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Lo stile manageriale di Michael Jordan è malvisto in NBA?

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Michael Jordan è stato un grandissimo giocatore, forse il più grande di sempre, ma lo stesso non si può dire della sua carriera post-basket giocato. La leggenda dei Chicago Bulls è diventato prima dirigente degli Washington Wizards a inizio anni 2000, sbagliando praticamente tutte le scelte, per poi comprare gli Charlotte Bobcats, ora Hornets.

MJ, da proprietario, ha avuto ancora poca fortuna. Charlotte ha raggiunto i Playoff solo 3 volte in 10 anni di proprietà, venendo sempre eliminata al primo turno. Quest’anno la stagione è stata positiva, ma gli Hornets sono stati eliminati nettamente al Play-in da Indiana. Gli insuccessi hanno continuato ad alimentare le critiche nei confronti del decision making di Jordan, che secondo il New York Times avrebbe uno stile manageriale malvisto dagli altri dirigenti NBA.

Secondo quanto scritto da Marc Stein, Michael Jordan sarebbe criticato perché si circonderebbe, nel front office, di amici o persone interne al proprio network. Mancherebbe dunque la meritocrazia nella dirigenza di Charlotte, con le posizioni importanti occupate soprattutto da persone vicine ad MJ più che da quelle realmente capaci.

Ieri gli Hornets avevano scelto di confermare James Borrego sulla loro panchina.

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