Sardegna con due punti nella tasca. Tuttavia, c’è da dire che alla reazione degli uomini in biancoverde ha fatto seguito una vera e propria sfuriata della Pozzecco-band a cui in pochi avrebbero saputo resistere. Al mondo Scandone, con la testa già alla sfida contro Torino, non resta che sperare in qualche passo falso delle rivali per non uscire, momentaneamente, dalla griglia playoff.

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