Quella di ieri notte sembrava l’occasione perfetta per gli Houston Rockets per accorciare nella serie contro i Los Angeles Lakers. Nonostante l’assenza di Kevin Durant, out per un problema alla caviglia dopo aver già saltato Gara-1, i Rockets erano a +6 con 30” da giocare: come scritto dalla giornalista Keerthika Uthayakumar, 1.713 squadre su 1.714 finora avevano vinto la partita in simili condizioni nei Playoff. L’unica eccezione erano stati i New York Knicks, due anni fa, quando avevano depauperato il vantaggio in tempi brevissimi. Almeno fino a ieri notte.
Ieri notte Houston ha prima fatto fallo su Marcus Smart mentre provava una tripla, mandandolo in lunetta (3/3 per l’ex Celtics), e poi hanno regalato l’ultimo possesso. Reed Sheppard si è fatto rubare palla da LeBron James, la sfera è finita a Smart, poi di nuovo James, Kennard e ancora James, che dopo una finta ha segnato la tripla del pareggio che ha portato la gara all’OT. Al supplementare, Smart ha segnato 8 degli 11 punti giallo-viola, portando i Lakers sul 3-0 nella serie.
LEBRON JAMES TIES THE GAME AT 101 🤯
13.1 SECONDS TO GO ON PRIME. pic.twitter.com/V5LqcXlt7I
— NBA (@NBA) April 25, 2026
È stata però la partita di un eterno LeBron James, definizione ormai parecchio ridondante. Il King è infatti diventato il giocatore più anziano di sempre (41 anni e 115 giorni) a guidare una squadra in punti segnati in una gara di Playoff, superando sé stesso appena 3 giorni fa, in Gara-3. Una statistica impressionante che contribuisce a spiegare come James stia riscrivendo le leggi di questo sport, con una longevità mai vista e che forse mai più rivedremo. LeBron ha chiuso con 29 punti con 13 rimbalzi e 6 assist in 45′, primo per minutaggio tra i suoi insieme a Luke Kennard.
