L’ex moglie di Alì: “LeBron non è come Muhammad, lui avrebbe dato voce alla gente di Hong Kong”

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Nella giornata di ieri, LeBron James ha attaccato pubblicamente Daryl Morey per aver pubblicato l’ormai famoso tweet a favore di Hong Kong, che ha scatenato una sorta di guerra fredda tra la Cina e la NBA.

James ha dichiarato che Morey è mal informato e che avrebbe potuto aspettare la fine della tournée della NBA in Cina per pubblicare le sue idee: questo pensiero controverso della stella dei Lakers ha suscitato non poche polemiche, in quanto LeBron si è apertamente schierato contro la linea intrapresa da Adam Silver a difesa della libertà di pensiero degli addetti ai lavori. Sulla questione è intervenuta anche Khalilah Alì, ex moglie della leggenda del pugilato Muhammad, le cui battaglie politiche sono passate alla storia: “Sono a conoscenza delle problematiche attuali tra la Cina e la NBA, ma sarò sempre al fianco di chi alza la voce per rivendicare i propri diritti. Io amo LeBron James, penso sia il più grande di tutti se si parla di pallacanestro. Ma quando si tratta di persone, di società e compagnie, lo sport scende in secondo piano. Il rispetto umano, le lotte per la libertà vengono prima di tutto. Personaggi potenti come LeBron dovrebbero essere sempre al fianco delle persone che lottano per i propri diritti, così come ha fatto Muhammad. James non è Muhammad Alì, ma potrebbe diventarlo se cambia il modo in cui gestisce i suoi commenti sulle questioni politiche: il mio ex marito era una persona di mondo, lottava per il bene comune e non avrebbero mai bruciato da nessuna parte dei suoi calzoncini da pugile, così come stanno facendo ad Hong Kong con le magliette di LeBron“.

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