Vedere i Playoff, trovarseli a portata di mano. Varese li merita e quest’anno sta accorciando le distanze con la storia recente: un lusso, da queste parti, considerando che – al netto della stagione 2022/23, che il campo avrebbe chiuso al sesto posto – la post-season manca ufficialmente da ben sette stagioni. La Openjobmetis doveva scendere sul parquet con il coltello tra i denti e così è stato, dimostrando con i fatti perché un posto tra le prime otto le spetti senza ombra di dubbio.
Tuttavia, la vera gemma di Varese non brilla in superficie; si rivela soltanto scendendo nelle pieghe di una partita che è stata tutto fuorché un’esibizione di estetica cestistica. Coriacea in difesa nel primo tempo, la squadra di coach Kastritis ha messo alle strette Cremona, costringendola a letture difficili per trovare la via del canestro (non a caso, le palle perse della Vanoli sono ben 14 dopo i primi 20’). Nonostante un opaco 8/21 dall’arco, Varese non si è lasciata ipnotizzare dai propri errori al tiro, preferendo abbassare le gambe e ritrovare quell’efficacia difensiva smarrita nelle ultime sei uscite di campionato. Questa è stata l’istantanea, nitida, dell’intervallo.
Ma la cronaca ha raccontato anche l’altra faccia della medaglia: quella Varese vittima dell’eccesso di sicurezza, capace di compiacersi fino a concedere 11 punti da palle perse nel parziale della Vanoli che riapre la gara. È in quel momento che il vantaggio si assottiglia a un solo mattoncino di distanza e la squadra smarrisce la lucidità. In un affanno prolungato, l’attacco si è accontentato di conclusioni sconsiderate, rischiando un nuovo blackout. Poi, la scossa: un paio di triple chirurgiche, le giocate di Carlos Stewart – autore della schiacciata del 63-57 che ha incendiato Masnago – e l’energia di Iroegbu (19 punti con 4/9 da oltre l’arco) hanno riacceso l’animo del gruppo. È stata la reazione necessaria per riemergere da quel secchio d’acqua gelata dove Cremona stava tentando di affogare le speranze biancorosse.
In quegli istanti, Varese ha visto scorrere davanti a sé il film di un’intera stagione fatta di occasioni perse, punti lasciati per strada e vantaggi mal gestiti. Questa volta, però, il finale è stato diverso. La Openjobmetis non si è lasciata sfuggire l’opportunità di proteggere l’ottavo posto, dimostrando di aver finalmente imparato dai propri errori. La vittoria con Cremona consegna alla piazza una squadra capace di vincere con il carattere e con un’identità che, pur tra diverse pecche, riesce finalmente a far prevalere i propri punti di forza sulle criticità che ne avevano finora condizionato il cammino. Un lusso ritrovato, in attesa che la matematica trasformi questa proiezione in realtà. Se lo merita.
