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L’Olimpia Milano ce l’ha messa tutta

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Il 28 aprile 2022 sarà ricordato come una data amara per i tifosi dell’Olimpia Milano, una data in cui l’A|X ha dato addio al sogno di vincere l’Eurolega: al termine di una gara-4 emozionante e ricca di colpi di scena è stato infatti l’Anadolu Efes a prevalere sui biancorossi col punteggio finale di 75-70 chiudendo la serie sul 3-1. I turchi staccano così il biglietto per le Final Four della massima competizione continentale, dove andranno a difendere il titolo vinto un anno fa.

Una serie subito in salita

Ma facciamo un passo indietro e andiamo ad analizzare più nel dettaglio questa serie playoff: l’Olimpia si presenta a gara 1 con il fattore campo e con lo status di favorita nonostante l’assenza di Gigi Datome, Trey Kell (infortunati), e Dinos Mitoglou (squalificato per doping), dall’altra parte l’Efes risponde al completo, con anche il rientrante Micic.

L’inizio è subito in salita, in una gara 1 con pochi presenti al Forum e un clima surreale è l’Efes a prevalere, guidato dalle giocate del duo Larkin-Micic (16 punti a testa), bravi a sfruttare inoltre nel miglior modo possibile i grossi problemi offensivi dei biancorossi che chiudono con soli 48 punti realizzati. Per di più, nei minuti finali dell’ultimo periodo, l’A|X perde Nicolò Melli che, cadendo sul piede di Dunston, riporta una lesione al polpaccio destro che lo terrà lontano dai campi per 4 settimane, e quindi tutta la serie.

In gara 2 ci si aspetta una reazione, e la reazione arriva, anche senza Melli e Datome. Il Forum si riempie, il clima si scalda e Sergio Rodriguez sale in cattedra indicando la via sin dalla palla a due. Il Chacho spinge i suoi a suon di triple, assist e giocate spettacolari, ma l’Olimpia deve fare ancora i conti con la sfortuna: Delaney si fa male al costato e poco dopo anche lo spagnolo si scaviglia. I due non rientreranno più in campo. Serve un’altra reazione, l’ennesima. Questa volta è Shavon Shields a prendere per mano la squadra: l’americano si scatena nel secondo tempo e nel quarto periodo mette KO i turchi a suon di canestri dal mid-range. L’ex Trento chiude con 21 punti (8/11 da due), l’Olimpia si aggiudica la vittoria per 73-66 e pareggia la serie sull’1-1.

La sicurezza di Ataman

Ergin Ataman non ha dubbi:

Bell’atmosfera, ma non è nulla in confronto a quella che ci sarà a casa nostra, ad Istanbul. Vinceremo la serie e poi vinceremo la coppa.”

Nik Melli, il suo infortunio ha indirizzato la serie verso Istanbul

I favoriti ora sono proprio i turchi. Lo staff medico dell’Olimpia riesce a garantire a Messina qualche minuto di utilizzo sia di Rodriguez che di Datome, i biancorossi sono ancora vivi.

Gara 3 è una battaglia. L’Efes scappa nel primo quarto, l’Olimpia rimonta grazie alle giocate di un inaspettato Grant (11 punti) e del solito Hall (16 punti). I biancorossi conducono anche per gran parte della gara grazie ad una difesa superlativa e ad un attacco ben più organizzato e ragionato dell’orrenda gara 1. Nel quarto periodo sono ancora gli uomini di Messina ad essere avanti, ma dal 35′ si inceppa qualcosa. Dopo la tripla del 63-61 di Hall, l’Olimpia smette di segnare e l’Efes non sta a guardare. Moerman pareggia, saranno poi Micic e Larkin a dare il colpo di grazia con due triple da distanza siderale. La terza gara della serie è dell’Efes.

“Non abbiamo giocato in modo intelligente gli ultimi minuti, lo sforzo è stato enorme, ci riproveremo.”

Coach Ettore Messina chiude così la conferenza stampa dopo gara 3, certo che i suoi cercheranno in tutti i modi di riportare la serie a Milano.

L’epilogo

Gara 4 è un po’ la fotocopia della precedente, il ritmo è nelle mani dei padroni di casa. L’Efes parte alla grande con un indemoniato Pleiss (il tedesco chiuderà con 25 punti e un immacolato 3/3 da oltre l’arco), i turchi scappano, l’Olimpia barcolla ma non va al tappeto. Datome ritrova la forma e il canestro spingendo i suoi, Hines tiene vivo ogni possesso sbattendosi in modo commovente sotto i tabelloni e l’Olimpia è ancora lì, con la faccia giusta e tanta voglia di provarci. Come in gara 3 è Milano a rimontare, andare avanti e ad avere la possibilità di scappare nel quarto periodo. Ancora una volta però si blocca l’attacco milanese. L’Efes riaggancia il pareggio con Pleiss e Micic, anche grazie alla fortuna e ai tanti liberi segnati (21/25 per i padroni di casa, 5/6 per l’A|X). I turchi vanno avanti proprio a suon di liberi, prima con Singleton e poi con Larkin, l’Olimpia ha due volte la possibilità di impattare sul 73-73 nei secondi finali ma i tiri di Datome e di Shields (in questo caso il peggiore in campo con 8 punti, 3/10 dal campo e 5 palle perse) si fermano sul ferro. Game, set and match, la serie è dei turchi.

L’Olimpia viene eliminata dall’Eurolega, l’Olimpia esce da una serie playoff con tanti rimpianti ma, soprattutto, con la testa alta: grazie all’orgoglio dei suoi campioni e al tanto celebrato “spirito Olimpia” i biancorossi sono tornati in piedi non una, non due, ma ben tre volte, e si sono dovuti arrendere al peggiore dei fattori, la sfortuna. “Chissà cosa sarebbe stata questa squadra senza infortuni e senza imprevisti?“, i tifosi oggi si chiedono questo. Ma la legge dello sport è severissima.

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